«La nostra preghiera davanti al Salvatore Bambino non è un esercizio di sentimentalismo, ma una fonte di grazia per abbracciare tutto ciò che significa vivere in Lui durante i nostri giorni sulla terra, in attesa della sua compagnia eterna nel Regno dei Cieli». L’omelia del giorno di Natale del cardinale Raymond L. Burke. Leggi su Lanuovabq.it