Rassegna stampa etica

OmofoboIl peccato dimenticato, la leva pretestuosa delle discriminazioni e quella della pastorale, la perversione dei fini della liturgia, l’assimilazione dell’ideologia Lgbt. Ecco come le veglie arcobaleno cercano di scardinare la dottrina della Chiesa su omosessualità e transessualità.

Fenomenologia delle “Veglie di preghiere per il superamento dell’omotransbifobia”. Qualche giorno fa Ermes Dovico ci ricordava da queste stesse colonne che sono almeno 23 le diocesi italiane coinvolte a vario titolo nella promozione di veglie di preghiere contro l’omofobia e di incontri formativi filo-Lgbt, veglie e incontri che sono iniziati a maggio e che continueranno per tutto giugno.

Quali le caratteristiche di queste iniziative? Vediamone qualcuna. Innanzitutto, con il pretesto di accogliere la persona omosessuale e transessuale si accoglie l’omosessualità e la transessualità. Siamo ben oltre il famoso distinguo “accogliere il peccatore ma non il peccato” perché la persona che liberamente vive la condizione omosessuale o transessuale non è più considerata peccatore, bensì portatore sano di un modo di vita che può essere coerente con il Vangelo, dato che Dio ama ciascuno di noi così come siamo, dimentichi che Dio ama il peccatore ma non il peccato. Dio accoglie tutti, ma non tutto.

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