Rassegna stampa etica

Il superiore interesse del fanciullo non accetta manipolazioni del politicamente corretto dalle ideologie di turno (e neanche dai governi che ignorano)

baratro culturaMonica Boccardi

Questo è il testo ufficiale della legge ungherese che la UE sta osteggiando in ogni modo:

https://www.parlament.hu/irom41/16365/16365-0015.pdf

Il titolo della legge (traduzione di Google traduttore da me adattata) è il seguente:

"A pedofil bűnelkövetőkkel szembeni szigorúbb fellépésről, valamint a gyermekek védelme érdekében egyes törvények módosításáról"

(Azione più severa contro i pregiudicati pedofili, e modifiche ad alcune leggi per proteggere i bambini).

C'entra l'omosessualità? Sì, c'entra eccome.

Non solo perché la normativa ungherese vieta ogni propaganda di stampo omosessualista e collegata ai cosiddetti "studi di genere".

C'entra, perché la propaganda omosessualista e gli studi di genere prevedono un'educazione sessuale che comporta, ex se, una precocissima sessualizzazione dei bambini, la cui conseguenza naturale è lo sviluppo di una insana curiosità, ma soprattutto la creazione di una pericolosissima apertura dei piccoli, nei confronti di potenziali pedofili, che troverebbero molto più facile sedurre i bambini educati a credere che la masturbazione è cosa buona, che il sesso è bello e che maschi o femmine non importa, basta provare piacere sessuale.

Anche se lo si vuole negare con il manto della parola, mal usata, “discriminazione”, un collegamento tra le cose esiste e, anche volendo credere alla buona fede di chi non lo vede, non può essere nascosto o negato senza abdicare alla tutela dei bambini.

Il "superiore interesse del fanciullo" non può consistere nell'essere gettato in un'arena sessuale priva di tutela e di freni.

E chi pretende di sostenerlo è complice dei pedofili anche se non è pedofilo.

Se poi è cattolico, dovrebbe ricordarsi qualcosa a proposito di scandalizzare i piccoli (Mt. 18,1ss).

E chi afferma che quella legge sia "omofoba" dovrebbe vergognarsi. La disonestà delle dichiarazioni contro quella legge e dei media che la definiscono omofoba a sproposito (o piuttosto strumentalmente al mainstreaming) è lo svelamento del degrado etico, morale ed antropologico dei nostri tempi.

E il giornalismo, eccetto rare eccezioni, si inserisce in questo vile adeguarsi al politicamente corretto.