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Oltre 40 Paesi impegnati per trovare una soluzione diplomatica al conflitto

073q_1a LONDRA, 29. Dopo la svolta del comando delle operazioni militari affidato alla Nato, oggi a Londra si parla di soluzioni politiche e di come fermare le violenze: Gheddafi non ha più legittimità e se ne deve andare immediatamente, per la Libia si prepara un nuovo inizio in cui il popolo libero dalla violenza e dall'oppressione sceglierà il proprio futuro. Il presidente francese, Nicolas Sarkozy, e il premier britannico, David Cameron, hanno inquadrato in una dichiarazione congiunta della vigilia gli obiettivi della riunione, che poi hanno condiviso ieri sera in una teleconferenza con il presidente statunitense, Barack Obama, e il cancelliere tedesco, Angela Merkel. E il Consiglio nazionale di transizione libico si è impegnato oggi a tenere libere elezioni al termine del conflitto.
"Lasciate che sia l'Unione africana a gestire la crisi, la Libia accetterà tutto quello che l'Ua deciderà". Questa invece l'offerta avanzata oggi dal raìs nel messaggio inviato ai Paesi e alle organizzazioni internazionali riunite a Londra. Nei giorni scorsi Addis Abeba si era opposta a ogni intervento militare straniero e aveva costituito un comitato, formato da cinque capi di Stato e dal presidente della Commissione dell'Ua, Jean Ping, per seguire la situazione in Libia. Ma un funzionario del Foreign Office ha fatto sapere stamani che l'Ua non sarà presente alla conferenza di Londra.
A Lancaster House si vuole comunque trasmettere il messaggio che la comunità internazionale - non solo gli occidentali - è unita dietro la risoluzione delle Nazioni Unite: nella prima riunione del gruppo di contatto per la Libia incaricato del pilotaggio politico dell'operazione si sono dati appuntamento una quarantina di ministri degli Esteri tra cui molti europei, gli Stati Uniti, gli Emirati Arabi Uniti e il Qatar che partecipano alle operazioni della coalizione, ma anche Giordania, Tunisia, Egitto, Marocco e Libano, accanto alla Turchia, al rappresentante della Santa Sede e a quattro organizzazioni internazionali: l'Onu con il segretario generale Ban Ki-moon, Nato, Ue e Lega araba.
Come la Cina, la Russia che si era astenuta al Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla risoluzione 1973, sarà assente dalla riunione di Londra: il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, concorda con l'idea di creare un gruppo di contatto, ma ricorda che i Paesi esecutori della risoluzione dell'Onu dovranno rendere conto a quest'ultimo. Gli Stati Uniti, insieme alle forze alleate, sono intervenuti in Libia per evitare una carneficina. Ora che la Nato ha assunto il comando delle operazioni militari, il ruolo degli americani diventa di supporto con il più ampio obiettivo di rovesciare il regime del raìs. Così, in diretta televisiva, il presidente Barack Obama ha spiegato ieri le ragioni dell'intervento in Libia. Fonti dell'Amministrazione Obama a Londra hanno detto oggi che gli Stati Uniti manderanno nei prossimi giorni un inviato, il diplomatico Chris Stevens, a Bengasi per stabilire migliori legami con gli insorti.

(©L'Osservatore Romano 30 marzo 2011)