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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
MuseiVaticani-Gdi ANTONIO PAOLUCCI

Quando mi è stato chiesto di ospitare all’interno dei Musei Vaticani la quarta conferenza di Herity, la benemerita orga-nizzazione internazionale che si occupa di protezione e valorizzazione del patrimonio culturale bene comune dei popoli, ho accettato volentieri. Se Herity è una realtà multinazionale e multiculturale che, sotto la presidenza del cardinale Francesco Marchisano, per il Comitato Internazionale, e della senatrice Tullia Carettoni Romagnoli, per il Comitato Ita-liano, periodicamente raccoglie tecnici e politici da tutto il mondo al solo scopo di favorire la migliore gestione dei tesori d’arte e di storia di proprietà pubblica, quale luogo migliore dei Musei Vaticani per ospitare i lavori del meeting dal 5 al 7 dicembre? Perché non c’è, non ci può es-sere consapevolezza e quindi tutela e va-lorizzazione del patrimonio, senza memoria.
I Musei Vaticani sono il luogo identi-tario della Chiesa cattolica, ne rappresen-tano la storia, ne significano la missione e il destino. E la Chiesa cattolica ha sempre coltivato la memoria, della memoria di tutti e di ognuno è stata nei secoli custo-de e testimone. Portando ai convegnisti il saluto mio personale e della Amministrazione che rappresento, ho voluto ricordare la recen-te giornata del 31 ottobre scorso quando Papa Benedetto XVI, replicando il rito e i gesti compiuti dal suo predecessore Giu-lio II della Rovere cinque secoli or sono in occasione della inaugurazione della Volta della Cappella Sistina, ha voluto onorare, nel genio di Michelangelo, la ininterrotta continuità della memoria. Erano passati cinque secoli da quel 31 ot-tobre 1512 e ancora un Papa di Roma reg-geva la Chiesa universale, ancora il latino liturgico ripeteva le formule del rito, an-cora i presenti testimoniavano la stessa fe-de che gli affreschi del Buonarroti cele-bravano. Quel pomeriggio del 31 ottobre scorso io mi sono chiesto che cosa ne sa-rebbe della eredità culturale dei popoli se non ci fosse la Chiesa a coltivare e a cu-stodire la memoria. Sono sicuro che la tre giorni vaticana di Herity International rimarrà per tutti indimenticabile. Anche perché nel tardo pomeriggio di giovedì 6 dicembre, i con-vegnisti avranno accesso alla Cappella Si-stina libera dal pubblico dove sono at-tualmente in corso i lavori di manutenzio-ne ordinaria e di controllo approfondito e sistematico delle superfici affrescate. I colleghi di Herity International avranno la possibilità di vedere, nel luogo forse più celebre dell’arte universale, come si lavora nei Musei del Papa per preservare e valorizzare la memoria.

© Osservatore Romano - 6 dicembre 2012