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Giornata mondiale del malato - Nelle celebrazioni a Calcutta e in Italia.

MotherTeresa AFPDonatella Coalova

L’11 febbraio i sofferenti di tutto il mondo, pur fra le nebbie e il gelo della prova, sono invitati a rinfrancare la speranza, a spalancare i cuori alla fiducia nella tenerezza materna di Maria, la Vergine sollecita che corre a curare santa Elisabetta, la Madre coraggiosa che sta ritta in piedi accanto alla croce di Gesù e di ogni suo figlio, la bianca Signora di Lourdes che si rivolge con lo stesso rispetto e delicatezza alla bambina delle periferie, la piccola Bernadette dello squallido Cachot, e a tutti gli ultimi della terra. La Giornata mondiale del malato fu istituita il 13 maggio 1992 da san Giovanni Paolo II che decise che si celebrasse regolarmente l’11 febbraio, nella festa della beata Vergine di Lourdes.

Quest’anno la ventisettesima Giornata ha come tema: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Matteo, 10, 8). I malati sono invitati a trovare consolazione nel dolcissimo sorriso della bianca Signora di Lourdes e pure in quello di una piccola donna dal cuore grande, anche lei vestita di bianco, con un umile sari bordato di azzurro: santa Teresa di Calcutta. «Santa Madre Teresa — sottolinea il Papa — ci aiuta a capire che l’unico criterio di azione dev’essere l’amore gratuito verso tutti senza distinzione di lingua, cultura, etnia o religione».
Proprio a Calcutta si tiene la celebrazione solenne della Giornata del malato, con un denso programma dal 9 all’11 febbraio. In preparazione a questi eventi, il cardinale Charles Maung Bo, arcivescovo di Yangon e presidente della Federazione delle conferenze episcopali dell’Asia (Fabc), ha rivolto ai fedeli un messaggio perché conservino i valori tradizionali che considerano il prendersi cura degli anziani e dei malati «un sacro dovere di rispetto e devozione», «un barometro che rivela la salute della società». Per la seconda volta l’India viene scelta come sede a livello mondiale della Giornata. Nel 2003, infatti, le celebrazioni si tennero a Vailankanni, nello stato federato del Tamil Nadu, dove si erge il santuario dedicato a Nostra Signora della Salute.
In questi giorni è giunta a Calcutta una delegazione del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, guidata dal cardinale prefetto Peter Kodwo Appiah Turkson. In loco sono presenti Patrick D’Rozario, arcivescovo di Dhaka e primo cardinale del Bangladesh, inviato speciale del Papa per la celebrazione, monsignor Thomas D’Souza, arcivescovo di Calcutta, monsignor Prakash Mallavarapu, arcivescovo di Visakhapatnam e presidente della Commissione per la salute della Conferenza episcopale cattolica dell’India, insieme a numerosi vescovi asiatici. La tre giorni prevede convegni e incontri di carattere teologico-pastorale, visite a centri di cura, solenni celebrazioni eucaristiche. E naturalmente un momento di riflessione e preghiera davanti alla tomba di Madre Teresa. La forza del suo insegnamento anima chi continua la sua opera, come mostra questo stralcio dell’ultima lettera inviata da suor Prema, attuale superiora delle Missionarie della Carità, ai suoi collaboratori: «Una delle nostre suore ha accettato con grande coraggio la sofferenza causata da un tumore. L’infermiera le aveva chiesto: “Credi veramente che la sofferenza sia meritoria?”. Rispose: “La sofferenza per se stessa non è meritoria, ma l’amore con cui soffriamo è meritorio”. Prego che Madre Teresa ci aiuti a crescere in un’unione intima con Gesù. Egli libererà i nostri cuori e le nostre menti dalla paura della sofferenza e della morte, così che anche le nostre vite, come quella della Madre, possano testimoniare che Dio è Amore e che è capace di trasformare ogni cosa per il nostro bene».
Anche in Italia la partecipazione alla Giornata mondiale del malato è molto sentita. È stato diffuso il materiale preparato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana. Praticamente in tutte le diocesi i vescovi presiedono apposite celebrazioni eucaristiche, a volte nelle cattedrali e nelle chiese, a volte negli ospedali. In particolare, a Torino si è appena tenuto un convegno sul tema della Giornata. E nella diocesi di Rossano-Cariati le reliquie di san Giuseppe Moscati sono state portate nei reparti di alcuni ospedali. Il 10 febbraio, il cardinale Angelo De Donatis, vicario del Papa per la diocesi di Roma, celebra alle 16 al santuario del Divino Amore la messa con gli ammalati. Lo stesso giorno, presso l’Istituto Serafico di Assisi, il vescovo, monsignor Domenico Sorrentino, presiede la celebrazione eucaristica per la Giornata, che sarà trasmessa in diretta dalla Rai.

© Osservatore Romano -10 febbraio 2019

 

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