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Una "motivazione singolare". Così Carlo Casini, presidente del Movimento per la vita (Mpv), commenta al SIR le affermazioni del sostituto procuratore generale della Cassazione, Domenico Iannelli, che nella requisitoria di oggi - pronunciata davanti ai giudici delle Sezioni Unite Civili - ha definito inammissibile il ricorso della Procura generale di Milano sul caso di Eluana Englaro. La Procura aveva impugnato al sentenza della Corte d'Appello di Milano, che su rinvio della Cassazione, lo scorso 9 luglio, aveva dato via libera al tutore di Eluana, suo papà Beppino Englaro, per interrompere l'alimentazione e l'idratazione artificiale. Secondo Iannelli la Procura di Milano non poteva impugnare la decisione della Corte d'Appello di Milano in quanto, come prevede la legge in questo caso, "non si tratta di tutelare un interesse pubblico ma si tratta di una situazione soggettiva individuale". "Si tratta di una motivazione un po' singolare", spiega Casini al Sir: "Mi sembra strano che di fronte ad una questione di vita o di morte, che riguarda non solo Eluana ma tutti noi, si parli di situazioni soggettive, anche se è vero che in termini tecnici si tratta di un processo, più che civile, di giurisdizione volontaria". Iannelli ha specificato che se la Cassazione oggi deciderà di accogliere il ricorso della Procura di Milano, allora per il pg andrebbe accolto il primo motivo del ricorso, ovvero andrebbe verificato se sussistano le "effettive condizioni di irreversibilità dello stato vegetativo permanente". Per Casini, si tratta di "un pretesto". "E' come dire ai giudici: dichiarate l'inammissibilità del ricorso per ragioni processuali; se entrate nel merito, accettate il primo motivo del ricorso, cioè annullate la sentenza". L'auspicio del presidente del Movimento per la Vita, "anche se ormai sembrano esserci pochi margini reali", è che "non sia dichiarata l'inammissibilità", e dunque che venga accolta la richiesta della Procura di Milano. Visti gli "esigui spazi" per un responso di questo tipo, e la possibilità reale che la sentenza della Corte d'Appello di Milano venga eseguita, Casini auspica un eventuale ricorso alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo, e si associa alle parole pronunciate oggi dal card. Barragàn, che ha ribadito come sospendere l'idratazione e l'alimentazione in un paziente in stato vegetativo sia "una mostruosità disumana e un assassinio".
© SIR