Rassegna stampa formazione e catechesi

Prima di tutto Dio

Non a caso il primo documento promulgato dal Vaticano II fu la «Sacrosanctum Concilium»

A dicembre scorso, si è celebrato il cinquantesimo anniversario dell’approvazione della prima costituzione del concilio Vaticano II, Sacrosanctum Concilium. Questa costituzione ha sostenuto il grande e autentico rinnovamento liturgico del nostro tempo. Per parlare del rinnovamento liturgico del concilio Vaticano II, occorre situare tale rinnovamento nell’insieme del concilio stesso e ricordare, a tal fine, che il Vaticano II irrompe come una nuova Pentecoste, una primavera che apre una speranza di vita nuova e una feconda trasformazione interiore, secondo il proposito divino.

concilio-vaticano-2Il concilio Vaticano II, come ricorda Benedetto XVI nel primo volume della sua Opera omnia, iniziò i suoi lavori con la deliberazione sullo schema della sacra liturgia, che il 4 dicembre 1963 fu solennemente approvato, come primo frutto della grande assise ecclesiale, con il rango di costituzione. È stata per certi versi una casualità, a giudicare dall’esterno, che l’argomento della liturgia si sia trovato all’inizio dei lavori conciliari e che la relativa costituzione sia stata il suo primo atto. Giovanni XXIII aveva convocato l’assemblea dei vescovi anzitutto con la volontà, da tutti condivisa, di ri-attualizzare il cristianesimo in un’epoca di cambiamenti, senza tuttavia dotarla di un programma pre-ordinato. Una lunga serie di bozze fu presentata dalle commissioni preparatorie, ma mancava una chiave per individuare un cammino all’interno dell’insieme di proposte pervenute. Il testo sulla sacra liturgia sembrava essere il meno controverso e, così, è parso come quello più adeguato per costituire una base di partenza per il concilio, quasi come un rodaggio che permettesse ai padri conciliari di testare un metodo per i lavori. Ciò che all’esterno non sembrava essere che una mera casualità risultò come lo strumento più adeguato in rapporto all’importanza degli argomenti trattati e alla metodologia dei lavori del concilio. Con questo inizio vertente sul tema della liturgia si metteva inequivocabilmente in evidenza il primato di Dio nella vita della Chiesa: prima di tutto Dio; è questo lo slogan che si manifesta affidando l’inizio di tutti i lavori alla liturgia. Quando lo sguardo a Dio non è al primo posto, tutto il resto perde il proprio orientamento.

di Antonio Cañizares Llovera

© Osservatore Romano - 14 febbraio 2014