Il mosaico è un mistero
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Intendo parlare di un'opera mistica, nata dalla preghiera contemplativa che porta chi la vede a pregare. Né trovo parole più adatte per introdurla di quelle usate da Giovanni Paolo II nella sua Lettera agli artisti del 1999, quando affermava che "ogni autentica intuizione artistica va oltre ciò che percepiscono i sensi e, penetrando la realtà, si sforza di interpretarne il mistero nascosto. Essa scaturisce dal profondo dell'animo umano, là dove l'aspirazione a dare un senso alla propria vita si accompagna alla percezione fugace della bellezza e della misteriosa unità delle cose" (6).
Papa Wojtyla qui parlava del mistero della creatività nell'artista credente, e proprio questo è il tema della presente opera: un dvd realizzato nel 2008 dal Centro Aletti del Pontificio Istituto Orientale, col titolo: Il colore dell'amore. L'arte di Marko Ivan Rupnik e del suo atelier. Non trattiamo qui dei mosaici di Rupnik, bensì di un saggio filmico d'analisi del processo per cui l'artista arriva, insieme ai suoi collaboratori, a creare opere che toccano milioni di cristiani - tra cui programmi monumentali nei santuari mariani di Lourdes e Fatima, nonché nello stesso Palazzo Apostolico del Vaticano. Le opere di Rupnik sono mosaici in grande scala, e così anche questo film, che in cinquanta minuti riunisce tessere di diversa provenienza - ricordi personali e frammenti di storia, sogni e visioni di bellezza - in un "mosaico" scintillante e commovente da cui emerge gradualmente un volto, quello dell'uomo-sacerdote-artista Marko Rupnik, a cui però vediamo sovrapporsi un altro volto, quello dell'Artifex, Alto Sacerdote e Uomo-Dio, Cristo. "Non vivo più io, ma Cristo vive in me" (Galati, 2, 20), diceva san Paolo, e nei momenti culminanti del filmato la regista Maria Amata Calò infatti propone dei primi piani di padre Rupnik mentre celebra l'Eucaristia davanti a un suo grande mosaico absidale raffigurante il Salvatore.