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Gheddafi bombarda, il mondo discute

057q01cTRIPOLI, 9. Mentre le forze lealiste avanzano verso est - sta per capitolare Al Zawiyah dove i carri armati sono penetrati fino al centro della città e le truppe hanno sferrato un altro attacco, aereo e terrestre, a Ras Lanuf - il colonnello Muammar Gheddafi ha accusato gli occidentali di condurre un complotto colonialista contro il suo Paese per controllare i giacimenti petroliferi, tornando a sostenere che i terroristi di Al Qaeda sono dietro la rivolta scoppiata il 17 febbraio in Libia.
 Un areo libico è atterrato al Cairo con a bordo il generale Abdel Rahman Ben Ali El Said Al Sawi, responsabile delle forniture militari, che porta con sé un messaggio di Gheddafi al capo del consiglio supremo delle forze armate egiziano, Hussein Tantawi. La comunità internazionale, intanto, discute come intervenire per porre fine alle violenze mentre i ribelli hanno concesso 72 ore al raìs per lasciare il potere senza subire conseguenze penali.
Qualsiasi decisione su una no-fly zone nei cieli della Libia - se verrà imposta, ha detto Gheddafi, il popolo libico prenderà le armi - non sarà comunque degli Stati Uniti ma dell'Onu. Lo ha precisato il segretario di Stato americano, Hillary Clinton. "Penso - ha detto il capo della diplomazia di Washington - che sia molto importante che l'impegno non sia guidato dagli Stati Uniti perché la richiesta viene dalla gente in Libia.
Penso che questa decisione debba essere presa dall'Onu". La precisazione della Clinton arriva a qualche ora dalle dichiarazioni della Casa Bianca a seguito di una telefonata tra il presidente statunitense, Barack Obama e il premier britannuico, David Cameron, che si sono trovati d'accordo su un'azione ad ampio spettro per la crisi libica.
L'ipotesi di una no-fly zone sarà al centro delle discussioni che il vicepresidente americano Joe Biden avrà oggi e domani a Mosca. Anche se l'agenda ha connotati soprattutto bilaterali, tema d'attualità è la crisi libica in cui la Russia rimane contraria alla cosiddetta opzione militare per tutelare gli insorti dai raid di Gheddafi: Washington, invece, assieme a Francia e Gran Bretagna, grazie alle pressioni del mondo arabo, preme all'Onu per una no-fly zone sui cieli della Libia.
Nel frattempo, più aiuti in cambio di più democrazia e soprattutto di un maggior rispetto dei diritti umani: questa la nuova strategia alla base del piano Marshall - auspicato nei giorni scorsi dal presidente del Consiglio dei ministri italiano, Silvio Berlusconi - varato ieri dalla Commissione europea in vista del vertice straordinario dei capi di Stato e di Governo dei 27 che si terrà venerdì a Bruxelles proprio su questo tema. Inoltre, l'Ue, ha trovato un'intesa che ha spianato la strada all'estensione delle sanzioni contro il regime del colonnello Gheddafi.

(©L'Osservatore Romano 10 marzo 2011)