Il sacramento del Paradiso
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"Nella liturgia terrena - afferma la Sacrosanctum concilium - noi partecipiamo, pregustandola, alla liturgia celeste, che viene celebrata nella santa città di Gerusalemme" (n. 8). Non si tratta, tuttavia, di due liturgie parallele o giustapposte. La liturgia originaria ed esemplare è quella compiuta da Cristo assiso alla destra del Padre. È il suo sacrificio celeste, al quale è associata la Chiesa, quella ormai gloriosa, e quella ancora pellegrinante.
Non raramente i liturgisti, che non sempre riescono a stupire per competenza o acutezza teologica, si mostrano riluttanti a considerare la liturgia che celebriamo qui in terra come un reale "riflesso" di quella del cielo; e quindi a vedere nel sacrificio eucaristico la presenza del sacrificio glorioso. Parrebbe loro che in tal modo vengano sminuite la verità e la natura storica dell'evento della Croce.
In realtà, non esistono due sacrifici: quello storico e quello glorioso in cielo, ma un unico sacrificio, quello del Calvario, che è intimamente glorioso, e quindi radicalmente celeste ed eterno.
In altre parole, immolando se stesso, Gesù conferisce alla sua offerta - non più carnale ma "spirituale" - un valore che non si consuma, e che è in grado di oltrepassare la momentaneità: "Noi siamo stati santificati, per mezzo dell'offerta del corpo di Gesù Cristo, fatta una volta per sempre" (Ebrei, 10, 10).