Disabili mentali, ora assicurarsi si può
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Paolo Ferrario © www.avvenire.it - 20 giugno 2012Anche i disabili mentali potranno stipulare una polizza d’assicurazione contro il rischio infortuni o malattia, ipotesi finora non contemplata dalle “Condizioni generali” stabilite dalle compagnie. Che infatti saranno modificate. Lo prevede un accordo raggiunto martedì nella sede romana dell’Isvap (l’Istituto di vigilanza delle assicurazioni private) e sottoscritto dallo stesso Istituto, dall’Ania (Associazione delle imprese assicuratrici), da Progetto Itaca, onlus che opera al fianco delle famiglie dei disabili e dall’Unasam (l’Unione nazionale delle associazioni per la salute mentale). Un’intesa finora soltanto verbale ma che presto diventerà ufficiale, che mette la parola fine alla discriminazione di una fascia sociale fra le più deboli, traguardo raggiunto anche a seguito della campagna alla quale Avvenire aveva dato spazio e sostegno lo scorso febbraio.
Angelus 8 luglio 2012
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Cari fratelli e sorelle!
(canto) Ringraziamo i ragazzi di Dresda che hanno cantato così bene!
Vorrei soffermarmi brevemente sul brano del Vangelo di questa domenica, un testo da cui è tratto il celebre detto «Nemo propheta in patria», cioè nessun profeta è bene accetto tra la sua gente, che lo ha visto crescere (cfr Mc 6,4). In effetti, dopo che Gesù, a circa trent’anni, aveva lasciato Nazareth e già da un po’ di tempo era andato predicando e operando guarigioni altrove, ritornò una volta al suo paese e si mise ad insegnare nella sinagoga.
Di fronte al mistero del male
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di GIULIA GALEOTTI
«Mostrò perdite di memoria in rapido aumento; non si orientava in casa sua; spostava oggetti da una parte all’altra; si nascondeva, a volte pensava che qualcuno volesse ucciderla e cominciava a urlare. (...) Era disorientata nel tempo e nello spazio». A chiunque abbia un minimo di dimestichezza con la malattia che colpisce in Italia il 5 per cento delle persone con più di sessant’anni, per la quale notoriamente non esistono farmaci; con la malattia che terrorizza con il suo corrodere il cervello della persona, isolando lei e i suoi cari, questa descrizione suona dolorosamente familiare. Si tratta di un estratto della prima descrizione in assoluto firmata nel 1901 dal patologo e psichiatra tedesco Aloysius “Alois” Alzheimer (1864-1915).
Con lui sarebbe stata anche migliore
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«La Gaudium et spes fu soprattutto oggetto di critiche, tra queste anche quella del giovane Joseph Ratzinger, per il suo eccesso di ottimismo verso il mondo. Può spiegare il perché?» chiede Filippo Rizzi al cardinale gesuita Roberto Tucci, che diresse «La Civiltà Cattolica» durante gli anni del Vaticano II.