
(in vista di un incontro in Campidoglio al riguardo)
+ Agostino Marchetto
Heri dicebamus". Inizio con una celebre frase, che uso per essere serio (come passa il tempo! Sono già tre anni da quando il Covid bloccò il ritmo dei nostri incontri in Campidoglio) e anche faceto, facendomi quasi personaggio, e non lo sono.
La sospensione che ha interrotto questo nostro cammino, insieme a molti studiosi, conoscenti e simpatizzanti, guardando la Chiesa e il mondo, è finita, accompagnati da non pochi amici nostri e del Centro Europeo del Turismo e della Cultura, sulla traccia di alcuni miei studi ed interessi scientifici e religiosi legati al Bello e alla Bellezza "tanto antica e sempre nuova", come chiamava Dio S. Agostino.
Mi limiterò d'inizio a menzionare le mie pubblicazioni apparse in questo frattempo qui di forzato silenzio sostando invece un po' di più sulla recente ultima mia che vorrebbe e dovrebbe aprire una nuova fase del postconcilio Vaticano II voluta anche da Papa Francesco, in preparazione del prossimo Giubileo[1]. Essa dovrebbe interessare gli studiosi per una aggiornata ricerca storica di quel Magno Sinodo, "bussola sicura del cammino della Chiesa", in vista di una ermeneutica corretta per una sua ricezione più profonda e generosa alla luce di quel necessario e cattolico "et...et" per quel che riguarda evangelizzazione e promozione umana.
Orbene da parte mia rilevavo già con piacere, agli amici e conoscenti, il 12 ottobre 2020, l'impegno particolare del nostro Centro Europeo per la celebrazione del Centenario della nascita di Papa Giovanni Paolo II, da esso iniziata il 30 ottobre in Campidoglio.
L'intervento storico-teologico di quel giorno, dal titolo "Giovanni Paolo II, il Papa della Famiglia", costituisce fondamentalmente la seconda Parte del mio piccolo libro (ed. Solfanelli, 2020) in circolazione successivamente, con lo stesso titolo, preceduta dalla prima Parte, con pubblicazione della "Lettera di Papa Francesco all'Autore". Ne è intitolata, appunto, "Parola di Papa Francesco". Da essa appare l'armonia dell'insegnamento dei Vescovi di Roma, alla luce anche del Concilio Vaticano I, e inizia con un mio testo agli amici".
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A questo punto mi permetterete ricordare che il primo novembre 2020 celebrai a Vicenza i 35 anni di ordinazione episcopale e mi rallegra poter inserire qui un link per chi volesse riandare alla mia Omelia di quel giorno[2].
Nella stessa lunghezza d'onda posso ricordare anche, per i miei 80 anni, due pubblicazioni, la prima, con un po' di anticipo, dal titolo "Cum Petro et sub Petro. Riforme ecclesiali per la Missione",[3] con temi che considero molto importanti e speranze (deluse?) della Cina, e l'altra, più intima, come dice il titolo, "Lettere a un Vescovo" (il sottoscritto) di Giuseppe Ferraro, S.J. (+)[4].
Per quanto riguarda "Cum Petro et sub Petro", in tema vorrei menzionare alcuni dialoghi storico-teologici, a Santa Marinella, nel Gennaio del '20, con il Prof. Gilfredo Marengo a Radio Radicale, a metà aprile del '19, e relativa trascrizione del nostro dibattito il 15/4/19, riferentesi al suo volume " Chiesa senza storia, storia senza Chiesa", nonché la discussione con il Prof. Christoph Theobald al XIII Colloquio Internazionale dell’Istituto Paolo VI (Concesio, settembre 2016). Il Comitato Scientifico ritenne, con mia soddisfazione, di continuare a pubblicare negli Atti di quel Colloquio, oltre alle relazioni presentate, anche la trascrizione del dibattito, in modo da non perdere contributi significativi portati dai partecipanti.
