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L'Ue si muove

Gianni Borsa - Bruxelles

L’Unione europea ritiene fondate le aspirazioni dei popoli egiziano e tunisino, "scarica" Mubarak e sostiene l’urgenza di riforme democratiche e di libere elezioni nei due paesi. Le titubanze non sono mancate in sede Ue, alcuni leader di Stati membri hanno espresso opinioni risultate poi "fuori dal coro": ma infine il Consiglio dei capi di Stato e di governo dei 27, riunito il 4 febbraio a Bruxelles, si è espresso all’unanimità. Nessun appoggio esplicito a forze politiche o partiti di opposizione, né per quanto riguarda Tunisi né per il Cairo, eppure dietro le quinte la gran parte dell’Europa comunitaria punta alla stabilità dell’area mediterranea e si augura che personaggi laici e moderati possano ottenere l’appoggio elettorale e guidare i due Stati nordafricani verso una compiuta democrazia.
"Il Consiglio europeo segue con estrema preoccupazione il deterioramento della situazione in Egitto", si legge nelle Conclusioni del summit. L’Ue condanna "con la massima fermezza la violenza e tutte le persone che vi fanno ricorso e la incoraggiano". Sottolinea "il diritto di tutti i cittadini di manifestare liberamente e pacificamente, con la dovuta protezione da parte delle autorità". I 27 non possono tollerare alcun tentativo di limitare la libera circolazione delle informazioni e si schierano dalla parte dei giornalisti e dei difensori dei diritti umani attivi sulle rive del Nilo.
Il Consiglio europeo, dopo un dibattito al proprio interno, ha quindi messo nero su bianco le frasi decisive del documento finale, affermando che tutte le parti "dovrebbero dar prova di moderazione", "nonché dare avvio a un’ordinata transizione verso un governo che goda di ampio sostegno"; "tale processo di transizione deve cominciare adesso". E quell’"adesso" – già invocato dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama – è chiarito poco più oltre: "Il Consiglio europeo sottolinea che alle aspirazioni democratiche dei cittadini si dovrebbe rispondere con il dialogo e la riforma politica, nel pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali, e con elezioni libere e regolari. Ha invitato tutte le parti ad avviare un dialogo costruttivo a tal fine".
Non ci sono solo auspici e buone parole. L’Ue, per sostenere i processi di "transizione verso la governance democratica, il pluralismo, migliori possibilità di prosperità economica e di inclusione sociale e una maggiore stabilità regionale", si impegna in un nuovo partenariato "che comporti un sostegno più efficace in futuro ai paesi che stanno attuando riforme politiche ed economiche, anche attraverso la politica europea di vicinato e l’Unione per il Mediterraneo".
Concretamente ciò richiede la messa a punto di un "pacchetto di misure mediante le quali prestare il sostegno dell’Unione europea ai processi di transizione e trasformazione" (dunque nel breve e nel medio periodo), "rafforzando le istituzioni democratiche, promuovendo la governance democratica e la giustizia sociale e fornendo assistenza nella preparazione e nello svolgimento di elezioni libere e regolari". Pacchetto del quale è incaricata Catherine Ashton, Alto rappresentante per la politica estera Ue, che ha già preparato le valigie per un imminente viaggio che la porterà in Tunisia ed Egitto. Finalmente la solidarietà e l’appoggio europei sono in arrivo.

© SIR - 5 febbraio 2011

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