L’autismo, questo sconosciuto. Ascoltando le relazioni che si susseguono in questi giorni nell’Aula del Sinodo in Vaticano, dove proseguono i lavori della trentanovesima conferenza internazionale organizzata dal Pontificio Consiglio per gli operatori sanitari sulle persone con disturbi dello spettro autistico, viene proprio da pensare al libro di Alexil Carrel, lo scienziato biologo francese, con tendenze filosofiche, il quale, nello scorso secolo, investigando sull’uomo, titolò un suo studio proprio «L’uomo questo sconosciuto». Viene alla mente perché in lingue diverse, a secondo delle esperienze maturate nei vari Paesi del mondo rappresentati nella conferenza, si continua a ripetere che, nonostante le sempre più approfondite ricerche, non si è ancora in grado di conoscere le cause di una malattia solo recentemente assurta ai vertici dell’interesse della comunità scientifica internazionale. Da quando cioè la ricerca ha consentito di giungere, se non altro, a una diagnosi certa e soprattutto precoce. Si è scoperto così che nel mondo, su diecimila bambini nati, circa centosettanta soffrono di disturbi dello spettro autistico. E se è difficile stabilirne le cause, come hanno ripetuto quasi tutti gli intervenuti anche nelle sessioni di giovedì pomeriggio e di questa mattina, venerdì 21 novembre, ancora più difficile risulta essere l’appro ccio terap eutico. Unica indicazione che sembra essere comune alle oltre quaranta relazioni sviluppate in queste giornate di lavoro, è quella che sottolinea la necessità di una stretta collaborazione tra neuroterapisti e famiglie «informate e soprattutto formate» per riuscire ad accompagnare il figlio autistico nel percorso terapeutico. Così come sembra essere comune la denuncia di scarsa sensibilità da parte degli Stati. In questo contesto assume tutta la sua rilevanza l’attenzione della Chiesa nei confronti di questi e di tutti i sofferenti. Attenzione della quale, come ha sottolineato ampiamente il presidente del dicastero vaticano organizzatore, l’arcivescovo Zygmunt Zimowski, Papa Francesco ha dato e continua a dare quotidiana testimonianza.
© Osservatore Romano - 22 novembre 2014