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Perché la virtù è preferibile al vizio: un capolavoro della letteratura ascetica che dal Seicento affascina l'Europa, affiancando Agostino e Cicerone in una prospettiva straordinariamente moderna e vigorosa. Preferito da san Carlo Borromeo, è un libro in cui si riscopre la bellezza del ragionamento.

Dobbiamo la Guida dei peccatori a domenicano spagnolo fra luis de Granda (1504-1588), intimo amico di San Giovanni d'Avila, pastore, prdicatore e scrittore fra i più fecondi e illustri del suo secolo.
Di fra Luis ebbe a dire papa Gregorio XIII: "Quanti hanno saputo approfittare delle tue prediche e dei toui scritti (ed è certo che moltissimi l'han fatto e continuano a farlo) sono altrettanti figlioli che tu hai generato in Cristo"

Un testo straordinario per attualità e acume spirituale.
Un'ottima guida per un cammino di direzione spirituale e per il cammino dell'imminente quaresima.
"Dicite iusto quoniam bene" (Is. 3,10 volg.)
Proprio il bene e il buono è ciò che largamente promette e dona Dio a ciascuno e a chiunque si metta seriamente in cammino per conoscerlo e amarlo.
Cessare con il peccato e scegliere la virtù come dono e, nel contempo, come consapevole bellezza.
 

Una devozione popolare di antica tradizione rivissuta nella contemplazione delle quattordici formelle votive (sette dolori e sette gioie) riprodotte nel Santuario mariano di Nostra Signora di Torreciudad, in Spagna, luogo sacro valorizzato e molto amato da san Josémaría Escrivá, fondatore dell'Opus Dei.
Nella lettura dei passi corrispondenti del Vangelo, nel commento e negli spunti di riflessione proposti dall'autore che iniziano e culminano nella preghiera personale, si impara a conoscere meglio la vita «normale», intrisa di santità  quotidiana, della Sacra Famiglia di Nazaret; e si impara, in particolare, a conoscere le doti umane e spirituali di san Giuseppe, che si rivelò guida sapiente, sposo e padre amorevole e giusto, per Maria e Gesù, grazie alla fiducia che in tutta la sua avventura terrena ha sempre riposto nel disegno che Dio aveva preparato per lui.

 
Nella grazia imminente della Settimana Santa consigliamo vivamente la lettura meditata di questo testo di Federico Suarez.
Non è un testo "tecnico", né per gli addetti ai lavori, ma per ogni fedele che vuole immergersi a piene mani nel mistero della fede da cui tutto deriva e in cui tutto converge.
La guida spirituale dell'autore nei misteri della Santa Messa è sicura e aiuta il fedele ad immergersi nel desiderio stesso dello Spirito Santo di conoscere con cuore di Scienza, con Intelletto, Sapienza e Pietà dove Dio vuole condurre il fedele e la Chiesa.

Solo una salda formazione liturgica aiuta la Chiesa a liberarsi dai pericoli ciclicamente frequenti di una fede celebrata superficialmente o da altra parte di esoterismo gnostico-rituale.
Solo una retta fede eucaristica libera il fedele da forme precettistiche o da altra parte sentimentalistiche.
Il cammino liturgico "sul sacrificio dell'altare", dunque, non è un optional, un dettaglio, ma la sostanza per comprendere Cristo e la Sua Passione per noi. Per comprendere l'amore del Padre e l'opera incessante di ri-creazione e di bellezza dello Spirito Santo.

Il cammino sul sacrificio del'altare ci immerge nella settimana santa in ogni periodo dell'anno e ci fa fare realmente Pasqua.
Il cammino sul sacrificio del'altare compie la Chiesa nel senso che la genera e la perfeziona.
Il cammino sul sacrificio del'altare trasfigura il fedele e lo rende sempre più simile a CoLui che tutto si è donato e che tutto costantemente dona.

La disciplina del rito della Messa è limpidamente spiegata attraverso un ininterrotto dialogo, intenso e famigliare, con la Sacra Scrittura e il Magistero della Chiesa, con i Padri, i santi di ogni tempo e gli autori di spiritualità che sul Sacrificio dell'altare hanno espresso le riflessioni più illuminanti.
 
