LONDRA, 21. La comunità cristiana nel Regno Unito rilancia il suo impegno per la salvaguardia del creato alla vigilia della Giornata mondiale della terra che si celebra domenica 22 aprile. Durante un incontro svoltosi oggi a York, rappresentanti cattolici, anglicani e metodisti hanno ribadito la loro volontà di collaborazione su un tema diventato nel tempo oggetto di particolare attenzione sia nel dibattito religioso sia tra l'opinione pubblica, soprattutto per quanto concerne la sicurezza delle future generazioni e gli effetti anche sull'economia e sugli aspetti sociali. Il riferimento, in particolare, è a quei Paesi poveri dove le crescenti calamità naturali stanno ulteriormente deprimendo la vita di milioni di persone.Il programma ha avuto inizio con una cerimonia religiosa presso la cattedrale della città, alla quale è seguito un seminario di carattere scientifico nella cornice della Saint John University, nell'ambito del quale sono state fornite relazioni sulle attività di una serie di organizzazioni affiliate alle comunità religiose attive nell'aiuto alle popolazioni che maggiormente soffrono a causa dei mutamenti climatici e in generale per la povertà e le discriminazioni. Tra esse, per esempio, c'è il Cafod, l'agenzia cattolica per l'aiuto allo sviluppo dei Paesi d'oltremare. Nel febbraio scorso diversi leader ecumenici - tra i quali il primate della Comunione anglicana e arcivescovo di Canterbury, Rowan Williams, l'arcivescovo anglicano emerito di Cape Town e premio nobel per la Pace, Desmond Tutu, e il presidente della Conferenza della Chiesa metodista, Lionel Osborn - hanno sottoscritto la Ash Wednesday Declaration, un documento pubblicato dall'organizzazione di cristiani ecologisti inglesi Operation Noah, nella quale si richiama proprio la necessità di garantire giustizia e sostegno materiale alle comunità "che stanno già soffrendo per le devastanti conseguenze del cambiamento climatico".
Al seminario, inoltre, sono stati presentati rapporti sul lavoro di altre organizzazioni: Christian Aid, Yorkshire Wildlife Trust, Tearfund, Quaker Living Witness, The John Ray Initiative e Christian Census on Climate Change. L'iniziativa di York intende dunque mantenere vitale la collaborazione tra le comunità religiose e studiare nuove iniziative per sensibilizzare l'opinione pubblica sulle questioni ecologiche. Il vescovo cattolico di Middlesbrough, Terence Patrick Drainey, ha così commentato: "Il nostro compito è di rispettare la meraviglia della creazione e di lavorare con il Creatore per far sì di assicurare questo dono incalcolabile alle nuove generazioni". Una delle relazioni si è focalizzata sul progetto "Mission Earth" promosso da un gruppo di volontari della diocesi cattolica, che consiste in un questionario per raccogliere contributi di riflessione e proposte sul tema da parte dell'intera comunità cristiana nel Paese.
Anche la comunità anglicana è da tempo attiva nel Regno Unito e in campo internazionale con varie iniziative. L'arcivescovo di York, John Sentamu, ha detto che "il mondo naturale è un dono di Dio da godere, ma siamo anche chiamati a unirci a Dio nel sostenere e prenderci cura di tale dono. Per questo dobbiamo continuare a concentrarci su come noi, popolo di Dio, stiamo adempiendo alla sua chiamata a essere custodi di tutte le cose buone che ci sono state donate, in particolare il pianeta terra".
Infine, il reverendo Stephen Burgess, presidente dello York and Hall Methodist District, ha messo in evidenza che "i metodisti sono impegnati a essere responsabili discepoli nel contesto dei mutamenti climatici. Noi tutti abbiamo la responsabilità morale di agire e di diventare custodi efficaci della creazione". Il tema della salvaguardia del creato era stato affrontato anche durante la ventesima Conferenza mondiale dei metodisti, svoltasi nel 2011 in Sudafrica.
(©L'Osservatore Romano 22 aprile 2012)