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Formazione e catechesi per un Cristiano Cattolico
Francesco a san LeoNell'articolo di Felice Accrocca sulla preghiera dell'Absorbeat nell'Osservatore Romano di Ieri che abbiamo anche noi rilanciato abbiamo da una parte un contributo prezioso sulla preghiera dell'Absorbeat, seppur necessariamente stringato per il suo aspetto divulgativo sull'OR.
Studio prezioso ad opera di uno studioso di rigore come Daniele Solvi.
Da altra parte abbiamo una chiusa francamente falsata e riduttiva, sia dal punto di vista della teologia spirituale che dal punto di vista della filologia della teologia spirituale. E ci dispiace che tale chiusa venga fatta da Felice Accrocca e che venga fatta sull'Osservatore Romano. Perché questa è un'occasione persa davanti ad una preghiera così importante.
Un articolo che potremmo dire neo-positivistico per il suo accento sugli aspetti documentali, anzi, su alcuni aspetti documentali filologici ed una chiusa povera nel dare una chiave ermeneutico-sapienziale di cui invece c'è sempre tanto bisogno. Specie sull'Osservatore Romano.
Chiave che, di tanto in tanto, nel contesto catechetico, anche il Santo Padre usa, diverse volte, magari citando (impropriamente) alcune frasi attribuite a San Francesco che invero non sono sue ma appunto desunte a mo' di stichwort: «Predicate sempre il Vangelo, e se fosse necessario anche con le parole». Affermazione citata dal Santo Padre (omelia del 14 aprile 2013 alla Chiesa di San Paolo fuori le mura e in vari interventi) ma che San Francesco non ha mai detto o, almeno, non ci risulta documentalmente, ma è desumibile, come già detto sul nostro sito diverse volte a mo' di detto, di stichwort, dalla Regola non bollata del 1221: «I frati poi che vanno tra gli infedeli possono comportarsi spiritualmente in mezzo a loro in due modi. Un modo è che non facciano liti né dispute, ma siano soggetti a ogni creatura umana per amore di Dio e confessino di essere cristiani. L’altro modo è che, quando vedranno che piace a Dio, annunzino la parola di Dio perché essi credano in Dio onnipotente Padre e Figlio e Spirito Santo, creatore di tutte le cose, e nel Figlio redentore e salvatore, e siano battezzati, e si facciano cristiani».
Ora alla stringata chiusa al prezioso studio di Solvi, Accrocca recita così:
"Ci resta l’essenziale, vale a dire una straordinaria preghiera (giunta fino a noi tramite i francescani), trasformata pure in un delizioso canto."
E noi memori dell'insegnamento di Carlo Paolazzi, non ci fermiamo a ciò che è autentico o falso ma anche, affamati nel cuore, andiamo osservando e cercando di cogliere l'aspetto sapienziale (ed anche qui documentale e filologico) delle reminiscenze e delle assonanze; nella libertà e nella parresia, rettifichiamo così:
"Francesco certamente non ha scritto l'Absorbeat (come già si sapeva), quasi sicuramente non l'ha mai recitata, purtuttavia questa preghiera risponde perfettamente allo "spirito cavalleresco e sponsale" che Francesco ha fatto proprio nel suo approccio di sequela Christi e che ha illuminato non solo il suo cammino di discepolato ma anche quello di tante generazioni francescane a venire. Nell'immediato, tale intuizione di Francesco, poi, ha segnato non poco la poesia di Jacopone da Todi e la raccolta del Laudario nella pietà popolare."
Non viene così inficiato il piano delle fonti e della ricerca delle medesime, che è e deve essere rigoroso, ma si pone al lettore anche un'altra chiave sapienziale per leggere un tessuto così prezioso della Storia della Chiesa che è il depositum dell'esperienza francescana e, non in ultimo, l'opera preziosa dello Spirito del Signore nel peregrinare ecclesiale.

Paul Freeman