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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Madre Teresa e sorriso bimbo
"Coloro che desiderano pervenire alla beatitudine eterna, riconosceranno dai detti del Maestro quali siano i gradini da percorrere per salire alla suprema felicità.
Cristo dice: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli» (Mt 5, 3). Potrebbe forse ritenersi incerto quali siano i poveri, ai quali si riferisce la Verità se, dicendo poveri, non avesse aggiunto null'altro per far capire il genere di poveri di cui parla. Si sarebbe allora potuto pensare essere sufficiente per il conseguimento del regno dei cieli quella indigenza, che molti patiscono con opprimente e dura ineluttabilità. Ma quando dice: «Beati i poveri in spirito», mostra che il regno dei cieli va assegnato piuttosto a quanti hanno la commendatizia dell'umiltà interiore, anziché la semplice carenza di beni esteriori."
(Dall'Inizio del «Discorso sulle beatitudini» di san Leone Magno, papa - Disc. 95, 1, 2; PL 54, 461-462)



Riconoscere, pur con fatica nella Grazia, dietro le umiliazioni, sovente volute dal nemico, la provvidente mano di Dio, vuol dire lasciarsi fare.
Perché dietro l'umiliazione si avvicina spedita la grazia dell'umiltà.
E, su un cuore umile, Dio posa lo sguardo.
“Ecco su chi io poserò lo sguardo: su colui che è umile, che ha lo spirito afflitto e trema alla mia parola” (Is. 66,2)

Ed ecco che una situazione negativa, pesante, a tratti cattiva ed ingiusta diventa un grande esorcismo, cioè il luogo del tuo cuore, della tua vita dove Dio si ri-posa, dove prende casa e dove la "persona alla maniera della non-persona", che non conosce l'umiltà, fugge spedita.

L'umiliazione dunque ha un grande orizzonte e conserva una meravigliosa promessa, quello di farti luogo privilegiato di Dio, di fare di te stesso (e della Chiesa a cui appartieni) la Terra Promessa.


PiEffe