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Franceschini Giacomo Gesù e la Samaritana al pozzo"Dammi da bere!" (Gv. 4,7)

Questo è il desiderio e il grido di ciascuno.
Comunque ci muoviamo, facciamo, progettiamo, pensiamo, in fondo, c'è questo grido.
Il grido c'è ma non sappiamo a chi rivolgerlo e quindi si piega su un oggetto, su una vanità, su una creatura, su un sogno o, purtroppo, su una ideologia che opera come surrogato.
Il grido in sé non è sbagliato, anzi è il segno che siamo fatti per Dio... solo che spesso e volentieri sbagliamo bersaglio e chiediamo acqua a chi non può darla.
Chiediamo, a chi non può spegnere la sete, di spegnerla.
La sete rimane e diventa dipendenza e non sazietà. A volte purtroppo vizio, habitus, struttura ideologica ed eresia.
Gesù fa suo questo nostro grido perché possiamo chiedere a chi può donare veramente.
Egli ci conduce a chi è fonte e sazietà.
Egli ci conduce in fondo a questo desiderio per illuminarlo e ri-orientarlo.
Gesù, è sete e fonte al contempo. Sorgente e desiderio. Proprio per questo può colmare ogni arsura donando la pace.
Anzi l'acqua che Egli dona, come promesso, diventa sorgente zampillante nel cuore.
Bene. Questo segno dell'acqua è il segno della vita di preghiera. E la quaresima è il tempo propizio per farla crescere.
Tra i mali del nostro tempo e di noi cattolici c'è sicuramente una scarsa vita di preghiera.
Eppure la preghiera è proprio quella fonte zampillante, inesauribile che, una volta aperta da Gesù, diventa fonte per la vita in noi e per i fratelli.
Ogni attività pastorale ha sede qui, nasce da qui. Dall'orazione; dalla fonte zampillante che Gesù vuole donarci e che noi cerchiamo altrove.
Se avessimo l'insistenza di chiedere "Dammi da bere" ogni giorno, con l'arsura dell'anima, ben presto Egli ci donerebbe l'acqua viva che è lo Spirito Santo.
Quando il cuore è nell'arsura e, soprattutto, riconosce di esserlo, proprio allora nasce il grido: "Dammi da bere", "ho sete", "vieni Spirito Santo".
Allora il cuore si scalda e si ama dove prima si fuggiva,
si perdona dove prima si teneva rancore,
si è liberi dove si era prigionieri,
si cammina dove prima si cadeva e si zoppicava,
si loda dove prima si bestemmiava,
ci si dona nella Carità dove prima si tratteneva.
Dunque, Signore, "Dammi da bere"
e spegni in me ogni sete che mi distragga dalla Tua fonte.
Maria & PiEffe