La centralità ontologica e liturgica della proclamazione Dossologica

 

La centralità ontologica e liturgica della proclamazione Dossologica al termine della preghiera eucaristica nella Santa Messa


Traccia di formazione liturgica


  • - La Santissima Trinità nella celebrazione eucaristica:
  • - La Trinità fa "liturgia" in sé
  • - Il nostro dare culto è riconoscere l'Amore Trinitario ed esserne coinvolti
  • - La liturgia è anzitutto una chiamata
  • - Partecipi di misteri immensi che "significano" il nostro quotidiano
  • - L'Amore Trinitario misura di tutte le cose e delle scelte
  • - Liturgia e cammino vocazionale sono legati inscindibilmente
  • - Le proclamazioni dossologiche sono centro della realtà liturgica

  • - I richiami veterotestamentari:
  • - Gn. 1,1ss - atto trinitario ad extra
  • - Sl. 150, 5 Tutta la creazione torna a Dio nella lode con la punta fra le creature che è l'uomo

  • - La centralità dell'Incarnazione:
  • - Gv. 1,1ss En arché - la descrizione dell'atto creativo. L'atto creativo non è una tantum ma continuo, come la liturgia
  • - La liturgia, dunque è un atto creativo e trasfigurativo
  • - Lc. 1,26 il si di Maria - atto liturgico
  • - Il Pater preghiera compiuta
  • - Gv. 17 la preghiera sacerdotale
  • - Le Eulogie paoline Efesini e Colossesi - testimonianza della coscienza teologico-liturgica delle prime comunità e della mistica paolina

  • - Il significato dell'Amen eterno e storico:
  • - Gs. 24,24 la grande assemblea di Sichem - scegliere Dio prima di capirlo - sceglierlo concretamente -sceglierlo personalmente e assieme
  • - Fare e capire, non è possibile il contrario
  • - Sl. 40
  • - Amen di Maria
  • - Amen di Gesù Eb. 5,8 e 10,1ss Cristo è la nuova alleanza è il sacerdozio e il sacerdote, altare e vittima
  • - Amen è legato al si! Vocazionale e alla fedeltà
  • - La simbologia dell'innalzamento; il celebrante alza il calice e la patena al Cielo e la tiene sostenuta nell'Amen corale

  • - L'importanza del Canto come autentica di Solennità:
  • - Il canto rende solenni i gesti liturgici
  • - Sacrosanctum Concilium: Educazione allo spirito liturgico 29. Anche i ministranti, i lettori, i commentatori e i membri della « schola cantorum » svolgono un vero ministero liturgico. Essi perciò esercitino il proprio ufficio con quella sincera pietà e con quel buon ordine che conviene a un così grande ministero e che il popolo di Dio esige giustamente da essi. Bisogna dunque che tali persone siano educate con cura, ognuna secondo la propria condizione, allo spirito liturgico, e siano formate a svolgere la propria parte secondo le norme stabilite e con ordine.
  • - Partecipazione attiva dei fedeli 30. Per promuovere la partecipazione attiva, si curino le acclamazioni dei fedeli, le risposte, il canto dei salmi, le antifone, i canti, nonché le azioni e i gesti e l'atteggiamento del corpo. Si osservi anche, a tempo debito, un sacro silenzio.
  • - Cristo Gesù, il sommo sacerdote della nuova ed eterna alleanza, prendendo la natura umana, ha introdotto in questo esilio terrestre quell'inno che viene eternamente cantato nelle dimore celesti Egli unisce a sé tutta l'umanità e se l'associa nell'elevare questo divino canto di lode. (SC. 83)

  • - La partecipazione assembleare ineludibile:
  • - La Trinità richiede comunione e armonia orchestrata della lode

 

LA MUSICA SACRA   (Dalla Sacrosanctum Concilium)

Dignità della musica sacra

112. La tradizione musicale della Chiesa costituisce un patrimonio d'inestimabile valore, che eccelle tra le altre espressioni dell'arte, specialmente per il fatto che il canto sacro, unito alle parole, è parte necessaria ed integrante della liturgia solenne. Il canto sacro è stato lodato sia dalla sacra Scrittura, sia dai Padri, sia dai romani Pontefici; costoro recentemente, a cominciare da S. Pio X, hanno sottolineato con insistenza il compito ministeriale della musica sacra nel culto divino. Perciò la musica sacra sarà tanto più santa quanto più strettamente sarà unita all'azione liturgica, sia dando alla preghiera un'espressione più soave e favorendo l'unanimità, sia arricchendo di maggior solennità i riti sacri. La Chiesa poi approva e ammette nel culto divino tutte le forme della vera arte, purché dotate delle qualità necessarie. Perciò il sacro Concilio, conservando le norme e le prescrizioni della disciplina e della tradizione ecclesiastica e considerando il fine della musica sacra, che è la gloria di Dio e la santificazione dei fedeli, stabilisce quanto segue.

