l'Amore e la tirannia dell'ignoranza

santo-natale-3.jpg"Il Verbo si è fatto carne
ed è venuto ad abitare in mezzo a noi"
(Gv. 1,14)

l'Umiltà di Dio
Quando parliamo di umiltà ci possono venire alla mente quelli atteggiamenti pietistisci e di maniera che nascondono in realtà una grande superbia. Affermazioni tipo "non sono degno" o simili nascondono spesso un disperato bisogno di conferma, un viscerale bisogno di sentirsi a posto e "giustificati" nella fede.

L'immaturità psichica è alle porte. Giustamente diceva Confucio che: "l'eccesso di umiltà è una truffa".. dietro l'inchino si cerca solo la ricompensa.

Nella spiritualità francescana, elaborata dall'esperienza di Francesco di Assisi, si scopre che l'essere humus, terra, da cui il termine umile, per l'uomo non è un abbassamento ma una realtà.

Infatti per Francesco solo Dio si abbassa, si china, sceglie di muoversi ontologicamente verso l'humus che è l'uomo:
"Cristo Gesù pur essendo di natura Divina

 non considerò un tesoro geloso

 la sua uguaglianza con Dio;

 [7]ma spogliò se stesso,

 assumendo la condizione di servo

 e divenendo simile agli uomini;

 apparso in forma umana,

 [8]umiliò se stesso

 facendosi obbediente fino alla morte

 e alla morte di croce.

 [9]Per questo Dio l'ha esaltato

 e gli ha dato il nome

 che è al di sopra di ogni altro nome;

 [10]perché nel nome di Gesù

 ogni ginocchio si pieghi

 nei cieli, sulla terra e sotto terra;

 [11]e ogni lingua proclami

 che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

(Fil. 2,6-11)

Per cui mentre solo Dio è veramente umile, cioè discendente, l'uomo umile è colui che prende coscienza di ciò che è nella verità, con pregi e difetti, luci e ombre, doni e ferite.
Coloro che disprezzano i propri doni o carismi pensando di essere umili stanno in realtà facendo un'operazione di superbia molto sottile... si stanno allontanando dalla "verità di sé" tanto quanto colui che nelle proprie capacità si gongola e si sente "onnipotente" nel suo delirio.

Tuttavia qualcuno è chiamato a rinunciare, per Amore, ad alcune sue capacità per seguire meglio Cristo che si china verso l'humus.
La rinuncia però dev'essere lucida, consapevole e sostanzialmente gioiosa...
infatti si rinuncia solo a ciò che si conosce e ciò che, pur essendo dono, in qualche maniera è nostro.

Il passaggio vocazionale dalla coscienza di sé alla rinuncia a sé avviene solo in ragione dello "spogliò se stesso" e benché si esprima talvolta in alcune forma particolari come la vita religiosa, in realtà tale passaggio è essenziale al nostro essere battezzati nella coscienza di sé e nel dono di sé.

Tuttavia raramente si può giungere a risultati spirituali ed esistenziali soddisfacenti senza una direzione spirituale; qui entriamo in un campo delicato già affrontato (qui).


  Quando guardiamo il bambino Gesù dovremmo pensare proprio a questo:
 al fatto che Dio pienamente cosciente di sé
pienamente si dona
;
al fatto che solo Dio è umile, l'uomo può solo essere "sincero" con ciò che è e può solo, talvolta, imitare Dio nel donarsi.


  Quello che stupisce è la disarmante innocenza. Chiunque di noi abbia avuto il dono di una paternità e di una maternità, sa bene come sia trascendente e disarmante lo sguardo di un neonato... disarmante, innamorato e stupito. Il Verbo di Dio ha scelto quello sguardo per manifestarsi al mondo per la prima volta, non ha scelto fasto e potenza, gloria, fama, notorietà, ha scelto l'innocenza disarmante dello sguardo di un neonato.
  Sarebbe da chiedersi.. ma l'amore che abbiamo verso i bambini così piccoli non viene forse da una nostalgia di una condizione primigenia che abbiamo smarrito dopo il peccato originale?
 