"Ti associo alla mia passione".
Davanti a questa rivelazione privata e ai segni inequivocabili sul corpo di San Pio sta tutta la ricchezza della vita del santo e della testimonianza accurata di questo testo edito da ARES.
Un testo che, appena lo abbiamo ricevuto, ci è piaciuto molto. Sia per metodologia sia per i contenuti, tra l'altro alcuni decisamente inediti, che scalzano d'un fiato tutto l'approccio da gossip avuto in quest ultimi mesi attorno alla figura di San Pio.
Le testimonianze e i carteggi citati sono accurati ma, soprattutto, traspare l'intensa spiritualità che ha animato San Pio e che è stata decisiva nel suo processo di canonizzazione. La sua intimità con Gesù e la sua docilità alla Chiesa di Cristo.
La divulgazione è stata resa possibile con l’apertura al pubblico degli archivi vaticani relativi al pontificato di Pio XI. Vittorio Messori, nella Prefazione, sottolinea «l’eccezionalità del documento sia per la peculiarità dei contenuti, sia per la bellezza del linguaggio». Ma il libro, introdotto e curato dallo storico Francesco Castelli, è impreziosito ulteriormente da un secondo contributo originale: la cosiddetta Cronistoria di Padre Pio; alcune cartelle sulla vita e il carisma del santo stilate da Padre Benedetto da San Marco in Lamis, che ne fu direttore spirituale e superiore negli anni giovanili: un testo ritenuto da tutti i biografi riferimento essenziale, ma mai pubblicato prima d’ora in volume.

"Intende di star sottomesso sempre all'autorità di Santa Chiesa, alla Quale solo spetta per la Divina Assistenza, di illuminare, dirigere, governare, approvare, condannare?" - "Sì, eccellenza. Per la Santa Chiesa è lo stesso Dio che parla."

Davanti a questo "semplice" dialogo che dire?
Buona immersione e buona lettura.
 

Siamo molto cari a questo testo.
Lo riteniamo non solo bello e prezioso ma addirittura fondamentale per un cammino sull'estetica e sulla bellezza.
Il primo capitolo fa da apri-pista: "Cristo, il più bello degli uomini".
Con la condizione che Dio stesso ha posto di "circoscrivibilità" di sé con l'incarnazione nasce l'importanza estetica dell'immagine e dell'icona.
In effetti l'iconoclastia nelle sue esagerazioni rigide è una forma sottile di disprezzo dell'immagine così come lo è la forma degradata del devozionismo o della mercatografia dei santini.
In entrambi i casi non si coglie il valore spirituale dell'immagine "iconica" nata dalla preghiera e la contemplazione dell'artista e da una indubbia ispirazione artistica dello Spirito.
O la si disprezza o da altra parte la si idolatra. Entrambe sono eresie ed errori che conducono lontano dalla teologia dell'immagine e dalla spiritualità delle icone.
Conducono lontani dal senso profondo dell'incarnazione.

Pertanto la lotta alle immagini sacre e in modo particolare alle icone quando non ha corretto pastoralmente le esagerazioni idolatriche ha sfociato, piuttosto, in una perdita di cultura e di spiritualità e in un degrado dell'equilibrio antropologico dell'incarnazione che troviamo infatti nelle correnti spiritualiste o nella teologia protestante.


 
Meditare il Santo Rosario è pratica consigliata per vari motivi.
Non ultimi quelli di aiutarci a "ritmare" i vari momenti della giornata e del respiro con la mente fissa in Cristo e nei suoi misteri e le labbra proclamanti la preghiera.
In certo qual modo il Santo Rosario, come altre forme di preghiera devozionale e litanica, svolge il prezioso cammino pedagogico di immetterci corpo e anima nei Misteri di Cristo. il Santo Rosario, dunque, prima di essere preghiera mariana è lode cristologica.
Questo di Josemaria Escrivà in tal senso è un "must". Un testo che nasce dalla spiritualità ridondante e innamorata della Chiesa di Escrivà che, in questi tempi, non è poco; anzi.
 
Le manie di complottismo sono affascinanti.
Fanno parte di quel residuo dell'infanzia che ci portiamo dietro legato alle favole, al mistero e all'arcano che ci portiamo addosso, come una seconda pelle. Non perché non ci sia chi trama nell'ombra, anzi. Le manie dell'uomo di "possedere", "sfruttare" con la facciata dello spiritualismo sono antiche e sempre nuove. Ma a noi, come già detto, spesso per infantilismo, piace dire: "ooohh, sshhh", ci piace il rumore del gossip. Su questo si basa buona stampa (dunque, poi, non tanto buona) e trova terreno fertile soprattutto in chi lavora silenziosamente per discrezione e virtù e non per trama.
Ecco che attorno all'Opus Dei, complice il testo brodone "Il codice da Vinci", il film che ne è seguito, si è creata una sorta di patina pseudo-massonica, esoterica, coprendo invece il cuore di questo dono di Dio alla Chiesa tramite Josemaria Escrivà de Balaguer.
E probabilmente questo ne era il disegno.
Tra le tare che ci portiamo dentro c'è l'incapacità di vedere e sostenere realmente il bene e il buono; l'invidia e la gelosia la fanno da padrone. Sia a livello personale che macroscopico. Sempre c'è il sospetto; magari mascherato da "ragione".
 
