Abramo padre nella fede, maestro nell'ascolto, cantore delle meraviglie di Dio

sacrificio-isacco-caravaggio.jpgTraccia di ritiro quaresimale 2009

Preambolo

Il sacrificio di Isacco è l’asse che sostiene tutto il cammino e la fede di Abramo.

E’ stato un evento preparato dalla pedagogia di Dio:

intreccio tra grazia e natura inscindibile.


La chiamata di Dio non segue sempre la logica della buona educazione, del “permesso?”,
dei privilegi, ma, talvolta, irrompe.

Ed è una grazia.

 

La chiamata di Abramo è stata preparata da:

 


onestà/umiltà

desiderio di senso

risposta trasparente alle richieste del cuore


Qui Dio parla: “Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria

e dalla casa di tuo padre,

verso il paese che io ti indicherò.

[2]Farò di te un grande popolo

e ti benedirò,

renderò grande il tuo nome

e diventerai una benedizione.

[3]Benedirò coloro che ti benediranno

e coloro che ti malediranno maledirò

e in te si diranno benedette

tutte le famiglie della terra” (Genesi 12, 1-3)

 

Uscire da sé e oltre sé – desatellizzazione

Vedere nella fede – avere gli occhi di Dio

Compimento in Dio – Dio è più importante dei suoi mezzi e dei suoi doni

 

 

 

--- Visione del filmato parziale di Abramo ---

 

 

 

--- Preghiera personale ---

Domande per la tua meditazione:
Qual è la tua terra?

Qual è il tuo Ismaele?

Qual è il tuo Isacco?


 

Riflessioni dal filmato:

Cammino incerto; prima fuga: Ismaele.

Razionalizzazione della fede.

Dio incomincia ad essere addomesticato dai limiti umani.

Peccato frequente nelle comunità parrocchiali.

Peccato che rende infecondo l’agire dello Spirito Santo.

 

Abramo istruisce Ismaele:
Ismaele impara a sacrificare quanto ha di più caro.

Un qualcosa o qualcuno che gli costa lo strappo del cuore.

 

Isacco il Figlio della Promessa

Finalmente il figlio della promessa: Isacco.

Concentra tutte le attenzioni affettive di Abramo.
Il patriarca si dedica completamente ad Isacco come punta eccelsa e convergente del suo percorso esistenziale e della promessa di Dio.

In certo qual modo Isacco “rischia di diventare il Dio di Abramo”, cioè una ideologia.

 

Qui interviene la Sapienza di Dio che chiede il Sacrificio del Figlio unico.

Abramo spera contro ogni speranza.

Sa che Dio è oscuro ma fedele e che non inganna nessuno.

Anzi proprio la sua mancanza di fede con Ismaele lo ha rafforzato in questo supremo atto di fede.

Dice San Paolo che Abramo credette che Dio poteva resuscitare i morti.

“Infatti sta scritto: Ti ho costituito padre di molti popoli; (è nostro padre) davanti al Dio nel quale credette,
che dà vita ai morti e chiama all'esistenza le cose che ancora non esistono... 
Pienamente convinto che quanto egli aveva promesso era anche capace di portarlo a compimento” (Rm. 4,17.18)

 

 

Così, in certo qual modo, dopo quel cammino sul monte, Abramo ed Isacco non saranno più gli stessi e la fecondità di Dio è esplosa non solo nella loro storia ma anche nella storia dell'intera umanità.

Da quell’esperienza cambia il loro rapporto con Dio, con se stessi e tra di loro.

 

Stessa analogia è applicabile, in forma compiuta, nel rapporto tra il Padre e Gesù.

E Tra la Madre, Maria e Gesù.

 

 

Cosa dice a noi:

  1. Conversione continua: no alle razionalizzazioni, no alla gnosi, no al peccato.
  2. Obbedienza a Dio e alla Chiesa
  3. Discernimento vocazionale
  4. Non fare delle mozioni dello spirito un’ideologia: il Regno appartiene a Dio.
  5. Educarsi alla nudità
  6. Prepararsi quotidianamente al dono di Isacco, qual è il tuo Isacco?
  7. Vivere la logica di Dio dell’incarnazione e del mistero pasquale
  8. L'Amen Eucaristico proclamato nella dossologia e a livello personale ricalca l'Amen di abramo e compiutamnente l'Amen di Cristo al Padre