Venerabili Fratri Aloisio Archiepiscopo Taurinensi
Lugdunum in Gallia
Venerabilis Frater, salutem et apostolicam benedictionem. Cum per pubblicas ephemerides noverimus, Gustavum Marchionem da Cavour palam publiceque declarasse, nullam a defuncto germano suo frate Camillo retractationem factam vel ei iniunctam fuisse, Romam arcessendum curavimus Religiosum virum Jacobum a Poirino administratorem paroeciae Mariae Sanctae Angelorum qui eidem defuncto sanctissima sacramenta ministraverat.
Atque huismodi consilium cepimus ut idem Religiosus vir scandalum repararet scripto declarans, se contra Ecclesiae praescripta egisse cum Sacramenta contulerit quin ullo modo necessariam ab aegrotante exposceret, et obtineret retractationem ob gravissima damna Ecclesiae illata, et exinde orta pubblica scandala.
Verum cum memoratus Religiosus vir id peragere recusaverit idcirco illum a Sacramentorum administratione omnino interdicendum esse censuimus. Dum igitur de hac re Te, Venerabilis Frater, certiorem facimus, Tuae curae, et prudentiae erit commemoratae paroeciae procurationi contulere. Atque interim opportunum erit ut suscepti Nostri consilii rationem pro Tua prudentia manifestes ad falsas super hac re interpretationes et commentationes amovendas. Hanc vero occasionem libentissime amplectimur ut iterum testemur et confirmemus praecipuam Nostram in Te benevolentiam. Cuius quoque certissimum pignus esse volumus Apostolicam Benedictionem quam intimo cordis affectu Tibi ipsi, venerabilis Frater, et gregi Tuae curae commisso peramanter impertimus. Al Venerabile Fratello Luigi, arcivescovo di Torino, presso la città di Lione, Francia
Salute e benedizione apostolica, Venerabile Fratello. Avendo appreso dai giornali che il Marchese Gustavo di Cavour ha apertamente e pubblicamente dichiarato che dal suo defunto fratello Camillo non fu fatta alcuna ritrattazione, né fu a lui richiesta, provvedemmo a far venire a Roma Giacomo da Poirino, Religioso, amministratore della Parrocchia di S. Maria degli Angeli, il quale aveva amministrato i santissimi sacramenti allo stesso defunto.
E prendemmo una decisione di questo tipo, che lo stesso Religioso ponesse rimedio allo scandalo dichiarando per iscritto di aver agito contro le norme della Chiesa, quando concesse i sacramenti senza richiedere in alcun modo e ottenere dal malato la necessaria ritrattazione per i gravissimi danni arrecati alla Chiesa e quindi per i pubblici scandali derivati.
In verità, poiché il summenzionato religioso si rifiutò di eseguire ciò, per tale ragione ritenemmo che egli dovesse essere assolutamente interdetto dall'amministrazione dei Sacramenti. Dunque, mentre di tale vicenda informiamo Te, Venerabile Fratello, sarà Tua cura e prudenza di provvedere all'amministrazione della summenzionata parrocchia. E, intanto, sarà opportuno che manifesti secondo la tua prudenza la ragione della decisione che abbiamo preso per rimuovere false interpretazioni e dicerie su tale vicenda.
Facciamo nostra volentieri questa occasione, per attestarti e confermarti di nuovo la Nostra particolare benevolenza nei tuoi riguardi. Di tale benevolenza vogliamo anche che sia certissima prova l'apostolica benedizione che comunico con affetto del cuore a Te stesso, Venerabile fratello, e impartiamo sentitamente al gregge affidato alla tua sollecitudine.
(©L'Osservatore Romano - 29 settembre 2010)