Corpus Domini

leonardo_cena2

Colletta
Signore Gesù Cristo,
che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia
ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua,
fa' che adoriamo con viva fede
il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue,
per sentire sempre in noi i benefici della redenzione.
Tu sei Dio, e vivi e regni con Dio Padre...

Oppure:
Dio Padre buono,

che ci raduni in festosa assemblea
per celebrare il sacramento pasquale
del Corpo e Sangue del tuo Figlio,
donaci il tuo Spirito,
perché nella partecipazione al sommo bene
di tutta la Chiesa,
la nostra vita diventi un continuo rendimento di grazie,
espressione perfetta della lode
che sale a te da tutto il creato.
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 


Prima lettura 
Gen 14,18-20
Offrì pane e vino.
 
Dal libro della Gènesi

In quei giorni, Melchìsedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abram con queste parole:
«Sia benedetto Abram dal Dio altissimo,
creatore del cielo e della terra,
e benedetto sia il Dio altissimo,
che ti ha messo in mano i tuoi nemici».
E [Abramo] diede a lui la decima di tutto.

Parola di Dio 
 


Salmo responsoriale 
Sal 109
 
Tu sei sacerdote per sempre, Cristo Signore.

Oracolo del Signore al mio signore:
«Siedi alla mia destra
finché io ponga i tuoi nemici
a sgabello dei tuoi piedi».

Lo scettro del tuo potere
stende il Signore da Sion:
domina in mezzo ai tuoi nemici!

A te il principato
nel giorno della tua potenza
tra santi splendori;
dal seno dell'aurora,
come rugiada, io ti ho generato.

Il Signore ha giurato e non si pente:
«Tu sei sacerdote per sempre
al modo di Melchìsedek». 



Seconda lettura 
1Cor 11,23-26
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore.
 
Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, io ho ricevuto dal Signore quello che a mia volta vi ho trasmesso: il Signore Gesù, nella notte in cui veniva tradito, prese del pane e, dopo aver reso grazie, lo spezzò e disse: «Questo è il mio corpo, che è per voi; fate questo in memoria di me».
Allo stesso modo, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: «Questo calice è la Nuova Alleanza nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne bevete, in memoria di me».
Ogni volta infatti che mangiate questo pane e bevete al calice, voi annunciate la morte del Signore, finché egli venga.

Parola di Dio 
 


 Sequenza
[Sion, loda il Salvatore,
la tua guida, il tuo pastore
con inni e cantici.

Impegna tutto il tuo fervore:
egli supera ogni lode,
non vi è canto che sia degno.

Pane vivo, che dà vita:
questo è tema del tuo canto,
oggetto della lode.

Veramente fu donato
agli apostoli riuniti
in fraterna e sacra cena.

Lode piena e risonante,
gioia nobile e serena
sgorghi oggi dallo spirito.

Questa è la festa solenne
nella quale celebriamo
la prima sacra cena.

È il banchetto del nuovo Re,
nuova Pasqua, nuova legge;
e l'antico è giunto a termine.

Cede al nuovo il rito antico,
la realtà disperde l'ombra:
luce, non più tenebra.

Cristo lascia in sua memoria
ciò che ha fatto nella cena:
noi lo rinnoviamo.

Obbedienti al suo comando,
consacriamo il pane e il vino,
ostia di salvezza.

È certezza a noi cristiani:
si trasforma il pane in carne,
si fa sangue il vino.

Tu non vedi, non comprendi,
ma la fede ti conferma,
oltre la natura.

È un segno ciò che appare:
nasconde nel mistero
realtà sublimi.

Mangi carne, bevi sangue;
ma rimane Cristo intero
in ciascuna specie.

Chi ne mangia non lo spezza,
né separa, né divide:
intatto lo riceve.

Siano uno, siano mille,
ugualmente lo ricevono:
mai è consumato.

Vanno i buoni, vanno gli empi;
ma diversa ne è la sorte:
vita o morte provoca.

Vita ai buoni, morte agli empi:
nella stessa comunione
ben diverso è l'esito!

Quando spezzi il sacramento
non temere, ma ricorda:
Cristo è tanto in ogni parte,
quanto nell'intero.

È diviso solo il segno
non si tocca la sostanza;
nulla è diminuito
della sua persona.]

Ecco il pane degli angeli,
pane dei pellegrini,
vero pane dei figli:
non dev'essere gettato.

Con i simboli è annunziato,
in Isacco dato a morte,
nell'agnello della Pasqua,
nella manna data ai padri.

Buon pastore, vero pane,
o Gesù, pietà di noi:
nutrici e difendici,
portaci ai beni eterni
nella terra dei viventi.

Tu che tutto sai e puoi,
che ci nutri sulla terra,
conduci i tuoi fratelli
alla tavola del cielo
nella gioia dei tuoi santi.

 Canto al Vangelo (Gv 6,51)
Alleluia, alleluia.

Io sono il pane vivo, disceso dal cielo, dice il Signore,
se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
Alleluia.
 


Vangelo 
Lc 9,11-17
Tutti mangiarono a sazietà.
 
