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"Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore."
(Lc. 2,19)


Nessuno arriva ad un traguardo se non dopo innumerevoli tentativi, prove e fatiche.
Maria medita nel suo cuore perché è educata alla meditazione.
Una meditazione costante che nasce dalla grazia che le è stata donata ma che lei ha coltivato con passione di donna e fedeltà verginale.

L'essere di Dio, il talento più grande, il talento dei talenti.

Proprio questa capacità di meditazione nello Spirito è stata, in certo qual modo, la preparazione alla maternità di Dio.
Proprio questa meditazione costante nello Spirito consente a ciascuno di noi, per quanto è possibile e a suo modo, di generare Dio, di essere fecondati dalla grazia, di portare Gesù nel seno e di donarlo al mondo.
Questa attitudine femminile in realtà è propria di ogni uomo e di tutta l'umanità, infatti siamo capaci di Dio e possiamo generarlo al mondo.

Grazie a Dio possiamo essere capaci di Dio.

Ma non è un gioco, non è magia... è dono e fatica, gioia e disciplina, spontaneità e rigore, preoccupazione e meraviglia.
Tutti i sentimenti che accompagnano una gestante sono propri dell'anima orante che medita Dio e custodisce nel seno del cuore la Parola.
Il privilegio singolare della maternità di Maria, dunque, è un privilegio che è condiviso per ogni uomo, soprattutto con e per ogni battezzato.
Ogni creatura che ha ricevuto lo Spirito e ha in sé la Trinità è, come dice Gesù: "Fratello, sorella e madre!" (Mt 12,50).
La meditazione di Maria, come quella di ogni gestante responsabile e attenta, non è mai ripiegata su di sé ma pronta a condividere la gioia, aperta alla carità, aperta alla missione, aperta alla solidarietà.

Il lavoro costante del nemico dell'uomo è quello di togliere i simboli puramente e pienamente umani per far dimenticare all'uomo il suo legame con Dio e portare al solipsismo e alla dissipazione.

Maria invece è la Pisteusasa, la credente (Lc. 1,45), la sempre ancella che custodisce: "Ecco, io sono l'ancella del Signore. Avvenga di me secondo la tua parola" (Lc. 1,38).
E la maternità di Dio segue il suo essere "ancella che custodisce" e lo porta a compimento dilatandola al Divino perché possa sugellare il "disegno nascosto da secoli eterni" (Rm. 16,25).
Che ecco ora si compie (Is. 43,19).

Beato il cuore attento che non dissipa perché vede e dona visione dilatando il tempo nella generazione alla vita vera.
Quella che illumina ogni uomo.

Oh, Gesù redentore immagine del Padre
Figlio d'eterna Luce
accogli il nostro canto

e con Maria, Vergine e Madre,
donaci di essere
servi generanti 

che nello stupore di tutto il creato
generiamo per Lei e grazie a Lei
Te e Te solo, oh Luce delle genti.

Amen.

Paolo Cilia