La triplice dimensione della preghiera

sorgente di vitaLa preghiera per il cristiano è “l’elevazione dell’anima a Dio o la domanda a Dio di beni conformi alla sua volontà. […]
È relazione personale e viva dei figli di Dio con il loro Padre infinitamente buono, con il Figlio suo Gesù Cristo e con lo Spirito Santo che abita nel loro cuore” (Compendio CCC n. 534).
Questa definizione, oltre ad evidenziare il carattere dialogico della preghiera, fornisce anche le premesse con cui affrontarla per rafforzare il legame tra l’uomo ed il suo Creatore, affinché essa possa divenire realmente efficace, manifestando all’uomo la volontà del Signore, rendendolo veramente immagine di Dio ed evitando il rischio opposto, cioè quello di trasformare Dio a nostra immagine e somiglianza, cadendo in una mera idolatria o dando luogo a superficiale devozionismo.



Una prima fondamentale premessa è la disposizione all'ascolto della Parola. Questa dimensione, già di importanza centrale nel popolo ebraico - si pensi all'espressione Shem'a Israel - è spesso sinonimo di comprensione profonda, intima, dell'animo, di interiorizzazione autentica. Non solo, ma la percezione di determinate realtà, del significato di molte parole, dipende proprio da  quest'ascolto, cui segue l'accoglienza della Parola, non potendosi accogliere, infatti, ciò che non si è ascoltato.
Una seconda premessa è bene espressa dal Catechismo della Chiesa Cattolica, quando afferma che "la preghiera cristiana di preferenza si sofferma a meditare i misteri di Cristo [...]. [... Non solo, ma essa] deve tendere più lontano: alla conoscenza d'amore del Signore Gesù, all'unione con lui" (n. 2708), lasciando intendere l'essenzialità della fede nel mistero celebrato, senza la quale non è possibile realizzare alcun memoriale, in grado di attualizzare l'evento salvifico di Cristo, rendendolo presente ai fedeli nelle sue stesse dimensioni salvifiche e proiettandolo verso il futuro.
Da quanto appena detto, segue che la preghiera coinvolge l'uomo con la mente e con il cuore; è importante, dunque, una partecipazione attiva alla celebrazione, unendo i propri sentimenti a quelli di Cristo.
Dio parla ad un'assemblea, in particolare parla ad ogni uomo; quanto vissuto nel mistero entra, così, nella vita del cristiano, nella nostra vita.
A partire da questi presupposti, è possibile per noi cristiani immergerci nella dimensione della preghiera; in particolare essa possiede una tridimensionalità, nel senso che:
1)    nasce dal di dentro della Trinità, non è esterna ad essa, in questo modo acquista un aspetto teocentrico, cristocentrico e pneumocentrico; Cristo è il modello della preghiera, Egli offre costantemente se stesso al Padre e, quindi, essendo noi cristiani corpo mistico di Cristo, Egli offre anche noi stessi; lo Spirito, poi, agisce nella persona e nella comunità, è il grande educatore alla preghiera, ci conduce verso una conversione continua;
2)    ha una densità ecclesiale-comunitaria; ecclesiale in quanto evidenziata particolarmente dai tre sacramenti dell'iniziazione cristiana: il Battesimo, la Confermazione e l'Eucaristia; comunitaria in quanto è Cristo stesso ad insegnarci a pregare insieme per i nostri fratelli, facendoci dono della Preghiera del Signore, che inizia proprio con Padre nostro, la quale fonda tutto il senso e l'importanza della comunione nella Chiesa (cf. CCC n. 2768);
3)    ha un carattere antropologico, in quanto coinvolge tutto l'uomo, tutti i sentimenti dell'uomo possono essere fonte di preghiera, tutto l'uomo è posto entro la preghiera della Chiesa e nulla di esso resta estraneo.

La preghiera è, sostanzialmente, per l'uomo e non solo dell'uomo, essa resta, innanzitutto, dono di Dio, come anche suo dono è la fede.
Dono, dunque, da chiedere continuamente. L'azione costante della grazia nel credente e del credente nella grazia è l'humus della preghiera.
Preghiera dona preghiera, come un "gorgoglio" incessante alla presenza dell'Altissimo.
È chiaro che la fede è premessa di ogni preghiera, come anche ogni preghiera che l'uomo possa fare è già contenuta nella Preghiera del Padre, quest'ultima, infatti, racchiude in sé tutto quanto l'uomo possa lecitamente desiderare e sperare agli occhi di Dio.


Bibliografia
-    Bibbia di Gerusalemme, 1993, EDB 12a Ed.
-    Catechismo della Chiesa Cattolica (CCC), 1992, Libreria Editrice Vaticana
-    Compendio CCC, 2005, Libreria Editrice Vaticana
-    Dispense, a cura del prof. A. Cappelli
-    Materiale reperito in internet


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