Il Papa parla ed esorta ma io DICO

Onorevole Rotondi ma dove era lei alla Santa Messa celebrata domenica dal Santo Padre?
Con tutta l'estrema urgenza di cui necessitano le famiglie con problemi economici, logistici e che magari hano un problema di handicap in casa lei pensa a catturare consensi facili?
Lasci questo mestiere ad altri; lei, se possiamo darle un consiglio, ascolti il nostro caro Papa e pensi alla reale e concreta situazione delle famiglie italiane che aspettano che questo governo, ogni governo, si occupi realmente ed efficacemente della complessa e talvolta impossibile situazione in cui vivono.
La famiglia italiana non arriva a coprire i debiti con cui inizia il mese... altro che arrivare a fine mese.
Vive situazioni che penalizzano la incentivazione alla maternità.
Non ha la serenità necessaria per vivere una dignitosa educazione morale e spirituale verso i figli.
Vive problemi oggettivi insormontabili con gli affitti e i mutui.
Con i costi degli asili nido.
Con l'aiuto e la sussistenza in caso di handicap in casa.
Tutto sembra costruito ad arte per togliere il tempo che i genitori devono poter dare ai loro piccoli.
E lei ancora si distrae?

Qualcuno, che forse dimentica l'impegno normale e naturale di strutturare un patto di convivenza sociale stabile ed oggettivamente riconosciuto come il matrimonio civile, cita impropriamente le parole del Card. Mario Francesco Pompedda:
“Le unioni di fatto sono un fatto e dai fatti nascono diritti e doveri reciproci. Perciò è giusto e doveroso che lo Stato li regoli: ignorarli non mi sembra opportuno né concepibile secondo diritto. Ma la regolamentazione non deve creare equivoci, fare assomigliare le unioni di fatto ai matrimoni o essere un primo passo per un'equiparazione". Tale pronunziamento del Cardinale -  che non è certo un pronunciamento ufficiale, ma personale - affronta la questione dal punto di vista del diritto. Tuttavia sarebbe improprio vedere la questione esclusivamente in questi termini perché la priorità oggettiva di aiuto in cui necessita la famiglia ha, sin da subito anzi da ieri, un priorità assoluta per la stabilità e il bene sociale e tutto ciò che deve garantire i diritti individuali, in maniera sostanziale, già esiste.
Quando c'è una situazione di urgenza occorre dare priorità ai "fondamenta"; è questione di buon senso. Quello che, probabilmente è mancato sia all'onorevole Rotondi che all'onorevole Brunetta.
Per fare proposte in tal merito che allarghi e migliori lo spettro dei diritti individuali c'è sempre tempo. Ma farlo ora è da folli e da irresponsabili. I fatti non vanno ignorati ma vanno affrontati nella proporzione che tali fatti assumono nel contesto di uno stato democratico. Non sostenere la famiglia, le scelte per costruirla e tutti gli aiuti concreti di cui necessita in tutte le sue sfaccettature è una metodologia suicida.

Forse chi cita impropriamente il card. Pompedda o insiste coriacemente sui diritti individuali vive una personale confusione vocazionale, o affettivo-vocazionale. Oppure talvolta non è sposato con prole e non sa cosa dice. Ma questo è un altro, doloroso problema di una pastorale vocazionale che, nei cattolici e non solo, privilegia piccoli luoghi di "realizzazione" (politici, giornalistici, imprenditoriali, ecc.) invece di puntare a far fiorire e sbocciare persone vocazionalmente e affettivamente mature.

Paul e Francesca

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