Nello splendido scenario del Monte del Precipizio a Nazareth, che si apre ad anfiteatro sulle colline della Galilea, il Papa presiede la Messa per la conclusione dell’Anno della Famiglia indetto dalla Chiesa cattolica in Terra Santa. Al termine del rito la benedizione delle Prime pietre del Centro internazionale della Famiglia, del Parco memoriale Giovanni Paolo II e della University of Pope Benedict XVI. Nella sua omelia ha ribadito che la famiglia ha una “missione insostituibile nella società” che va sostenuta dallo Stato. Qui a Nazareth – ha detto – “sull’esempio di Maria, di Giuseppe e di Gesù, possiamo giungere ad apprezzare ancor di più la santità della famiglia, che, nel piano di Dio, si basa sulla fedeltà per la vita intera di un uomo e di una donna, consacrata dal patto coniugale ed aperta al dono di Dio di nuove vite. Quanto hanno bisogno gli uomini e le donne del nostro tempo di riappropriarsi di questa verità fondamentale, che è alla base della società, e quanto importante è la testimonianza di coppie sposate in ordine alla formazione di coscienze mature e alla costruzione della civiltà dell’amore!”. Il Papa parlando di Maria ha ribadito “il dovere di riconoscere e rispettare dignità e missione” delle donne. Riferendosi a Giuseppe ha sottolineato “come l’autorità posta al servizio dell’amore sia infinitamente più feconda del potere che cerca di dominare”. Riguardo alla vita familiare di Gesù ha invece notato come “i bambini hanno un ruolo speciale nel far crescere i loro genitori nella santità”. In merito alle passate tensioni tra cristiani e musulmani a Nazareth ha detto queste parole: “Ognuno respinga il potere distruttivo dell’odio e del pregiudizio, che uccidono l’anima umana prima ancora che il corpo!”.
© Radio Vaticana
qui il testo completo dell'omelia
Il Papa a Nazareth: lo Stato sostenga l'insostituibile missione della famiglia nella società
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