Rassegna stampa formazione e catechesi

S. Messa per il 36° anniversario di ordinazione episcopale di S. Ecc. za Mons. Agostino Marchetto

Patronato GiuseppiniPresso il Patronato Leone XIII dei Padri Giuseppini del Murialdo, conosciuta istituzione vicentina di educazione, come ex allievo e, un tempo, dirigente di Associazione S. Ecc. za Mos. Agostino Marchetto celebra  la S. Messa per il 36° anniversario di ordinazione episcopale. L'Omelia, nel suo aspetto di visione storico-spirituale, sboccia nella attualità ecclesiale del recente Documento Preparatorio per il Sinodo.
Il suo testo, infatti, esprime chiaramente il pensiero conciliare, atto com'é a combinare l'et...et eminentemente cattolico. È cioè un buon avvio al "cammino insieme".       
 
OMELIA 
Sia lodato Gesù Cristo, Via Verità e Vita, con Maria Vergine fedele.
 
Inchieste, sondaggi, statistiche, è pane quotidiano, anche eccessivo, e che non sempre giunge a risultati veramente indicativi. Ricordo che al mio giungere a Cuba, 50 anni fa, interessandomi al Seminario Maggiore, nel quale pareva si volesse arruolarmi, oltre al mio compito in Nunziatura, mi snocciolarono i numeri degli alunni degli ultimi anni, sempre gravemente decrescenti, tali che -si concludeva- "fra poco, chiuderemo". Ma non fu così. Le cifre cominciarono a crescere e 10 anni dopo il mio lasciare l'Isola, i Seminaristi maggiori erano una ottantina.
 
Vescovo Agostino MarchettoPeraltro, dal Vangelo proclamato oggi, pure Gesù sembra seguire questo modo per iniziare un dialogo con i suoi discepoli, un discorso non da poco che si avvia all'imbarazzante interrogazione personale. Prima: "Chi dice la gente che io sia?" e poi "Ma voi, chi dite che io sia?". Fu Pietro a rispondere:"il Messia", lontanissimo da quel "Mio Signore e mio Dio" di Tommaso, che raggiunse l'acme su Gesù nei Vangeli.
 
E noi, carissimi, che potremo rispondere? Forse, ricordando il Catechismo, diremmo ""vero Dio e vero uomo". Ma basta? No, non basta. Quando decisi di impegnarmi nell'apostolato, appena "tirato fuori il naso dall'acqua", perchè "se hace camino al andar" (="si fa strada  camminando", mi si incoraggiò) la motivazione venne dall'incontro con la Chiesa martire di Albania. E ora, tanti anni dopo, che faccio io, e tu che sei venuto oggi per salutare un vecchio amico, compagno, alunno del Patronato? Certo le cose cambiano, il mondo muta, ma la nostra generosità con Cristo, i fratelli, la Chiesa, la famiglia umana cresce?
 
Il nostro incontro oggi, in quella che fu la fonte della vita  (discernimento), anzi alla fin fine cristiana, è occasione per "riprendere il "discorso della santità" quella -come attesta Papa Francesco- della porta accanto, "ordinaria" cioé, ma non meno vera. Vera perché? Lo è poichè "a prova di croce". A questo proposito le parole di Gesù nel Vangelo, oggi, dopo la confessione di Pietro, sono durissime. SentiamoLo di nuovo: "E cominciò a insegnare loro che il Figlio dell'uomo doveva soffrire molto, ed essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso, e dopo tre giorni, risorgere ".
 
E Pietro reagì rimproverando Gesù di tale discorso, ricevendone un altro nome: "Satana," per non pensare secondo Dio ma secondo gli uomini. Vogliamo andare fino in fondo al dire di Gesù? Sì, facciamolo, ed eccolo: Se qualcuno vuol venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua".
 
La Croce? Ma non c'è di questi tempi un cristianesimo senza croce? Non c' è quella tentazione della strada larga? Essa credo possa entrare in noi anche se non abbiamo un giusto concetto dei "segni dei tempi". Essi infatti non possono essere considerati quali fossero una nuova, aggiunta Rivelazione. E qui troviamo la grande questione della loro interpretazione (discernimento), anzi alla fin fine potremmo dire del rapporto critico della Chiesa con la modernità, meglio con il mondo contemporaneo, con l'oggi. Io credo cioè che si dovrebbe esaminare se quel "nuovo", che ci è proposto, vada nella linea della "riforma e del rinnovamento nella continuità dell'unico soggetto Chiesa" e non sia invece una sua "rottura nella discontinuità".
 
Entro così a menzionare qualche testo del Documento Preparatorio per il Sinodo che inizierà a ottobre, e mi ha fatto ricordare con piacere una visione caratteristica del Vaticano II, cioè quella dell'et ...et eminentemente cattolicaVe ne leggo un rigo, del N. 4: "Scrutare i segni dei tempi ed interpretarli alla luce del vangelo". Così è chiaro che l'interpretazione è fatta a partire dal Vangelo. E le assi portanti  sono "comunione, partecipazione e missione" (N. 10). Inoltre si attesta che "a questo dinamismo della Tradizione si è ancorato il Concilio Vaticano II" (N.12), il Magno Sinodo, come l'ho sempre chiamato.
 
"Non si tratta di democrazia, imperniata sul principio di maggioranza..."[ma di] un processo ecclesiale che non può realizzarsi se non "in seno a una comunità gerarchicamente strutturata" (N. 14). Ma è di certo una Chiesa in uscita, "con le porte aperte" (N. 15). In radice, cioè, "Illuminato dalla Parola e fondato nella Tradizione, il cammino sinodale si radica  nella vita concreta del Popolo di Dio" (N. 25). Infine una conferma disciplinare, la seguente:  [Nel] "piano dei processi ed eventi sinodali la Chiesa è convocata dall'autorità competente, secondo specifiche procedure determinate dalla disciplina ecclesiastica" (N. 27).
 
Carissimi, eccoci qui, al termine, già quasi nel gran mare del prossimo Sinodo "in viam salutis". Voi, più giovani, lo vivrete -ve lo auguro- con gioia per il bene della Chiesa, vostro e della intera famiglia umana. Voglia Iddio ascoltare la nostra umile e accorata supplica per un suo buon svolgimento e per la corretta ermeneutica, in esso, e la proficua ricezione del Concilio Vaticano II.
 
+ Agostino