XX domenica del Tempo Ordinario - Anno A

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O Dio, che hai preparato beni invisibili
per coloro che ti amano,
infondi in noi la dolcezza del tuo amore,
perché, amandoti in ogni cosa e sopra ogni cosa,
otteniamo i beni da te promessi,
che superano ogni desiderio.

Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Padre, che nell'accondiscendenza del tuo Figlio
mite e umile di cuore
hai compiuto il disegno universale di salvezza,
rivestici dei suoi sentimenti,
perché rendiamo continua testimonianza
con le parole e con le opere
al tuo amore eterno e fedele.
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 


Prima lettura 
Is 56,1.6-7
Condurrò gli stranieri sul mio monte santo. 
Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Osservate il diritto e praticate la giustizia,
perché la mia salvezza sta per venire,
la mia giustizia sta per rivelarsi.
Gli stranieri, che hanno aderito al Signore per servirlo
e per amare il nome del Signore,
e per essere suoi servi,
quanti si guardano dal profanare il sabato
e restano fermi nella mia alleanza,
li condurrò sul mio monte santo
e li colmerò di gioia nella mia casa di preghiera.
I loro olocausti e i loro sacrifici
saranno graditi sul mio altare,
perché la mia casa si chiamerà
casa di preghiera per tutti i popoli».

Parola di Dio 

Salmo responsoriale 
Sal 66
 

Popoli tutti, lodate il Signore.

Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
perché si conosca sulla terra la tua via,
la tua salvezza fra tutte le genti.

Gioiscano le nazioni e si rallegrino,
perché tu giudichi i popoli con rettitudine,
governi le nazioni sulla terra.

Ti lodino i popoli, o Dio,
ti lodino i popoli tutti.
Ci benedica Dio e lo temano
tutti i confini della terra. 


Seconda lettura 
Rm 11,13-15.29-32
I doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili per Israele.
 

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, a voi, genti, ecco che cosa dico: come apostolo delle genti, io faccio onore al mio ministero, nella speranza di suscitare la gelosia di quelli del mio sangue e di salvarne alcuni. Se infatti il loro essere rifiutati è stata una riconciliazione del mondo, che cosa sarà la loro riammissione se non una vita dai morti?
Infatti i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!
Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia a motivo della loro disobbedienza, così anch'essi ora sono diventati disobbedienti a motivo della misericordia da voi ricevuta, perché anch'essi ottengano misericordia.
Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per essere misericordioso verso tutti!

Parola di Dio 


Canto al Vangelo (Mt 4,23)
Alleluia, alleluia.
Gesù annunciava il vangelo del Regno
e guariva ogni sorta di infermità nel popolo.
Alleluia.



Vangelo 
Mt 15,21-28
Donna, grande è la tua fede!
 

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, partito di là, Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidòne. Ed ecco una donna Cananèa, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola.
Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d'Israele».
Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore - disse la donna -, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni».
Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell'istante sua figlia fu guarita.





Commento


"L'uno e l'altro è nato in essa e l'Altissimo la tiene salda"  (Sal.87,5)

Nel nostro credo noi riconosciamo una "Chiesa Cattolica", cioè Universale, che abbraccia l'umanità intera perché la salvezza è per tutti. Spesso non riflettiamo abbastanza su questa parola.
Recitiamo la nostra professione di fede quasi meccanicamente e ci sfugge il senso di ciò che diciamo; del resto lo facciamo anche con le preghiere a memori ripetendole come pappagalli. Dov'è il nostro fervore? La nostra passione iniziale, quella della prima conversione, del nostro decidersi per Dio? Dov'è l'intimità e la relazione?

Fortunatamente Dio Padre è paziente e misericordioso, ha cura di ogni sua creatura, ci conosce più profondamente di quanto noi stessi ci conosciamo e suscita in noi, attraverso lo Spirito Santo, stimoli di attenzione improvvisi e inattesi. Ritornando alla parola "Chiesa Cattolica", cioè convocazione universale, nel catechismo è scritto che Dio "convoca tutti gli uomini, dispersi dal peccato, nell'unità della sua famiglia" (CDC1) ed ancora "essa è cattolica perché inviata da Cristo alla totalità del genere umano" (CDC831). Non c'è differenza da Adamo in poi, ogni creatura appartiene a Dio e a Lui ritorna attraverso Suo Figlio Gesù Cristo.  
Nell'ultima cena Gesù alzando il calice disse: "Bevetene tutti" (Mt.26,27). Quella parola "tutti" mi ha fatto spesso pensare alle nostre discriminazioni, giudizi e pregiudizi verso gli altri, quelli che noi giudichiamo peccatori mettendoci al posto di Dio, ritenendoci i "perfetti" solo perché diciamo di credere. Farisei non di nascita ma di fatto!  Abbiamo dimenticato di essere figli di quella "Cananea", di essere cioè i pagani venuti alla fede per Grazia di una Evangelizzazione voluta da Cristo: "Andate, dunque e ammaestrate tutte le nazioni" (Mt.28,19).   L'umiltà e la fede di quella donna che si accontenta delle briciole si scontra  con l'altezzosità di chi si sente giusto perché coltivo il proprio orticello alla perfezione nella "sua" parrocchia, nella "sua" comunità, nella "sua" vita.  Dovremmo fare le parte del fratello minore della parabola del Padre Misericordioso che torna all'abbraccio del Padre e invece ci comportiamo come il fratello maggiore senza esserlo.
No, non lo siamo!
E se anche lo fossimo lo siamo solo nella misura del servizio e nella disponibilità a condividere totalmente ciò che abbiamo ricevuto gratuitamente. Essere cattolici significa infatti avere il cuore aperto di Dio e il grembiule del servizio ai fianchi.
I nostri fratelli maggiori nella fede, il popolo prescelto da Dio, non hanno mai perso la loro elezione pur avendo rifiutato Cristo e rimangono oggetto della speciale attenzione del Padre che aspetta a braccia aperte anche il loro ritorno, e proprio il loro rifiuto di allora ha permesso il nostro essere nella chiesa di ora.  La chiesa missionaria, la chiesa universale, la chiesa "corpo di Cristo" a braccia aperte sulla croce, che attira e abbraccia l'universo intero.
E' la chiesa della straniera Cananea a cui Gesù, dopo averne provato la fede, concede la Grazia: la guarigione della figlia, la nostra guarigione. La Cananea nostra chiesa mediatrice che riconosce nel Signore colui che non fa differenze, come dice S.Paolo nella lettera ai Romani: "Non c'è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che Lui stesso è il Signore di tutti" (Rm.10.12).   La chiesa di colui che tutto accoglie, pur nella verità e nella carità, rendendoci sue membra.
La chiesa madre che ci riporta alla memoria un'altra madre, Maria, che intercede costantemente per noi, senza distinzioni, che ha portato in grembo l'universo intero nell'unità del Figlio di Dio; madre di quella maternità viscerale seconda solo a quella di Dio che è Padre e Madre. Orante perfetta di tutti i viventi è l'espressione del fluire costante della grazia di Dio verso ogni creatura, portatrice di fede, quella fede che rompe i silenzi di Dio, fede che supplica, che chiede misericordia. E il Padre si china benedicendo il mondo intero e ripetendo il Suo si al Figlio e alla Madre.

"Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco era cosa molto buona"  (Gen.1,31)

Edda




Sussidio proposto dal monastero del Sacro Cuore

docAnno_A_XX_Domenica_TO.doc


Martedì della XXIX settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Maria Bertilla Boscardin, vergine (1888-1922)

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