Gioia e letizia da Cicerone a Bergoglio
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di MARCELLO SEMERAROGli incipit dei documenti magisteriali hanno sempre un certo valore simbolico. Non solo, però, in quei testi. Si pensi, ad esempio, per entrare nell’ambito della letteratura italiana, al celebre inizio dantesco «Nel mezzo del cammin di nostra vita», oppure al manzoniano «Quel ramo del lago di Como» che a molti studenti rimangono nella memoria per sempre. Il loro significato non è solo identificativo, ma pure per molti aspetti sintetico, com’è — per fare un altro esempio, questa volta preso dall’arte musicale — l’attacco della Quinta di Beethoven: il tema del destino, come si dice comunemente, che poi si dipana nei quattro movimenti che compongono la sinfonia. Qualcosa del genere avviene anche per gran parte dei testi ecclesiastici, specialmente pontifici, conciliari e, spesso, anche di organismi della Santa Sede. Nel caso di Papa Francesco, già per Evangelii gaudium si sarà potuto notare l’ispirazione alla Evangelii nuntiandi di Paolo VI .