A proposito dei Preti pedofili e delle parole di Papa Benedetto XVI

Veramente misurato l'articolo di Tornielli.
Splendido intervento del Papa che richiama specularmente la posizione pastorale di Giovanni Paolo II il quale si immerse nella vergogna di quanto commesso da alcuni confratelli affermando "noi ci vergogniamo"... quasi anche lui si sentisse responsabile di quanto compiuto da pochissimi.
Tuttavia non devono ingannare gli atteggiamenti diffusi, anche dal prurito della stampa nostrana, di "manicheismo spinto" che cerca un capro espiatorio.
Papa Benedetto XVi condanna gli atti,
si fa vicinissimo alle vittime,
chiede che la giustizia faccia il suo corso,
ma non misconosce l'aiuto anche a chi ha "mancato di fiducia".

Gli addetti ai lavori sanno che il Papa è fermo ma non abbandona il "fratello sacerdote peccatore".
Infatti anche il sacerdote che ha peccato e ha commesso "delitto pubblico" rimane un sacerdote nella sua essenza.
Il pedofilo o tendente tale è comunque, anche, una persona malata che ha conflitti di identità affettivo-vocazionale non risolti in un percorso complesso di discernimento e di auto-coscienza.
Non c'è dunque nel "prete pedofilo" solo volontà libera di compiere una nefandezza o di mancare di integrità.
Il Papa non asseconda il dualismo manicheo della cultura alla caccia alle streghe solo, giustamente, esige, per se e i suoi sacerdoti, quel minimum di integrità necessaria a veicolare il dono ricevuto della grazia, del vangelo e del ministero..
La Chiesa è l'unica che abbia una così forte auto-coscienza e un così alto senso del dovere e del rispetto non solo del dono ricevuto ma anche di senso civico.

Ogni altro commento sulla vicenda dei "preti pedofili" fatta anche da alcuni "siti cattolici" è fuori luogo e non comprende l'agire pastorale di grande Misericordia e grande ferma chiarezza di questi due grandi pontefici che lo Spirito Santo ci ha donato.

Buon lavoro e buona domenica
Salvatore

Questo commento è stato pubblicato anche sul Blog di Raffaella qui

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