+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure.
Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta».
Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C'erano infatti circa cinquemila uomini.
Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti.
Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

Parola del Signore
 


Commento


Il pane donato nella moltiplicazione, sovrabbondante, alla folla bisognosa è figura della sovrabbondanza Eucaristica del Giovedì Santo.
Figura, segno anticipazione e richiamo.
Tuttavia Gesù è bene attento che il suo posto tra la gente non venga confuso con una dimensione sociale, taumaturgica, politica.
Gesù lo dice chiaramente. Egli è venuto per far vedere il volto del Padre non per risolvere i problemi di questo mondo.

Ciò non toglie che il vangelo illumina socialmente e se vogliamo anche politicamente tutto l'uomo.
Ma il Vangelo è altro: è la caparra di ciò che siamo chiamati ad essere presso Dio.
Se l'uomo cambia, si converte, riconosce al Padre il suo posto e vive da figlio.
Allora, si cambia "il mondano", l'essere nel mondo dell'uomo.
Ma questo è una conseguenza della scelta del cuore: essere amato da Dio in Cristo e amare come Dio ama e smettere con il peccato.
Tutto il resto viene dopo e tutto il resto si cerca solo se viene dopo.

La festa Eucaristica del Corpus Domini, del Corpo del Signore è la festa della presenza di Gesù nel mondo.
Egli è l'Emmanuele, il Dio che regna nella povertà del pane e del vino; Dio che si manifesta nella povertà del sacerdote sull'altare.
E' dunque festa della fede, cioè delle cose che si credono perché si vedono con la sapienza del cuore.
Il collirio di questa fede, pura, sana, recta è quanto mai necessario per vedere Dio.
Amarlo nella Chiesa (povera e misera, grande e meravigliosa allo stesso tempo), amarlo dove si nasconde, amarlo nelle situazioni più piccole ed umili, amarlo nella difficoltà e nella tribolazione.
Amarlo nella sconfitta e nella gioia.
Amarlo nell'umiliazione e nella grandezza.

L'Eucarestia dunque si comprende nella fede e genera fede.
Alimenta la sapienza del cuore. La illumina di Scienza.
Stuzzica l'intelletto.
Per questo il tempo passato davanti a Lui nell'adorazione silenziosa è il più fecondo sia per chi lo vive,
che per la Chiesa, che per l'umanità intera.


E' quel silenzio adorante che cambia i cuori. Trasforma i deserti in oasi. I peccatori in santi.
E' quel silenzio che moltiplica la grazia e nutre del pane che non perisce.
E' quel silenzio che sprigiona, dall'impotenza nostra, la potenza di Dio.
E' quel silenzio che azzittisce satana nel nostro cuore e trasforma l'uomo vecchio nell'uomo vero e nuovo.
E' li, davanti all'Eucarestia, che Dio regna con la disarmata innocenza di un bimbo.
E' li che ognuno finalmente conosce se stesso e volentieri si fa servo inutile dell'amore del Padre.

Maria

vd anche
Alcune “note difficili” intorno all’#esortazione Amoris Lætitia



Meditazioni offerte dal Monastero del Sacro Cuore

pdflectio_domenicale_corpus_domini_anno_c.pdf


congregatione-cleroCitazioni:

Gen 14,18-20:                        www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9a10len.htm  

1Cor 11,23-26:                      www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9bdrzwk.htm  

Lc 9,11b-17:                          www.clerus.org/bibliaclerusonline/it/9arbcfi.htm


Il tempo pasquale è ormai terminato con la domenica di Pentecoste, ma la Chiesa ci permette di avvertire ancora la sua atmosfera gioiosa e festante con alcune solennità che ne perpetuano non solo il ricordo, ma ci consentono di approfondire il grande mistero di Cristo che nella Pasqua di resurrezione ha avuto il suo culmine.

Tra queste solennità, primeggia quella del Corpo e Sangue del Signore, molto sentita nella pietà popolare, e che intende farci avvertire sempre più il grande mistero di amore di Dio che è stato riversato sugli uomini divenendo addirittura cibo per tutti noi.

La solennità fu istituita dal Papa Urbano IV, che la estese nel 1264 alla Chiesa universale, in seguito allo straordinario miracolo eucaristico di Bolsena.

Il prodigioso evento, in realtà, fu semplicemente di stimolo, quasi provvidenziale provocazione, che fece emergere ciò che da tempo era maturato nella coscienza del popolo cristiano, ossia l’intimo bisogno:

   di esprimere lo stupore di fronte a questo dono ineffabile di Dio: la Santissima Eucaristia;

   di soffermarsi in profonda meditazione, per gustare questo mistero che è la sintesi della fede cristiana;

   di manifestare nella forma più solenne la gioia per la realtà della presenza reale e sacrificale di Cristo;

   di proclamare la piena accoglienza di Colui che, per mezzo del Sacrificio eucaristico, ha voluto prendere stabile dimora presso di noi, ha voluto farsi cibo per alimentarci nel difficile cammino della vita e quindi saziarci di quella fame di Dio, che tutti in fondo avvertiamo.