«I santi sono come le stelle all'orizzonte della nostra storia, che irradiano in continuazione luce nel mondo in mezzo agli annuvolamenti di questo tempo, in mezzo alla sua oscurità, cosicché possiamo vedere qualcosa della luce di Dio. E se qualche volta siamo tentati di dubitare della bontà di Dio a causa delle vicissitudini della storia, se siamo assaliti dal dubbio anche nei confronti dell'uomo, perché non sappiamo se sia buono o piuttosto intimamente cattivo e pericoloso, se dubitiamo anche della Chiesa a causa delle controversie e delle miserie che la travagliano, allora guardiamo a questi uomini che si sono aperti a Dio, a questi uomini nei quali Dio ha preso forma. E da essi riceveremo di nuovo luce.» - Joseph Ratzinger

Questo testo inedito di Ratzinger edito da Lindau è prezioso per più di un motivo. Anzitutto l'argomento trattato.
Trattare, narrare, vedere i nostri fratelli e le nostre sorelle già presso Dio e la sua luce vuol dire farsi illuminare e cogliere le luci giuste, adatte, utili per ciascuno di noi e il nostro peregrinare.
Infatti a ciascuno di noi è lecita la domanda: loro si! Ed io?
 
Segnaliamo volentieri questo testo di Aleksandr Men per più di un motivo.
Uno dei motivi è che P. Men è stata una delle figure più significative della Chiesa ortodossa del XX secolo per la sua sintesi teologico-pastorale.
In secondo luogo perchè la tradizione orante dell'oriente cristiano è uno dei fari che ci aiuterà a convergere nel cammino ecumenico nell'unità che Cristo chiede.
In terzo luogo perché durante la settimana di preghiera per l'unità dei Cristiani è fondamentale pregare assieme e pregare il meglio possibile per ottenere da Dio la grazia di ciò che i nostri sforzi non riescono ad ottenere.
In quarto luogo l'acquisto di questo testo permette di sostenere l'opera di Carità per bambini e anziani: La Mangiatoia di Gesù Bambino ONLUS.
 
di Mircea Eliade.
Non è un testo cattolico questo di Mircea Eliade, tuttavia, non si può non leggere l'autore e rimanere affascinati dal suo peso fenomenologico e culturale.
Questo testo in particolare si poggia su una tesi per cui il mito dell'Eden si poggia su basi comuni per tutte le grandi religioni dell'umanità.
L'uomo contemporaneo, soprattutto in questi ultimi tempi in preda a positivismo e scientismo, ha rimosso questo mito relegando nelle dimensioni dell'inconscio.
La tesi del libro, dunque, pur tra aspetti condivisibili e altri meno, tende a dimostrare che il mito, sempre presente nel cuore dell'umanità, si presenta costantemente sotto varie forme che ne sono il prolungamento e la ricerca inconscia e arcaica.
Questo modo di procedere del fenomenologo ci è sempre piaciuto anche se giungiamo a conclusioni fenomenologiche spesso diverse.
Ci pare infatti azzeccato che l'uomo porta sempre con sè la nostalgia del Paradiso, da cui in qualche modo proviene.
 
La Virtù cristiana della Sobrietà.
Questo testo si basa sulla Lettera Pastorale dell'attuale Cardinale S. E. Mons. Attilio Nicora, alora Vescovo di Verona.
La virtù necessaria della Sobrietà è qui affrontata non in termini solidaristici o pacifistici ma in termini solidi di adesione al Vangelo, spirito che si fa carne.
A prima vista il testo della lettera potrebbe apparire molto pragmatico e poco spirituale.
Non è questa la sua intenzione nè la sua collocazione.

