In Italia si apre la crisi di governo

Innescata dal leader della Lega, Matteo Salvini ·

Dopo un periodo di forti tensioni tra Lega e Movimento 5 stelle (M5s) in Italia si è aperta ieri la crisi di governo. A innescarla è stato il leader della Lega e ministro dell’interno, Matteo Salvini, il quale, nel pomeriggio, ha chiarito che fra gli alleati c’è ormai una irrimediabile distanza, come dimostrato dal voto sulla Tav, e che l’unica alternativa all’esecutivo giallo-verde sono nuove elezioni.

La mossa di Salvini ha seguito di poche ore l’incontro al Quirinale tra il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e il presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Per tutta la giornata il capo del governo non ha rilasciato dichiarazioni, in attesa di un vertice con Salvini, svoltosi a Palazzo Chigi. Al termine del quale è stato lo stesso leader della Lega a chiarire quali saranno i prossimi passaggi per la formalizzazione della crisi. «Andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza e restituiamo velocemente la parola agli elettori», ha dichiarato. Se così sarà, «noi siamo pronti», ha replicato il leader del M5s, Luigi Di Maio.

La crisi dunque arriverà in Parlamento per un voto di sfiducia in aula. Ora spetta al Quirinale gestire le prossime mosse di questa complessa partita, avviata pochi giorni dopo la chiusura di Camera e Senato per la pausa estiva. «Se riapriamo le Camere per la parlamentarizzazione della crisi — ha quindi avvertito Di Maio — cogliamo l’opportunità di anticipare anche il voto sul taglio dei parlamentari». Salvini dal canto suo, ha invitato i parlamentari a interrompere le vacanze per votare la sfiducia al governo. «Ho letto — ha infine replicato Giuseppe Conte in una conferenza stampa convocata al termine della giornata a Palazzo Chigi — che il ministro dell’interno vuole che i parlamentari tornino subito al lavoro. Non spetta a Salvini convocare le Camere, non spetta al ministro dell’interno decidere i tempi di una crisi politica nella quale intervengono ben altri attori istituzionali». «Ho già chiarito a Salvini che farò in modo che questa crisi sia la più trasparente della storia della vita repubblicana», ha aggiunto il presidente del Consiglio, sottolineando che «spetterà ora a Salvini, nella sua veste di senatore, spiegare al Paese e giustificare agli elettori che hanno creduto nella prospettiva del cambiamento le ragioni che lo portano a interrompere bruscamente l’azione di governo».

Per la prossima settimana dovrebbero essere convocate, sia al Senato che alla Camera, le conferenze dei capigruppo per calendarizzare il voto che dovrebbe ufficializzare la fine del governo. E mentre il Paese si prepara a una campagna elettorale che si prevede senza esclusioni di colpi, si comincia a ragionare sui tempi per giungere a nuove elezioni. Ipoteticamente, con lo scioglimento delle Camere in agosto, il voto potrebbe svolgersi in ottobre. Una data che però confliggerebbe con le scadenze legate al bilancio.

© Osservatore Romano - 10 agosto 2019