Rassegna stampa formazione e catechesi

Numero speciale della «Rassegna di teologia»

Per la visita di Papa Francesco alla Pontificia facoltà dell’Italia meridionale di Napoli

Il logo del convegno di Napoli

In occasione della partecipazione di Papa Francesco al convegno organizzato dalla sezione San Luigi della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale (Pftim) su «La teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto del Mediterraneo», il secondo numero della rivista «Rassegna di Teologia» esce in concomitanza con quest’avvenimento unico. Per tale ragione esso ospita articoli collegati al tema del convegno, scritti da docenti della sezione, ma anche da autori esterni, con l’obiettivo di arricchire il dibattito.

Il numero si apre con una breve presentazione scritta dal gesuita Pino Di Luccio, decano della sezione: è un invito a entrare in un atteggiamento di dialogo che trova la sua motivazione ultima nel Vangelo. Il contributo di Mario Imperatori, direttore della rivista, individua l’anima evangelica del dialogo interreligioso non in un politically correct, globalista o nazionalista che sia, ma nella Buona notizia del Vangelo, la morte e risurrezione di Gesù testimoniata nello spirito delle Beatitudini. Cosa perfettamente realizzata dai martiri d’Algeria, recentemente beatificati. È una Buona notizia che costituisce il vero cuore pulsante di tutto il magistero di Papa Francesco. Marco Ronconi si focalizza più direttamente su Veritatis gaudium confrontandola con l’enciclica di Leone XIII Aeterni Patris (1879) e cogliendo analogie e differenze tra i due documenti. La più significativa differenza viene individuata nel delicato rapporto tra carità e verità, mostrandone alcune possibili conseguenze nell’organizzazione degli studi ecclesiastici, oggetto specifico del documento di Papa Francesco.

Il contributo del gesuita Domenico Marafioti, docente emerito presso la sezione, propone da parte sua una lettura ragionata della recente Dichiarazione di Abu Dhabi, di cui viene pubblicato il testo integrale. Esso viene qui provvisto di una numerazione curata dallo stesso autore, per poter procedere a uno studio adeguato, che superi la recezione puramente massmediatica dello stesso. Marafioti mostra la novità del documento, insieme a qualche sua criticità, meritevole di ulteriore approfondimento. Nicola Rotundo, della sezione San Tommaso della Pftim, propone da parte sua una lettura dell’oggettiva emergenza ecologica, nella quale l’elemento antropologico gioca un ruolo decisivo. Lettura importante, già indicata da Papa Francesco nella Laudato si’, grazie alla quale i cristiani non si sentiranno costretti a omologarsi a un ecologismo oggi molto diffuso. Con esso si tratterà invece di dialogare criticamente, cioè a partire da una fede intelligentemente assunta e vissuta.

Matteo Prodi, docente della Facoltà teologica dell’Emilia Romagna e invitato presso la sezione San Luigi, propone invece, in prospettiva di morale sociale, un confronto tra Veritatis gaudium e la Dichiarazione di Abu Dhabi. Egli individua nella profezia una categoria non solo adeguata per confrontare questi due documenti, ma feconda anche per la costruzione di una società più giusta e inclusiva, aperta ad accogliere la profezia di una nuova umanità.

Leonardo Lepore, direttore dell’Istituto di scienze religiose di Benevento e docente invitato presso la sezione San Luigi, propone invece una lettura attualizzante dei primi due capitoli del libro dell’Esodo letti attraverso la tensione tra rifiuto e accoglienza, e tale in un contesto di oppressione destinata ad aprirsi all’intervento liberante di Dio.

E infine il contributo di Agostino Porreca, anch’egli docente invitato presso la sezione San Luigi, si occupa dell’opera, ormai nota negli ambienti teologici, del gesuita argentino Scannone sulla teologia del popolo, che ha largamente influenzato il pensiero del gesuita e poi cardinale Bergoglio. Porreca mostra come questa teologia, oltre a costituire un modello di teologia attenta alla cultura e al contesto particolare di un popolo, può anche apportare alla teologia e alla Chiesa universali non solo un metodo, ma anche un contenuto certamente degni di attenzione.

© Osservatore Romano - 19 giugno 2019




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