La liturgia solenne

113. L'azione liturgica riveste una forma più nobile quando i divini uffici sono celebrati solennemente con il canto, con i sacri ministri e la partecipazione attiva del popolo. Quanto all'uso della lingua, si osservi l'art. 36; per la messa l'art. 54; per i sacramenti l'art. 63; per l'ufficio divino l'art. 101.

114. Si conservi e si incrementi con grande cura il patrimonio della musica sacra. Si promuovano con impegno le « scholae cantorum » in specie presso le chiese cattedrali. I vescovi e gli altri pastori d'anime curino diligentemente che in ogni azione sacra celebrata con il canto tutta l'assemblea dei fedeli possa partecipare attivamente, a norma degli articoli 28 e 30.

Formazione musicale

115. Si curi molto la formazione e la pratica musicale nei seminari, nei noviziati dei religiosi e delle religiose e negli studentati, come pure negli altri istituti e scuole cattoliche. Per raggiungere questa formazione si abbia cura di preparare i maestri destinati all'insegnamento della musica sacra. Si raccomanda, inoltre, dove è possibile, l'erezione di istituti superiori di musica sacra. Ai musicisti, ai cantori e in primo luogo ai fanciulli si dia anche una vera formazione liturgica.

Canto gregoriano e polifonico

116. La Chiesa riconosce il canto gregoriano come canto proprio della liturgia romana; perciò nelle azioni liturgiche, a parità di condizioni, gli si riservi il posto principale. Gli altri generi di musica sacra, e specialmente la polifonia, non si escludono affatto dalla celebrazione dei divini uffici, purché rispondano allo spirito dell'azione liturgica, a norma dell'art. 30.

117. Si conduca a termine l'edizione tipica dei libri di canto gregoriano; anzi, si prepari un'edizione più critica dei libri già editi dopo la riforma di S. Pio X. Conviene inoltre che si prepari un'edizione che contenga melodie più semplici, ad uso delle chiese più piccole.

Canti religiosi popolari

118. Si promuova con impegno il canto religioso popolare in modo che nei pii e sacri esercizi, come pure nelle stesse azioni liturgiche, secondo le norme stabilite dalle rubriche, possano risuonare le voci dei fedeli.

La musica sacra nelle missioni

119. In alcune regioni, specialmente nelle missioni, si trovano popoli con una propria tradizione musicale, la quale ha grande importanza nella loro vita religiosa e sociale. A questa musica si dia il dovuto riconoscimento e il posto conveniente tanto nell'educazione del senso religioso di quei popoli, quanto nell'adattare il culto alla loro indole, a norma degli articoli 39 e 40. Perciò, nella formazione musicale dei missionari si procuri diligentemente che, per quanto è possibile, essi siano in grado di promuovere la musica tradizionale di quei popoli, tanto nelle scuole, quanto nelle azioni sacre.

L'organo e gli strumenti musicali

120. Nella Chiesa latina si abbia in grande onore l'organo a canne, strumento musicale tradizionale, il cui suono è in grado di aggiungere un notevole splendore alle cerimonie della Chiesa, e di elevare potentemente gli animi a Dio e alle cose celesti. Altri strumenti, poi, si possono ammettere nel culto divino, a giudizio e con il consenso della competente autorità ecclesiastica territoriale, a norma degli articoli 22-2, 37 e 40, purché siano adatti all'uso sacro o vi si possano adattare, convengano alla dignità del tempio e favoriscano veramente l'edificazione dei fedeli.

Missione dei compositori

121. I musicisti animati da spirito cristiano comprendano di essere chiamati a coltivare la musica sacra e ad accrescere il suo patrimonio. Compongano melodie che abbiano le caratteristiche della vera musica sacra; che possano essere cantate non solo dalle maggiori « scholae cantorum », ma che convengano anche alle « scholae » minori, e che favoriscano la partecipazione attiva di tutta l'assemblea dei fedeli. I testi destinati al canto sacro siano conformi alla dottrina cattolica, anzi siano presi di preferenza dalla sacra Scrittura e dalle fonti liturgiche.

Venerdì della XXXIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

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