Rassegna stampa formazione e catechesi

Il Sinodo è dei poeti e di chi prega

«La tendenza ad attaccare la democrazia è assai forte perché la democrazia è frustrante. Anche quando funziona, di rado porta a gratificazioni immediate, perché ogni singola azione dovrà essere mediata attraverso forme di compromesso. Poiché è molto probabile che includa punti di vista ampiamente conflittuali, i processi democratici, di solito, sono estremamente complicati e richiedono forme di pensiero e comunicazione ricche di sfumature. Di sicuro, la democrazia non è fatta per gli istinti umani». Può risultare abbastanza pericoloso accostare alla parola Sinodo l’impietosa riflessione che Cristopher Bollas fa nel suo saggio L’età dello smarrimento parlando di democrazia. E il pericolo può venire da quel fraintendimento che molti fanno nel confondere il processo sinodale come una sorta di processo di democratizzazione della Chiesa. Il Sinodo non è una forma di democrazia ma la riscoperta di una identità che nasce come frutto dello Spirito. Un Sinodo non serve a trovare un “giusto compromesso” tra posizioni molte diverse tra loro, ma a riscoprire al fondo di ogni diversità quel fiume comune di verità e comunione che ci tengono insieme.
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