 
Recensione al libro di C. S. Lewis

Le due vie del pellegrino

Nel viaggio allegorico di questo meraviglioso testo, Lewis traccia l'itinerario di ricerca che tocca il cuore di ciascuno di noi.
Le due vie del pellegrino è un libro robusto, sostanzioso che fa trasparire, dietro la notevole capacità narrativa di Lewis, la sua immensa cultura e visione critica di tutti i fantasmi ideologici che l'uomo si crea e si è creato lungo la storia.
E' un testo indirizzato agli adulti ben più incisivo delle "Cronache di Narnia" da leggere, proprio per questo, più di una volta in diverse epoche della nostra vita.
Un modo come un altro per ricordarci, nell'avvincente avventura, che siamo pellegrini sempre bisognosi di "tornare a casa", li dove il cuore del nostro cuore continuamente ci chiama.

 
recensione di A. Ridolfi

Questo libro, scritto da Padre Raniero Cantalamessa dell'ordine dei Frati Minori Cappuccini e attualmente Predicatore della Casa Pontificia, raccoglie alcuni suoi insegnamenti e meditazioni tra cui una tenuta alla Casa Pontificia, sullo stesso tema del libro.
 
Recensione al libro di Romano Guardini

Preghiera e Verità

Meditazioni sul Padre Nostro

L'Autore, uno dei più rilevanti teologi del secolo scorso, cerca, in questo libro, di approfondire il senso della preghiera, meditando con attenzione, deferenza e, soprattutto fede, le parole che Gesù ci ha insegnato nella Preghiera del Signore o, come più spesso diciamo, nel Padre nostro.
 
Recensione al libro di Pier Giordano Cabra

L'amore ha fatto scendere Dio fino all'uomo e l'amore fa salire l'uomo fino a Dio - ricordava Ugo da S. Vittore e, Pier Giordano Cabra, ripercorre con attenzione sapienziale l'analisi del primo comandamento.
 
Una raccolta di omelie inedite e preziose dell'allora Card. Ratzinger che veramente dona aria pura e nuova alla riflessione sapienziale e teologica sullo Spirito Santo. 
 
Questo bel volume edito da Città Nuova raccoglie le dense lezioni di Giacomo Tantardini sull'attualità di Sant'Agostino tenuti all'Università degli studi di Padova. Il fluire catechetico e sapienziale di Tantardini rende vicino, al cuore e alla mente, il dottore della Chiesa, Agostino.
 
In principio Dio creò il cielo e la terra. Riflessioni sulla creazione e il peccato di J. Ratzinger - Papa Benedetto XVI «È compito delle scienze naturali chiarire attraverso quali fattori l’albero della vita si differenzia e si sviluppa, mettendo nuovi rami. Non spetta alla fede. Però possiamo e dobbiamo avere il coraggio di dire che i grandi progetti della vita non sono un prodotto del caso e dell’errore né sono il prodotto di una selezione, cui si attribuiscono predicati divini che in questa sede appaiono illogici, a-scientifici, un mito moderno.
 
Non sempre ci siamo trovati con la linea di pensiero ecclesiale e sociale di Fratello Enzo Bianchi, a volte, secondo noi, troppo vittima di stereotipi pseudo-sessantontini (oramai inutili e decentrati) che hanno strizzato l'occhio troppo ruffianamente al solidarismo e al pauperismo moralista di sinistra che alla solidarietà del Vangelo, cadendo nel tranello (apparentemente sociologico ma in realtà tutto spirituale) di cadere nella critica troppo facile al "potere" di alcune frange della Chiesa.
Facendo ovviamente braccetto con quel laicismo alla Micromega impregnato del culto di sé.
Tuttavia siamo sempre stati grati al Signore per questo fratello e la sua profondità nella scrutatio biblica e nell'intuizione radicale di vivere il vangelo con uno stile monastico. Proprio di questo e non di altro tratta questo libro di Robert Masson edito da Lindau che consigliamo di leggere. Quindi non per simpatizzare con Enzo Bianchi (e con le sue pur criticabili posizioni) ma con l'idea, sempre attuale, di radicalità evangelica che ognuno è chiamato a vivere nella sequela vocazionale di Gesù.

 
Padre Pio il santo con le stigmate Un bel percorso questo di Maurizio Ternavasio, giornalista e pubblicista per il quotidiano "La Stampa", attorno alla figura di Padre Pio.
Partendo dagli inizi della sua vocazione, l'iter culturale e il suo "mistico" ritorno alla casa del Padre.
Una vita spesa per amore di Cristo e della Chiesa segnata dalla sofferenza, dalla gioia e da tanta umanità.