Aggiungerei menzione, non fuori tempo massimo, a Roma, della LEV, 2017, del mio "La riforma e le riforme nella Chiesa. Una risposta, p. 117" e in antecedenza, all'Urbaniana, di un vasto intervento tenuto, in apertura, prima del Prof. A. Melloni, in occasione del Convegno svoltosi in quella Università il 14 febbraio '18 pubblicato nei successivi Atti. Eccone la sintesi: la riforma pseudo isidoriana e quella "gregoriana", l'impronta riformista di Trento e poi del Vaticano I, nonché la riforma e il rinnovamento nella continuità dell'unico soggetto Chiesa del Vaticano II.
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E veniamo al lockdown nel titolo stesso dell'opera che lo tratta[5]. “Ancora” è l’inizio da me scelto per il titolo di questo piccolo libro, scritto senza accento su “a”, né forzatura di voce su “o”. Ho lasciato cioè aperto il modo di lettura possibile perché entrambe le scelte sono da me volute, messe insieme, a somiglianza del mio 'ritornello storico' “et...et”, tante volte richiamato nel corso delle mie pubblicazioni sul Concilio Ecumenico Vaticano II. In effetti esso è un’àncora, e resto nelle prospettiva marinara di chi, fra i Pontefici, lo ha definito una bussola, un indice di direzioni costante, polarizzato, un punto di riferimento essenziale per orizzontarci nel gran mare del mondo, nella barca altresì di Pietro, il Nocchiero, allo stesso tempo bisognosa di bussola in tempi travagliati e di divisioni interne.
La nostra àncora deve dunque abbarbicarsi, afferrarsi, avvolgersi, agganciarsi, al Concilio Vaticano II, e così ho fatto nello stendere il contenuto di questa mia ultima fatica, in tempo di sofferenza per il lockdown che caratterizza tale nostro anno del Signore, ma anche della pandemia. E per questo, nel titolo pur breve, ho voluto mettere la parola fatale, che a molti è costata la vita.
Della presentazione sintetica del piccolo volume segnaliamo qui il link[6], mettendo in rilievo i capitoli IV, su "Riforma e rinnovamento conciliare per l'evangelizzazione della Grazia, la Missione e il dialogo" e VIII dal titolo "Da Roma alla Terza Roma", "Sacerdotium e Imperium: la libertas Ecclesiae" nella 'riforma gregoriana' e invito alla lettura dell'ultimo capitolo, in lingua inglese , cioè una mia "Bio-bibliographic Note" per renderci conto almeno una volta di dove siamo giunti nel mondo con le pubblicazioni.
Aggiungo qui ancora un richiamo " Da Roma alla Terza Roma", proprio per il Campidoglio, e il link al mio contributo all'incontro di due anni fa su "Giustizia, Libertà e disciplina"[7].
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E giunge in fine il momento per noi di affrontare qui alla radice le questioni e difficoltà ecclesiali odierne con le "Riflessioni per un dialogo intraecclesiale", grazie a Rubbettino, con traduzione in lingua inglese[8], insieme al Prof. Federico Arcelli per materie che riguardano la sua professionalità e docenza. Il link anche in questo caso aiuterà chi vorrà approfondire[9]
Trattasi di questioni che il 29/1/23 Ross Douthat su "The New York Times", in un articolo dal titolo giornalistico "The war between the Catholic Cardinals" ("La guerra fra Cardinali cattolici"), così sintetizzava all'estremo:
"Come aderente fondamentalmente alla diagnosi del Card. Pell, posso leggere il Card. McElroy e trovare punti di discussione ragionevole, particolarmente quando egli parla del ruolo di donne cattoliche nel governo della Chiesa. In teoria si può immaginare un Cattolicesimo con più suore e donne laiche in importanti uffici che mantengono i loro fondamentali impegni dottrinali, come -per ricorrere a una recente intervista papale- ci si può immaginare una Chiesa vigorosamente opposta a una ingiusta discriminazione o violenza statale contro le persone gay, una Chiesa che pure ancora mantenga la 'regola’ della castità e la centralità del matrimonio sacramentale.
