Home

Liturgia

Formazione

Rassegna stampa

Search

Risorse

Sostienici

Home
non mettero la fiducia sulle unioni civilidi HASHTAG

Dal lettore Antonio Meo riceviamo e volentieri pubblichiamo queste intelligenti osservazioni sull’editorialino di ieri su testimonianza e militanza: «Vorrei proporre una terza parola da affiancare a “testimonianza” e a “militanza”, e questa parola sarebbe “coerenza”.
Non dimentichiamo infatti che il cristiano, né più né meno di ogni altro, è cittadino di questo mondo, e come tale ha il diritto-dovere di contribuire alla costruzione del bene comune (cioè il bene delle persone che abitano questo mondo). È un compito con cui qualunque persona si confronta ogni volta che è chiamato ad sostenere l’una o l’altra scelta in campo legislativo: per esempio quando un cittadino vota o quando un parlamentare prende posizione su una proposta di legge. Ora, non si può adempiere a questo compito senza un’idea condivisa di quale sia il bene della persona. Dal momento che su tale questione non c’è unanimità di vedute, e comunque la neutralità è impossibile, nasce il cosiddetto confronto civile. In questo confronto ciascuno porta il proprio contributo partendo dalla propria visione dell’uomo. Io, cristiano, ricavo quest’idea dal Vangelo. Chi non segue il Vangelo, seguirà altri riferimenti. Se invece appoggio una soluzione che dal mio punto di vista non è il bene dell’uomo, manco di coerenza, non faccio il mio dovere di cittadino e contribuisco a costruire una società ingiusta. Come insegna il libro di Qoelet, “per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo”. Ci sarà il tempo della testimonianza e il tempo del combattimento, l’importante è che in ognuno di questi tempi, anche a costo di un danno di immagine, io mantenga la mia coerenza»


© http://www.lacrocequotidiano.it/ - 31 agosto 2016

Abbonatevi a La Croce
http://www.lacrocequotidiano.it/abbonarsi-ora