Quando i distinguo allontanano dalla verità

Due inutili distinguo che allontanano dalla questione di Piazza Navona;

- uno quello del senatore Paolo Guzzanti che davanti alla querela mossa dal Ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna si indigna perché la figlia non viene chiamata per nome:
"In riferimento alle parole volgari e fantasiose della comica Sabina Guzzanti - si legge in una nota diramata già in tarda serata dal ministero - il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna ha dato mandato all’avvocato di Roma Federica Mondani per adire le vie legali nei confronti della figlia del parlamentare di Forza Italia Paolo Guzzanti"

- altro distinguo quello del giornalista Mino Fuccillo, su raitre e rainews24 che sottolinea che il Papa Benedetto XVI è il "Santo Padre" solo per i cattolici e che l'affermazione fatta da Schifani non è stata esatta.

Bene, mettiamola così, senza giri di parole.
Sabina Guzzanti ha offeso e vilipeso duramente il papa che per tutti i cattolici è il "dolce Cristo" in terra e ha offeso e vilipeso gratuitamente, duramente il Papa, pontefice della Chiesa Cattolica e sovrano di uno stato estero.

Se ciò fosse accaduto ovunque, in uno stato estero, oppure fosse stata presa di mira una figura di spicco del mondo musulmano come sarebbe andata per la signora Sabina Guzzanti; quanti in Italia si sarebbero stracciate le vesti; quanti Ovadia e personaggi di sinistra avrebbero non solo preso le distanze ma "inondato" la signora Sabina Guzzanti di critiche, improperi, prese di posizione, sit in. Se la signora Sabina Guzzanti in nome del suo criterio malato di libertà ritiene di poter offendere il Santo Padre... rivela che della libertà non ha capito nulla; non sa né come esercitarla, né come servirla, né il valore della temperanza, ma solo quello egotico e adolescenziale del livore.
E sì, perché alla fine la "piazza degli adolescenti" in rivolta contro tutto e tutti è il vero fascismo; rosso, ma sempre fascismo.

Male, molto male il fatto che i politici cattolici non abbiano preso durissima posizione verso Sabina Guzzanti a cominciare da quelli del PD; soprattutto la signora Rosy Bindi di cui conosciamo bene i "volteggi" mediatori e cattoprogressisti.
Male, molto male che Alfano non abbia proceduto con urgenza al vilipendio della figura del Capo dello Stato e del Pontefice.
Male, molto male che Paolo Guzzanti non abbia preso dura posizione sull'atteggiamento e le parole della figlia Sabina Guzzanti, avrebbe dimostrato carattere e amore per la verità, per lo stato che serve (da cui riceve stipendio) e soprattutto sarebbe stata l'occasione per ribadire una sana desatellizzazione dalla figlia.

La realtà è che la signora Sabina Guzzanti fa la furba e la moralista con la scusa della "satira".
Furba perché si permette di offendere e vilipendere figure di importanza pubblica con il "potere" di un microfono, sapendo che il "dopo" in Italia e con queste forze politiche non può nuocerle e magari vuole pure passare da martire della libertà e della laicità.
Fa la furba spostando l'asse del legittimo e libero diritto di critica e umorismo verso un atteggiamento triviale e offensivo.

Sabina Guzzanti fa la moralista perché tratta di morale fondandosi sull'ideologia e sul gossip.

Ma peggio ancora.
Il problema non è soltanto aver sbagliato ma ostinarsi a non chiamare per nome le cose e a definire libertà ciò che è solo trivialità e volgarità gratuita.
Il problema è non volerlo capire responsabilmente.
Proprio questa ostinazione che noi definiamo di un impermeabile fascismo e di una palese immaturità umana e morale la qualifica più della trivialità volgare che lei ha usato a Piazza Navona. 

Questa è un'altra vergogna per l'Italia, per il governo in carica e per il PD.
E anche per la satira.

Paul e Francesca

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