La prospettiva autenticamente laica dei cattolici
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Vent'anni fa, il 13 luglio 1990, il Comitato nazionale per la bioetica italiano (Cnb), istituito con decreto dell'allora presidente del Consiglio dei ministri Giulio Andreotti, iniziava la sua attività. Il comitato è organo di consulenza presso il Governo italiano, il Parlamento e le altre istituzioni, e di informazione nei confronti dell'opinione pubblica sui problemi etici, sociali e giuridici connessi agli sviluppi della ricerca e della pratica clinica nell'ambito delle scienze della vita e della salute.
La sua costituzione era stata preceduta e sollecitata da un dibattito parlamentare nell'estate del 1988 che orientava - come spiegò il ministro della Sanità Carlo Donat Cattin nella sua replica in aula - verso un comitato "con la presenza dei diversi orientamenti ideali e scientifici, di altissimo livello, nonché con le competenze scientifiche, etiche e umanistiche necessarie per dare valutazioni e indirizzi rispetto a tutti i problemi che riguardano la dignità e la libertà della persona umana" sia nei contesti della ricerca scientifica e biotecnologica che in quelli della clinica medica e chirurgica.
Da allora si sono succeduti nel Cnb sei mandati che hanno visto la partecipazione impegnata e appassionata di eminenti figure di studiosi cattolici nei diversi settori che concorrono alla formazione interdisciplinare della bioetica, tra i quali monsignor Elio Sgreccia (fino al 2006), Adriano Bompiani (primo presidente) e Francesco D'Agostino (due volte presidente). La produzione di documenti da parte del Cnb (che nel ventennio si è articolata in 87 pareri, 11 mozioni e 3 risposte a quesiti) ha spaziato dalle questioni di inizio e di fine della vita umana - identità e statuto dell'embrione umano, fecondazione medicalmente assistita, diagnosi prenatale, gravidanza e parto, dichiarazione anticipata di trattamento, definizione e accertamento della morte nell'uomo, donazione di organi - a quelle dell'infanzia, dell'adolescenza e dello sport; dai problemi etici relativi alla sperimentazione farmacologica a quelli che concernono i test genetici, la terapia genica, l'impiego terapeutico delle cellule staminali e la brevettabilità degli organismi viventi; alle questioni ambientali alle biotecnologie, alla clonazione e all'impiego degli animali nelle attività di ricerca biomedica, fino ad altri temi scientifici ed etici che si ritrovano nella imponente opera di documentazione, di studio e di dibattito compiuta dal comitato.
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