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Concetto e ruolo della famiglia ai margini dell'impianto normativo e "troppe criticità" nel Piano sanitario regionale approvato dalla Giunta regionale il 13 giugno scorso e in questi giorni al centro delle audizioni da parte della III Commissione regionale presieduta dal consigliere Dino Marino. Ieri, tra le altre audizioni, c'è stata anche quella del Forum delle associazioni familiari della Puglia che - con la responsabile regionale, Lodovica Carli, e il vicepresidente nazionale, Giuseppe Barbaro - le ha evidenziato una per una.
Di più, il Forum le hanno enucleate in documento redatto, con la Commissione "Salute, bioetica e famiglia" e con il proprio Ufficio giuridico, assieme alle 36 associazioni che lo compongono ed ai Comitati provinciali. E nel documento ha subito posto l'accento sul «ruolo che le strutture pubbliche e private devono esercitare nella prevenzione dell'aborto volontario, secondo quanto previsto dalla legge 194». «In questo senso - spiega il Forum - si chiede che venga riconosciuto il ruolo dei consultori privati, dando così vita realmente ad un servizio pubblico integrato e che in questo sistema i Consultori possano avvalersi dell'opera di formazioni sociali di base e di associazioni di volontariato, dedicate al sostegno della donna in difficoltà, ma desiderosa di portare a termine la sua gravidanza».
Insomma, per il Forum deve avere concreta attuazione, nella Regione Puglia, il principio di sussidiarietà ed inoltre si chiede «anche che venga riformulata la scheda di rilevazione degli aborti volontari, prevedendo il monitoraggio delle cause che inducono la donna a richiedere l'Interruzione volontaria della gravidanza, ed alle malformazioni fetali rilevate mediante riscontro anatomo-patologico, dopo un aborto cosiddetto "terapeutico"». Nel documento "Criticità e proposte" si parla proprio di "percorso Ivg" e si sottolinea come obiettivo della legge 194 «è che la scelta della donna di interrompere o non interrompere sia libera e consapevole tutelando anche il suo diritto "a non abortire"».

E ancora, «in materia di "contraccezione d'emergenza" si chiede che venga esplicitato il meccanismo d'azione anti-annidatorio della "pillola del giorno dopo", in nome del quale deve essere consentito al personale sanitario di appellarsi all'obiezione di coscienza», anche perché «è fondamentale una puntuale e completa informazione delle donne che la richiedono, relativamente ai meccanismi di azione ed ai possibili effetti collaterali del farmaco».

«Tra i molti temi toccati - hanno spiegato i responsabili del Forum al termine dell'audizione -, si chiede anche che venga eliminata la norma che prevede il riposizionamento dei ginecologi obiettori, una norma che, oltre ad essere fortemente discriminatoria, priverebbe la donna del diritto di vedere integralmente applicata la legge 194, particolarmente nella parte che prevede una attenta analisi ed il tentativo di rimozione delle cause che hanno indotto la stessa alla richiesta di Interruzione volontaria della gravidanza». Ed hanno aggiunto: «In considerazione della complessità delle tematiche in questione, il Forum ha infine richiesto che la materia degli emendamenti proposti venga stralciata dal testo del Piano sanitario regionale e, almeno per quanto riguarda il tema dei Consultori familiari, sia fatta oggetto di un provvedimento normativo organico ad hoc, che rispetti la necessità, in tale materia, di una integrazione fra l'aspetto sociale e quello sanitario, anche sul piano della interlocuzione istituzionale». Ma i consiglieri regionali, con il documento dal Forum, hanno anche altri elementi sui quali riflettere, ad esempio il tema dell'educazione all'affettività, con quella sottolineatura relativa al «diritto dell'adolescente alla autodeterminazione dell'orientamento sessuale» . Ad ogni concetto-proposta enunciato, i consiglieri vedranno recuperare il ruolo della famiglia all'interno del sistema sanità.

«Ci sembra opportuno che la Commissione ora svolga un lavoro di sintesi, in modo che la Giunta possa ritoccare il piano della salute secondo le indicazioni, i suggerimenti, le idee raccolte», ha detto ieri il consigliere Caroppo (Udc). Ed in serata il presidente della Commissione Marino ha detto lunedì «quando la commissione entrerà nel merito della discussione» saranno evidenziate all'assessore «queste criticità». Oggi intanto è convocata la conferenza dei capigruppo e c'è chi paventa che il Piano giunga in consiglio regionale prima ancora che sia concluse le audizioni.

E' famiglia - Avvenire