Abdul William Guibren, un ragazzo italiano

Abdul William Guibren, un ragazzo italiano di origine africana, ucciso a sprangate da italiani "delinquenti" è il segno che il razzismo è dietro l'angolo tra noi.
A differenza di chi dice che tale razzismo sia fomentato noi ribadiamo che invece è latente ed è anche la risultante non solo della potenziale delinquenza di uno stato e di un sistema diseducato ma anche di un lassismo e di un disordine sociale dovuto al malgoverno e ai malgoverni succeduti in questi anni.
In sostanza nessuno punti il dito ad un determinato governo ma piuttosto all'antropologia errata che porta a fondamento del proprio sistema educativo.
Nè l'accoglienza disordinata e a-culturale, né, da altra parte, il pugno di ferro sono necessari al fine di maturare nel naturale ed evangelico segno dell'accoglienza. Una maturità di un paese si misura da come sa accogliere e integrare i fratelli stranieri, con le loro ricchezze, senza cedere passi culturali ma trovando serene e chiare forme di incontro e di rispetto di regole condivise.
Distinguendo i delinquenti da coloro che non lo sono e non cercando etichette dovute a "etnie" e colore della pelle.
Non è dunque solo una scelta politica ma ancora prima antropologica e qui, spiace dirlo, le correnti vigenti hanno fatto acqua sotto tutti i ponti sia con una dimensione buonista e non buona e sana, sia con una dimensione conservatrice e più rigida.
Sia la dimensione "buonista" che quella "conservatrice" hanno il vizio di origine di essere irresponsabili, sbrigative e comode.
Ma ancora prima ciascuno verifichi l'immagine di uomo e di accoglienza che porta con sé nei gesti quotidiani.
La preghiera costante e la conversione è la nostra forza per vincere il razzista o il buonista dentro di noi.

Paul e Francesca

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