Attendere il Signore

teofania 13

Come sono belle le tue tende, Giacobbe,

le tue dimore, Israele! (Dalla prima lettura della S. Messa del giorno - Nm 24,2-7.15-17)

 

Attendere, aspettare, desiderare non è solo un atto singolo e personale, ma, come ogni atto autentico di preghiera, un gesto ecclesiale. Con la Chiesa, nella Chiesa e per la Chiesa attendo che il Signore venga.

Offro, per quanto possibile, come Maria, una tenda. La tenda della mia persona. Del mio cuore, dei miei desideri, delle mie ansie, della mia carne e persino delle mie incertezze e paure. Mi offro per l'attesa.

Sono proteso nell'attesa.

Nello Spirito Santo e con la Sposa grido, ogni momento, "Vieni Signore Gesù! Maranatha!". "Non tardare".

La venuta compiuta di Cristo nella storia dipende dal mio e dal nostro desiderio.

Da quanto esso sia autentico, polarizzato, incessante e da quanto sia nella comunione affettiva ed effettiva con Pietro, con la gerarchia, con tutti i fratelli.

Ogni micro "scisma o eresia" spezzano e rallentano il desiderio, il fare tenda.

La Verità, il Perdono, la Carità, unite dalla Giustizia, accelerano la Sua venuta.

Questo è il momento della salvezza, Egli viene non tarderà.

"Ecco faccio una cosa nuova.. non ve ne accorgete?" Grida il Signore nel nostro cuore.

Si spiani ogni monte e ogni valle sia colmata, ogni asperità e durezza sia ammorbidità e ogni baratro sia riempito,

ogni catena sia frantumata e ogni fantasma svanisca.

Egli viene nella nostra tenda.

E che più?