La pietà cristiana ha avvertito la necessità di una manifestazione gioiosa e solenne di fede verso Gesù eucaristico. E dato che non si può realizzare una tale dimostrazione nel Giovedì Santo – giorno in cui fu istituita l’Eucarestia, ma anche apre al grande giorno della Passione – oggi la Chiesa nella sua universalità esplode in un inno di gioia, portando Gesù Eucaristia per le strade e rendendoGli pubblicamente quell’onore e quell’adorazione che Gli è dovuta, in quanto Egli ha donato Se stesso come stabile viatico, alimento vivo per le nostre anime.

A queste conclusioni ci portano le letture della liturgia della Parola di oggi, presentandoci il mistero eucaristico nel segno di quel pane e di quel vino che vengono offerti e trasformati per la salvezza degli uomini.

La prima lettura richiama una delle prefigurazioni più significative del mistero eucaristico. Infatti, nel racconto della Genesi, è Melchisedek, re di giustizia e di Salem (cioè di pace), che offre pane e vino ad Abramo, l’uomo delle promesse di Dio, accompagnandoli con una duplice benedizione, ad Abramo e a Dio.

Si intravede, nel racconto, il segno della realtà finale: Cristo, re di giustizia e di pace, offre Se stesso al popolo nuovo della promessa e offre giustizia e pace, i due beni primari dell’uomo, che nel Nuovo Testamento sono soprattutto doni spirituali ed escatologici, senza escludere i risvolti storici.

Nel tempo nuovo l’offerta del pane e del vino è l’Eucarestia, cioè lode e ringraziamento al Padre da parte dell’unico ed eterno Sacerdote, Gesù Cristo, il quale con l’offerta di Se stesso realizza anche l’ultima ed efficace benedizione dell’uomo.

È il segnale di quella nuova ed eterna alleanza siglata con il Padre celeste e che porta alla salvezza. Perché, cibandosi del suo Corpo, si realizza la vita eterna.

Nel racconto evangelico, san Luca intravede, nel miracolo nella moltiplicazione dei pani e dei pesci, un segno del nuovo pane. Gesù compì quel miracolo per compassione della folla che lo seguiva da diversi giorni, affamata della Sua parola e dimentica persino del cibo materiale. Il Signore, quindi, offre un cibo abbondante per saziare la loro fame. Possiamo affermare che Gesù aveva già nel cuore il disegno di dar loro un pane diverso, un pane cioè che poteva ristabilire e definire una intimità più profonda di Dio con gli uomini; un pane che poteva offrire libero accesso a Dio di penetrare nel nostro corpo e amalgamare la nostra carne con la Sua carne, il nostro sangue con il Suo.

San Luca, quasi a confermare questo progetto, narra il miracolo menzionando gli stessi gesti che Gesù compirà poi durante l’ultima cena.

Infine san Paolo, nella seconda lettura, ricorda le parole di Gesù e ci invita a che questo memoriale sia ripetuto fino alla venuta del Signore, permettendo così che si possa esprimere tutta la nostra fedeltà alla volontà di Cristo:

   fedeltà che è memoria, perché rappresentazione sempre attuale del mistero di Cristo: della Sua morte e resurrezione;

   fedeltà che è comunione, perché mangiando del Suo Corpo ci poniamo in comunione con il Risorto realizzando in terra quel legame con Cristo, simile a quello che avviene tra il Padre e il Figlio;

   fedeltà che è speranza, in quanto nutrendoci con l’Eucarestia è Gesù stesso che ci assicura la vita eterna.






Preghiera dei fedeli




Introduzione del sacerdote

Ci rivolgiamo a Gesù che ci raduna in questa Eucaristia, si offre a noi come pane di vita e cammina con noi.

1.    Signore Gesù, Tu accompagni il popolo cristiano nel cammino della vita; donaci il pane dell’Eucaristia che sazia la nostra fame, rende lieta la speranza e forte la fede,

Ti preghiamo: SIGNORE ASCOLTA LA NOSTRA PREGHIERA



2.    O Signore, Ti preghiamo per la tua Chiesa, che tu raduni ogni domenica nella Messa; rendici uniti e fedeli attorno a te ogni domenica, insieme con i nostri pastori e in comunione con tutti fratelli cristiani

              Ti preghiamo: SIGNORE ASCOLTA LA NOSTRA PREGHIERA



3.    Verso la conclusione di quest’anno pastorale e dell’anno catechistico domandiamo la grazia della fede e della fedeltà per le nostre famiglie e i ragazzi, per un’estate lieta e una vita buona

              Ti preghiamo: SIGNORE ASCOLTA LA NOSTRA PREGHIERA



4.    Signore, accompagna con la tua grazia la nostra nazione e tutti i popoli. Sostieni il desiderio di bene, il bisogno di fraternità, la speranza di pace per tutto il mondo,

Ti preghiamo: SIGNORE ASCOLTA LA NOSTRA PREGHIERA



Conclusione del sacerdote

Domandiamo o Signore Gesù che la grazia della tua presenza nell’Eucaristia ci stringa a te, Pastore e nutrimento del tuo popolo. Donaci unità, pace, fraternità.

Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.