Rassegna stampa etica

Diplomi in ecologia integrale

arcobaleno perfettoFrancesco Ricupero

«Ognuno nel proprio ambito professionale e nella diversità della vita può fare qualcosa per migliorare questo mondo. Non bisogna rimanere chiusi in se stessi, ma occorre fare rete. Questo titolo di studio appena conseguito mi ha dato la grande opportunità di connettermi e interagire con persone che hanno a cuore la nostra casa comune»: è quanto ha spiegato a «L’Osservatore Romano», Fabio Massimo Battaglia, giovane laureato in giurisprudenza, che, nel pomeriggio di giovedì 31 ottobre, ha conseguito il Joint Diploma in ecologia integrale nel corso di una cerimonia svoltasi presso la Pontificia università Gregoriana.

Iniziativa che per la prima volta accomuna tutte le università e degli atenei Pontifici di Roma, con l’intento di promuovere e diffondere il messaggio dell’enciclica Laudato si’, educando ad avviare iniziative virtuose. Questa inedita “Alleanza per la Casa comune” rappresenta un unicum nel panorama universitario pontificio che tuttavia, alla luce della costituzione apostolica Veritatis gaudium, vuole proporsi quale modello per ulteriori collaborazioni, quale il recente Joint Diploma sul pensiero di san Tommaso d’Aquino.
«La Laudato si’ — ha detto al nostro giornale il cardinale Pedro Ricardo Jimeno Barreto, arcivescovo di Huancayo e vice presidente della Rete ecclesiale panamazzonica (Repam) — ci aiuta a guardare la natura con gli occhi di Dio per giungere a una sinodalità. Tutto è connesso e tutti dobbiamo contribuire a migliorare questo mondo, ciascuno con il proprio contributo». Il porporato, soffermandosi sul Sinodo dei vescovi per l’Amazzonia, appena concluso, e ricordando i molteplici inviti di Papa Francesco, ha esortato tutti a vivere in sobrietà per consentire a tutti una vita degna. «È una chiamata forte per i credenti a un’apertura del cuore, una conversione, un ascolto per l’ecologia integrale, una conversione ecologia e culturale. Dobbiamo camminare in sinodalità — ha sottolineato ancora il porporato — ascoltare gli altri e soprattutto ascoltare il grido dei popoli amazzonici che subiscono soprusi e violenze. Ascoltiamo i poveri e chi non ha voce».
A ricevere il diploma dalle mani del cardinale, e alla presenza del rettore padre Nuno da Silva Gonçalves, sono stati in 57: catechisti, sacerdoti, suore e operatori pastorali. Per un anno, oltre ad approfondire le tematiche ambientali hanno avuto anche la possibilità di svolgere best practices riguardanti l’eco-giustizia, l’economia sostenibile, l’educazione ecologica. E proprio su queste tematiche, tutte ispirate all’enciclica, si è soffermato anche padre Pedro Walpole coordinatore della rete mondiale Ecojesuit. «La Laudato si’ è un seme, un seme di sapienza che ora dobbiamo andare a piantare. Non mettetelo in un semplice vaso, dobbiamo andare in missione. Ciascuno di noi deve uscire e piantare questo seme nella diversità del mondo. Solo in questo modo tutti possono partecipare alla sua crescita e beneficiare delle sue foglie e dei suoi fiori. Così di nuovo il seme cresce e diventa più forte. Anche altri pianteranno i loro semi, così la foresta diventa comunità». Le iscrizioni alla terza edizione del corso sono aperte fino all’11 novembre.

© Osservatore Romano - 5 novembre 2019

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