La tirannia dell'Ignoranza
 Scendendo da Sè verso l'uomo Dio sa bene che l'uomo nella sostanza non lo accoglie. Dio sa bene che solo Maria e Giuseppe dicono sì! a Dio e si fanno ventre che accoglie,  maternità e paternità spirituale, psicologica e materiale verso il Dio bambino.
  La paternità di Giuseppe, uomo giusto e la maternità di Maria, ancella del Signore, aprirebbero un discorso estremamente fecondo sulla direzione spirituale di coppia che ora non possiamo affrontare ma che ci fa comprendere che Gesù viene nella coppia dove i partner dicono, entrambi, sì a Dio.

Ad ogni modo Dio, il verbo di Dio è cosciente che entrando nel mondo entra nel terreno non solo della Sua creatura ma anche in quello del peccato e dell'ingiustizia.

Ciascuno di noi sa che significa subire una ingiustizia; quante volte abbiamo fatto esperienza di impotenza a situazioni che andavano e che vanno contro il rispetto  del singolo e della collettività.
  Né la democrazia ci cautela da queste ingiustizie perché anche una maggioranza democratica può essere ingiusta e imporre tirannie piccole e grandi al singolo o alla collettività. La tirannia più radicale nasce sempre dall'ignoranza; ignoranza di ciò che l'uomo è davanti a se stesso e davanti a Cristo nel contempo. Ecco perchè giustamente ricordava l'allora card. Ratzinger.. "prima i comandamenti e poi la democrazia".   Senza una legge naturale sostenuta da una legge eterna non ci può essere democrazia e tantomeno laicità ma solo tirannia. La tirannia dell'ignoranza.

Certo c'è ignoranza ed ignoranza; una ignoranza per così dire guaribile, aperta alla crescita, contingente nel suo non sapere ed un'altra invincibile e persistente.

Anche Maria e Giuseppe cercando Gesù al tempio non comprendono fino in fondo, cioè ignorano le motivazioni di Dio nella sua totalità e vivono una ignoranza contingente.

Gesù, tuttavia ha fatto il suo annuncio e poi si sottopone al loro non sapere perché Dio ha scelto la via di consegnarsi a chi non sa con cuore disarmato ed umile.


 

L'Amore come consegna
L'Amore di Dio, dunque, è un amore che ha scelto di consegnarsi, nonostante tutto.

Ecco perché tra il Natale e la Passione c'è un legame intimo, ecco perché il Santo Natale è legato strettissimamente agli eventi Pasquali. Dietro lo sguardo innocente di un Bimbo-Dio c'è lo sguardo dell'uomo innocente e Dio che si "consegna" ai suoi aguzzini, a noi!

La nostra ipocrisia è tale che mai e poi mai faremmo del male ad un bimbo ma spesso e talvolta coscientemente uccidiamo l'Innocente; Egli lo sa e non si ribella e si consegna nelle mani della nostra tirannia ignorante.


  Ma come tiranneggiamo il Cristo oggi? Innanzitutto con la nostra persistente voglia di manipolare l'innocenza e la vita e poi con la nostra sclerocardia, la nostra durezza di cuore. Lo tiranneggiamo nella Chiesa con i luoghi comuni ritardando sempre, per accidia, la nostra conversione.

Tutti buoni a Natale,

tutto è luci a Natale,

tutta è festa a Natale,

tutto è speranza a Natale..

ma a causa di chi?

Smarrito il senso dei fatti si smarrisce il senso di se stessi.. il tempo passa e un'altra distrazione si è consumata. Distrarre l'uomo è ciò che vuole il "nemico dell'uomo" (qui)..

e noi, staccando significante e significato, facciamo il suo sordido gioco disumanizzante.

 

Ma se non ci converte quello sguardo bambino cosa ci convertirà?

L'augurio che fa Zammerù Maskil a se stesso e a chi legge è un cuore commosso,

discretamente e radicalmente commosso senza inutili distrazioni.

Mercoledì della XXXIV settimana delle ferie del Tempo Ordinario

S. Caterina d'Alessandria (ET), vergine e martire († 305)

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