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Presentato in Sala Stampa vaticana il convegno “Nuove politiche e stili di vita nell’era digitale” organizzato dalla Fondazione Centesimus Annus - Pro Pontifice per i suoi 25 anni
 

È la Chiesa a definire la propria identità

BERLINO, 18. «È la Chiesa che definisce la propria identità e questa determinazione non può essere affidata allo stato o al tribunale statale». È quanto afferma padre Hans Langendörfer, segretario della Conferenza episcopale tedesca, accogliendo in maniera sostanzialmente positiva i contenuti di una sentenza della Corte di giustizia europea pubblicata ieri riguardo la controversia tra una donna tedesca, Vera Egenberger, e l’Evangelisches Werk für Diakonie und Entwicklung, l’Opera della Chiesa evangelica per la diaconia e lo sviluppo.
 

Dio è l’unico padrone della vita

«Attiro l’attenzione di nuovo su Vincent Lambert e sul piccolo Alfie Evans, e vorrei ribadire e fortemente confermare che l’unico padrone della vita, dall’inizio alla fine naturale, è Dio! E il nostro dovere, il nostro dovere è fare di tutto per custodire la vita». Ecco il nuovo appello di Papa Francesco lanciato durante l’udienza generale di mercoledì 18 aprile, dopo quello pronunciato domenica scorsa in occasione del Regina caeli.
 
L'ultimo libro inchiesta di Mario Giordano lo dedica a sua moglie Paola che lo sopporta e supporta da tanti anni per il suo intenso e difficile lavoro di giornalista. Dedicare un libro dura in eterno, sostiene Giordano. L'ultimo libro appena uscito è «Avvoltoi», con un sottotitolo abbastanza lungo e impegnativo: «L'Italia muore, loro si arricchiscono. Acqua, rifiuti, trasporti. Un disastro che ci svuota le tasche. Ecco chi ci guadagna». Sono vent'anni che Giordano scrive libri inchiesta sui difetti della nostra politica, denunciando gli sprechi del Palazzo, i costi esagerati, le spese folli delle Regioni, le auto blu, lo scandalo dei vitalizi, la moltiplicazione dei privilegi.
 
Paul Freeman

Quando si mischiano i “generi letterari” di una questione e di un rapporto si creano dei mostri e soprattutto si svela che non si cerca la soluzione di un problema ma il suo insabbiamento.
 

Una religiosità libera dal dogma

«Nusquama». Questo è il titolo che, stando a una lettera inviata all’amico Erasmo, Thomas More aveva scelto in un primo momento per il suo capolavoro, decidendo poi di sostituire il vocabolo di derivazione latina (da nusquam, in nessun luogo) con un lemma greco di sua invenzione, Utopia appunto, che probabilmente manteneva in sé una maggiore ambivalenza, più consona ai suoi scopi: oltre a un luogo inesistente, ou-topos, poteva far pensare anche a un luogo senza luogo, a-topos, e a un luogo del bene, eu-topos.
Il lungo titolo con cui l’opera apparve a Lovanio nel dicembre 1516, De optimo reipublicae statu deque nova insula Utopia libellus vere aureus, nec minus salutaris quam festivus, clarissimi disertissimique viri Thomae Mori inclytae civitatis Londinensis civis et Vicecomitis , si sarebbe progressivamente ridotto nelle numerose riedizioni successive, fino a quando, un secolo e mezzo dopo, Utopia sarebbe stato considerato più che sufficiente per indicare lo scritto del Lord cancelliere condannato a morte da Enrico VIII per essere rimasto fedele alla Chiesa di Roma. 
 

La Chiesa ha bisogno di profeti


Martedì, 17 aprile 2018
 

La verità innegabile sulla vita

DUBLINO, 17. «La mia preoccupazione è di salvaguardare il futuro. Niente è così importante per il futuro della nostra umanità condivisa come il diritto alla vita. Non credo che la vita abbia inizio alla nascita. Credo che la vita inizi prima della nascita»: è quanto ha scritto in una lettera monsignor Denis Nulty, vescovo di Kildare and Leighlin, presidente dell’agenzia che si occupa della pastorale matrimoniale (Accord), e membro del Consiglio episcopale per il matrimonio e la famiglia, in vista del referendum sull’aborto che si terrà il 25 maggio in Irlanda.
 

Conoscersi per riconoscersi

Card. Tauran in Arabia Saudita

«Ciò che sta minacciando tutti noi non è lo scontro di civiltà, bensì lo scontro di ignoranze e radicalismi. A minacciare la convivenza è anzitutto l’ignoranza; pertanto, incontrarsi, parlare, costruire qualche cosa insieme, sono un invito a incontrare l’altro, e significa anche scoprire noi stessi».
 
Alfie ieri quando Tom è tornato in stanza dopo aver rilasciato l'intervista
 

Per fede non per interesse


Lunedì, 16 aprile 2018
 

I santi che si possono incontrare

di CATHERINE AUBIN

«Da qualche parte ho letto: “Dio c’è, io l’ho incontrato!”. Questa poi! La cosa mi sorprende! Che Dio esista, è fuori discussione! Ma che qualcuno l’abbia incontrato prima di me, questo sì che mi sorprende! Perché io ho avuto il privilegio d’incontrare Dio proprio nel momento in cui dubitavo di lui! In un paesino della Lozère, abbandonato dagli uomini. Passavo davanti alla vecchia chiesa e sono entrato... E lì sono rimasto abbagliato... da una luce intensa... insostenibile! Era Dio... Dio in persona... Dio che pregava! Mi sono detto: Chi prega? Mica pregherà se stesso?
 

Auguri Benedetto XVI, il Papa della dolcezza

Giornata di festa per il Papa emerito che oggi compie 91 anni, in un clima di quiete e serenità nel monastero "Mater Ecclesiae" in Vaticano.