Però le sintesi non si possono solo scrivere sulla carta, ma devono vivere nei cuori dei credenti. E ora [invece] la tendenza va verso le differenze irriconciliabili, verso la visione di un futuro Cattolicesimo, di entrambe le parti che lo dividono, dove la 'causa' può essere risolta soltanto in quattro semplici parole: 'Noi abbiamo vinto, essi hanno perso'"[10].
Io tuttavia vedo, la necessità cattolica del "et...et”, che caratterizzò il Concilio Ecumenico Vaticano II e mi auguro e prego perché ciò possa realizzarsi, anche se ricordo, ammonitore, il mio studio "Sulla minoranza sinodale dal Diario di Pericle Felici"[11].
Del resto mutatis mutandis degno di considerazione è l'articolo del 31/1/23/ di Ernesto Galli della Loggia sul Corsera dal titolo "Ecco perchè la Chiesa sta perdendo l'Europa" (in alto, prima, si legge, come "lead", "L'identità, la fede"). Questo per dire anche di una certa assonanza di problemi ecclesiali negli USA e in Italia.
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A questo punto pongo perciò qui, prima di concludere con il "tesoro" del "Sommario" dei documenti del "Magno Sinodo" dell'Archivio della Segreteria di Stato, che ho da poco pubblicato, il richiamo al mio intervento su Il Foglio del 7 gennaio 2023, con relativo link per il testo, avvertendo che il titolo da me presentato era "L'ermeneutica postconciliare di Joseph Ratzinger"[12].
Vi aggiungo richiamo a una mia partecipazione a Radio Radicale[13] e ad altre interviste[14].
Non dimenticando la anzidetta questione femminile, di cui si parla nel citato numero del N. Y. T., e oggetto di dibattito, nel mio lavoro di questi ultimi tempi esso si è concretizzato in una lunga presentazione di "Romana Guarnieri: Un incontro con la storia" al "Congresso" -lo possiamo così definire- di Bologna del 22 ottobre u.s., sulle "Beghine". I punti di coagulo del mio discorso furono l' "Amicizia con don Giuseppe De Luca", "Romana "Beghina" e "La Sitz im Leben di Romana". Basti dire Giuseppe De Luca e si dovrebbe comprendere la vastità della cosa e l'attesa per la pubblicazione degli "Atti" del Convegno.
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Per la storia e l'ermeneutica del Vaticano II. Un "Sommario" (a mia cura) ora apre lo scrigno della Segreteria di Stato[15].
Gli studi sul Concilio Vaticano II si arricchiscono dunque di questo imponente “Sommario”: una visione d’insieme che dà un panorama per la ricerca autorizzata successiva, su documenti non ancora consultabili, indicando a storici, teologi e studiosi piste mirate corrispondenti ai loro interessi scientifici.
L'opera è frutto anche di un mio dialogo non facile con chi aveva magari un'altra posizione rispetto alla storia del Concilio, dei suoi documenti, della loro interpretazione e ricezione. Tale tendenza si è qui personificata nello studiosissimo e laboriosamente indefesso curatore di Diari e fonti private conciliari, il Professore Leo Declerck, il cui ultimo libro fu per me segno di un “trattato di pace”, di un dialogo intraecclesiale, così importante e fondamentale, ben concluso.
Lo testimoniò, il Professore, in un Biglietto di apprezzamento molto significativo, fra la mia pubblicazione, del "Diario Felici", Segretario Generale del Concilio. Tale gratitudine era messa ancor più in evidenza dal fatto -scriveva- che vi sono da esplorare ancora molte fonti e documenti, soprattutto quelle dei protagonisti 'romani' (e Declerck pensava "a Cicognani, Ottaviani, Parente ed evidentemente a Papa Paolo VI"). Egli così concludeva: "La ricerca continua, dunque"[16]. A proposito di tale ultimo giudizio si potrà però notare che in questo "Sommario" vi è quasi una parte dell’archivio agognato, potendone rivelare la sua ariosa e vasta struttura e una immagine, a conferma, della “grandezza” dell’ultimo Magno Sinodo, come io, Curatore, lo chiama spesso.
Il "Sommario" risulta composto di 4 Parti: la I riguarda la Cronologia, la II le Persone, la III gli Argomenti e l’ultima porta l’intestazione “Varie”.
