Fare Futuro

narcisismoProbabilmente il limite e la fallimentarietà della corrente Finiana è tutta qua, nella parola "Fare".
Nel primato sostanziale che questa corrente da al Fare sull'Essere, e sui suoi fondamenti, c'è tutta la contraddizione.
E' indubbio che la morale naturale, fondamento di ogni sana iniziativa sociale e politica vada, di epoca in epoca, ri-presentata correttamente per fondare un Fare politico e un fare futuro.
Cosa che, per esempio, in altro ambito, fanno i santi con il Vangelo, il quale pur essendo sempre lo stesso lo rendono attuabile e lo incarnano nella storia, in ogni epoca storica, senza stravolgerlo e depauperarlo.
Lo presentano sulla propria pelle, mossi dallo Spirito, con rinnovata bellezza.
Meglio, ne riscoprono la bellezza sempre attuale. Sono degli amanti e dei creativi; stretti, cuore, anima e corpo alla Chiesa.

Non è così per Fini e compagni dove la morale naturale, fondamento della vita sociale e politica e preambolo della cultura e del vangelo, viene stravolta, addomesticata e relativizzata, dietro una visione personalizzata del leader che, da buon relativista, incontra altri relativisti.
Il caso della Legge 40 e il caso Englaro hanno fatto da sparti acque.
Fini e i Finiani sostanzialmente rendono negoziabile ciò che negoziabile non è.
Non si capisce come alcuni cattolici, alcuni di spiccato rilievo culturale ed ecclesiale, possano fidelizzare con "Fare Futuro".
Forse si illudono ad una alternativa a Berlusconi, ma stanno vendendo l'anima ad un relativismo spinto il quale è frutto ed epilogo delle grandi ideologie passate, crollate e ora solo trasformate.

Proprio per questi presupposti Fini, in realtà, è pericoloso più del Berlusconismo e di Berlusconi; dietro "Fare Futuro", in realtà si nasconde la solita corrente prometeica travestita da benessere e resa ideologizzata. Non poteva essere altrimenti. Fini non è un imprenditore ma un politico puro ma... dimmi dov'è il tuo Cuore e la vedrò la natura del tuo Fare.

Paul e Francesca