WASHINGTON, 20. Cala il numero dei poveri nel mondo, ma aumentano le difficoltà per accedere al credito. A riferirlo è la Banca mondiale, che, in un documento pubblicato ieri, ha tracciato un bilancio sulla povertà nel mondo: la percentuale di estremamente poveri (persone che vivono con meno di 1,25 dollari al giorno) è scesa dal 43,1 per cento del 1990 al 22,2 del 2008. Tuttavia, i tre quarti del complesso della popolazione povera nel mondo (adulti che guadagnano meno di due dollari al giorno) non ha accesso a linee di credito."Le stime preliminari per il 2010 - si legge nel documento della Banca mondiale - indicano che la percentuale di estremamente poveri è scesa ulteriormente, raggiungendo il target di dimezzare la povertà mondiale con cinque anni di anticipo". L'istituto di Washington mette in rilievo che il consumo di energia pro capite nelle economie ad alto reddito risulta circa quattro volte superiore rispetto a quelle a medio reddito e circa 13 volte più alto di quelle a basso reddito. Il consumo pro capite di energia in sud Asia resta il più basso fra i Paesi emergenti, nonostante l'aumento del 51 per cento fra il 1990 e il 2000.
Le donne in Medio oriente e in Nord Africa - riferisce la Banca mondiale - hanno compiuto importanti passi in avanti nella sanità e nell'istruzione. Il numero di donne che hanno accesso all'educazione secondaria è salito dal 46 per cento al 69 fra il 1991 e il 2009. La partecipazione nella forza lavoro resta sotto il venti per cento.
Il problema maggiore tra quelli evidenziati dal rapporto resta quello del credito. La difficoltà di accedere a finanziamenti è dovuta non solo alla povertà, ma anche ai costi, alla distanza e alle numerose carte da firmare per aprire un conto corrente. Il 75 per cento degli adulti che guadagnano meno di due dollari al giorno non usano le banche e si affidano ad altre forme di prestatori per ottenere soldi, anche se questo comporta commissioni molto più elevate.
"Offrire servizi finanziari ai 2,5 miliardi di persone senza conto bancario può spingere la crescita e aumentare le opportunità per i poveri" sottolinea la Banca mondiale. "Il potere dei servizi finanziari può veramente aiutare a pagare per la scuola, a risparmiare per la casa o ad avviare una piccola e media impresa che può creare occupazione per altri" ha spiegato presidente della Banca mondiale, Robert Zoellick.
(©L'Osservatore Romano 21 aprile 2012)