L’impressione è che siano molti i cattolici l’”uno contro l’altro armati”, ideologicamente dico, e per disarmarli bisognerebbe ritornare a considerare i testi conciliari e il loro relativo spirito, il famoso “et...et” del Vaticano II, che così tante volte ho sottolineato nei miei studi.
Ma chi ascolta oggi l’auspicio di riprendere tale “point of reference”, che va oltre il proprio, personale giudizio, per abbracciare quello ecclesiale?
Eppure non c’è altra strada, anche perché si deve di certo tener presente lo sviluppo della dottrina, in movimento però omogeneo e organico, nella visione anche di Newman. Questo vuol dire camminare insieme, come del resto ci propone la via sinodale che ci sta davanti. Lungo è ancora il lavoro che dobbiamo fare. Buon cammino, dunque, dopo che il Santo Padre avrà aperto alla consultazione il contenuto del "Sommario", come ho doverosamente chiesto, meglio perorato. Grazie dell’ascolto.
[1] Concilio Ecumenico Vaticano II. Archivio della Segreteria di Stato. Sommario a cura di AGOSTINO MARCHETTO, Marcianum Press, Venezia 2022, p. 70.
[2] https://www.ilcattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/formazione-e-catechesi/omelia-in-occasione-del-35-anniversario-della-ordinazione-episcopale-di-mons-agostino-marchetto.html
[3] Chorabooks, Hong Kong 2019, p. 135.
[4] a cura di GIOVANNI PARISE, presso Solfanelli 2020, p.230.
[5]AGOSTINO MARCHETTO, Ancora sul Vaticano II. Studi storici ed ermeneutici in tempo di lockdown, MARCIANUM PRESS, Venezia 2021, p.154.
[6] https://www.ilcattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/formazione-e-catechesi/ancora-sul-vaticano-ii-studi-storici-ed-ermeneutici-in-tempo-di-lockdown.html
[7] https://www.ilcattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/formazione-e-catechesi/giustizia-liberta-e-disciplina.html
[8] COMMUNION. Reflections for an intraecclesial dialogue, 2021 CLE.
[9] https://www.ilcattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/formazione-e-catechesi/riflessioni-per-un-dialogo-intraecclesiale.html
[10] la traduzione è mia "As someone who basically agrees with Pell’s diagnosis, I can read McElroy and find points of reasonable discussion, particularly where he talks about the role of Catholic women in the governance of the church. In theory one can imagine a Catholicism with more nuns and laywomen in important offices that retains its core doctrinal commitments, just as — to jump off from the pope’s recent interview — one can imagine a church vigorously opposed to unjust discrimination or state violence against gay people that also still holds to the rule of chastity and the centrality of sacramental marriage.
But syntheses can’t just be drawn up on paper, they have to live in the hearts of actual believers. And right now the tendency is toward irreconcilable differences, toward a view of Catholicism’s future, on both sides of its divides, where the current argument can only be resolved only with four simple words: We win, they lose".
[11] link:
[12] https://www.ilcattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/formazione-e-catechesi/lo-spirito-del-concilio-lermeneutica-del-vaticano-ii-secondo-il-prof-joseph-ratzinger.html
[13] https://www.radioradicale.it/scheda/684232/intervista-a-monsignor-agostino-marchetto-in-occasione-dei-sessanta-anni-dal-concilio
[14] https://lanuovabq.it/it/marchetto-il-concilio-va-letto-nella-continuita-della-chiesa e
https://www.catt.ch/newsi/larcivescovo-marchetto-sul-concilio-vaticano-ii-il-dialogo-la-grande-eredita-fondamentale-ieri-come-oggi/
[15] Concilio Ecumenico Vaticano II. Archivio della Segreteria di Stato. Sommario a cura di AGOSTINO MARCHETTO, Marcianum Press, Venezia 2022, p. 70.
[16] LEO DECLERCK, "Vatican II: Concile de transition et de renouveau. La contribution des Eveques et Théologiens Belges", Peeters, Leuven 2021, p. 524.