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MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA CAMPAGNA DI FRATERNITÀ 2011

stemma-ratzingerPubblichiamo di seguito il Messaggio che il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato a S.E. Mons. Geraldo Lyrio Rocha, Presidente della Conferenza Nazionale dei Vescovi del Brasile (CNBB) e Arcivescovo di Mariana, in occasione dell’annuale Campagna di Fraternità della Chiesa in Brasile:

Ao Venerado Irmão
DOM GERALDO LYRIO ROCHA
Arcebispo de Mariana (MG) e Presidente da CNBB

É com viva satisfação que venho unir-me, uma vez mais, a toda Igreja no Brasil que se propõe percorrer o itinerário penitencial da quaresma, em preparação para a Páscoa do Senhor Jesus, no qual se insere a Campanha da Fraternidade cujo tema neste ano é: "Fraternidade e vida no Planeta", pedindo a mudança de mentalidade e atitudes para a salvaguarda da criação.

Pensando no lema da referida Campanha, "a criação geme em dores de parto", que faz eco às palavras de São Paulo na sua Carta aos Romanos (8,22), podemos incluir entre os motivos de tais gemidos o dano provocado na criação pelo egoísmo humano. Contudo, é igualmente verdadeiro que a "criação espera ansiosamente a revelação dos filhos de Deus" (Rm 8,19). Assim como o pecado destrói a criação, esta é também restaurada quando se fazem presentes "os filhos de Deus", cuidando do mundo para que Deus seja tudo em todos (cf. 1 Co 15, 28).

O primeiro passo para uma reta relação com o mundo que nos circunda é justamente o reconhecimento, da parte do homem, da sua condição de criatura: o homem não é Deus, mas a Sua imagem; por isso, ele deve procurar tornar-se mais sensível à presença de Deus naquilo que está ao seu redor: em todas as criaturas e, especialmente, na pessoa humana há uma certa epifania de Deus. «Quem sabe reconhecer no cosmos os reflexos do rosto invisível do Criador, é levado a ter maior amor pelas criaturas» (Bento XVI, Homilia na Solenidade da Santíssima Mãe de Deus, 1º-01-2010). O homem só será capaz de respeitar as criaturas na medida em que tiver no seu espírito um sentido pleno da vida; caso contrário, será levado a desprezar-se a si mesmo e àquilo que o circunda, a não ter respeito pelo ambiente em que vive, pela criação. Por isso, a primeira ecologia a ser defendida é a "ecologia humana" (cf. Bento XVI, Encíclica Caritas in veritate, 51). Ou seja, sem uma clara defesa da vida humana, desde sua concepção até a morte natural; sem uma defesa da família baseada no matrimônio entre um homem e uma mulher; sem uma verdadeira defesa daqueles que são excluídos e marginalizados pela sociedade, sem esquecer, neste contexto, daqueles que perderam tudo, vítimas de desastres naturais, nunca se poderá falar de uma autêntica defesa do meio-ambiente.

Recordando que o dever de cuidar do meio-ambiente é um imperativo que nasce da consciência de que Deus confia a Sua criação ao homem não para que este exerça sobre ela um domínio arbitrário, mas que a conserve e cuide como um filho cuida da herança de seu pai, e uma grande herança Deus confiou aos brasileiros, de bom grado envio-lhes uma propiciadora Bênção Apostólica.

Vaticano, 16 de fevereiro de 2011

BENEDICTUS PP. XVI

 

"L'uomo sarà capace di rispettare le creature nella misura in cui avrà nel suo spirito un senso pieno della vita; in caso contrario, sarà portato a disprezzare se stesso e ciò che lo circonda, a non avere rispetto per l'ambiente in cui vive, per la creazione". Lo scrive il Papa nel messaggio indirizzato all'arcivescovo Geraldo Lyrio Rochapresidente della Conferenza episcopale del Brasile, in occasione della campagna della fraternità organizzata come di consueto in Brasile per accompagnare il cammino quaresimale.

 
Al Venerato Fratello
DOM GERALDO LYRIO ROCHA
Arcivescovo di Mariana (MG)
e Presidente della CNBB

È con viva soddisfazione che mi unisco, ancora una volta, a tutta la Chiesa in Brasile che si propone di percorrere l'itinerario penitenziale della quaresima, in preparazione della Pasqua del Signore Gesù, nel quale si inserisce la Campagna della Fraternità, il cui tema quest'anno è "Fraternità e vita nel Pianeta", con un appello a un cambiamento di mentalità e di atteggiamento per la salvaguardia del creato.
Pensando al motto della suddetta Campagna, "la creazione geme nelle doglie del parto", che riecheggia le parole di San Paolo nella sua Lettera ai Romani (8, 22), possiamo includere fra i motivi di tali gemiti il danno provocato al creato dall'egoismo umano. È però anche vero che la "creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio" (Rm 8, 19). Così come il peccato distrugge la creazione, quest'ultima viene restaurata quando si rendono presenti "i figli di Dio" prendendosi cura del mondo affinché Dio sia tutto in tutti (cfr. 1 Cor 15, 28).
Il primo passo per una corretta relazione con il mondo che ci circonda è proprio il riconoscimento, da parte dell'uomo, della sua condizione di creatura: l'uomo non è Dio, ma è la Sua immagine. Per questo, deve cercare di diventare più sensibile alla presenza di Dio in ciò che gli sta attorno: in tutte le creature e, specialmente nella persona umana, c'è una sorta di epifania di Dio. "Chi sa riconoscere nel cosmo i riflessi del volto invisibile del Creatore, è portato ad avere maggiore amore per le creature" (Benedetto XVI, Omelia nella solennità della Santissima Madre di Dio, 1-1-2010). L'uomo sarà capace di rispettare le creature nella misura in cui avrà nel suo spirito un senso pieno della vita; in caso contrario, sarà portato a disprezzare se stesso e ciò che lo circonda, a non avere rispetto per l'ambiente in cui vive, per la creazione. Per questo, la prima ecologia che va difesa è "l'ecologia umana" (cfr. Benedetto XVI, enciclica Caritas in veritate, n. 51). Vale a dire che senza una chiara difesa della vita umana, dal concepimento fino alla morte naturale, senza una difesa della famiglia basata sul matrimonio fra un uomo e una donna, senza una vera difesa di quanti sono esclusi ed emarginati dalla società, senza dimenticare, in questo contesto, coloro che hanno perso tutto, vittime di disastri naturali, non si potrà mai parlare di un'autentica difesa dell'ambiente.
Ricordando che il dovere di tutelare l'ambiente è un imperativo che nasce dalla consapevolezza che Dio affida la Sua creazione all'uomo non perché eserciti su di essa un dominio arbitrario, ma perché la conservi e la curi come un figlio cura l'eredità di suo padre, e una grande eredità Dio l'ha affidata ai brasiliani, di buon grado imparto loro una propiziatrice Benedizione Apostolica.

Dal Vaticano, 16 febbraio 2011