Accogliere il dono della persona Cristo

cristo1.jpgQuesto è l'orrendo e occulto veleno del vostro errore:
che pretendiate di far consistere la grazia di Cristo nel Suo esempio e non nel dono della Sua Persona

(s. Agostino - OPERA INCOMPIUTA CONTRO GIULIANO, libro II, 146)

Tratto da una catechesi di Paul Freeman agli operatori pastorali

Cari amici,
 l'affermazione illuminata del santo di Ippona non è poi così lontana dai nostri tempi che se anche non presentano la connotazione specifica delle eresie del IV secolo comporta, ora, sicuramente, la presenza di ben più sottili eresie e nascosti manicheismi.

D'altronde non è forse vero che il potere politico si è spesso rivestito di "cristianesimo" per mascherare i suoi errori profondamente disumanizzanti?

Non è forse vero che nei nostri tempi attuali i "valori" cristiani, siano essi sociali (solidarietà, sussidiarietà, accoglienza) o "non negoziabili", sono stati usati come una clava di interessi più che come un'esigenza radicale di conversione dal e del potere politico?

Cartesio aveva un bel coraggio a dire "penso dunque sono"... la violenza filosofica (alla filosofia stessa e all'intelligenza) di confondere l'ontologico con il percepito non poteva che portare alla parabola di cui Kant è l'altro estremo con il trionfare del "dovere morale" con la conseguenza terribile di spaccare l'uomo dal reale e di relegarlo in dovere verso i valori che diventano probanti solo nel soggettivo.
L'uomo stesso non accettando l'incarnazione si radica in "alcuni" esempi di Cristo e non nel "dono della Sua Persona"!
Quante volte nel nome di Dio si sono fatte battaglie contro l'uomo... ma dov'era il Cristianesimo della compagnia viva di Gesù?

Il lucrare delle indulgenze e gli abusi di alcune crociate sono solo opera di una Chiesa impazzita che scambia il dovere e il farisaico apparire per conversione?
La storia va letta correttamente e, tra l'altro, oggi, abbiamo ben altro. Una morale "laica" terribilmente più omicida e disumana perché rivestita di quel buonismo che non è bontà ma una sua parodia scimmiesca, di quella "libertà" che è schiavitù al nostro io malato. Una cultura para-cattolica e para-cristiana che vuole veicolare un "cristianesimo sociale" che permette l'aborto come "extrema ratio", che introduce la coppia di fatto come un tipo di famiglia, che - ed è questo il pericolo più grave - nega la morale naturale, una "cultura" che sfuma il genere e la sessualità naturale.

Quante stupidaggini laiche e laiciste sono ovunque diffuse, trasmesse, veicolate e potenziate dai mezzi di comunicazione.
Esiste una morale Laica? E dove si fonda?

La rivoluzione francese è l'altro epilogo cartesiano con la sua "libertà, fraternità, eguaglianza"... senza la presenza reale di Cristo diventa tirannia e scuola di pensiero.
Conosci qualche altra presenza (implicita o esplicita) che quotidianamente ti possa rendere "libero, fratello, e uguale"; ti possa rendere prossimo e solidale perché Lui, Gesù, non fa il solidale ma é solidale con te e con me?
E dove mettiamo la cozzaglia di ignoranza e di minestrone filosofico-teologico (anticipo della moderna new age) che è il pensiero massonico?...
Quanto deve il teismo del "sommo architetto" al Cartesio di ogni tempo Dio solo lo sa.
Il povero Marx, ebreo, non poteva che partorire un "paradiso" immanentizzato dove l'uomo spogliato della presenza di Dio fonda, sull'utopia, la violenza di un sistema morale fondato sullo stato.
Morale laica... ma dove si fonda?

Calvino estremizzando la dottrina della predestinazione di Lutero non può che approdare - magari inconsapevolmente -  nel dare le basi al moderno capitalismo (deviato da un uso sano del capitale che nasce con la cultura cristiana e con il criterio della sussidiarietà) fondando la morale sull'utile, sul fare e poi sul guadagno.
Comunismo, Socialismo, Liberismo, Capitalismo selvaggio, Agnosticismo, Ateismo, Panteismo, Massoneria, New Age, Destra, Sinistra... ma dove fondi la tua morale?
Nella migliore delle ipotesi su alcune delle cose che Cristo ha fatto, oppure sul Suo esempio... ma non nel dono della Sua persona per ogni uomo.

Dono che scuote troppo e interroga troppo per cui occorre difendersi arrampicandosi sugli specchi con le solite fughe di pensiero:
la religione è l'oppio dei popoli;
è la rivincita psicologica dei perdenti;
Gesù è stato il primo socialista;
se produco valgo e quindi Dio mi benedice;
Dio è la gabbia della ragione;
la Chiesa è oscurantista... e la lista potrebbe continuare lungamente su coloro che violentano l'epistemologia e il fatto del Dono Di Gesù Cristo vero Dio e vero uomo.

Scòstati dall'incarnazione e dalla ragionevolezza del suo mistero e violenti la ragione stessa.
Scòstati dall'incarnazione e non comprendi la Chiesa né te stesso. Non comprendi l'uomo.

Ma andiamo ancora più vicino... non sono forse io talvolta più ateo di un ateo perché fondo la mia vita cristiana sulle cose buone che faccio, sulle opere che compio?
Sia che io sia laico, sposato, single, sacerdote o religioso, uomo o donna, non corro forse il rischio di fondare la mia vita cristiana e la conversione esclusivamente sulle opere e non sulla presenza trasformante vivente e viva della Persona di Gesù per me?

Non angustiamoci dunque se Marx definì la religione l'oppio dei popoli forse, come diceva il buon Vittorio Messori, dipendeva anche dai cattivi cristiani che aveva vicino... noi, talvolta più eretici degli eretici proprio perché mascheriamo dietro una morale scialba o intransigente (due facce opposte ma della stessa medaglia) l'inesistenza di un rapporto personale e comunitario con la persona di Gesù!
D'altronde noi cristani, cattolicissimi, spesso siamo più buonisti che compagni grati di un Dio buono... e si sa, satana è un vero maestro di buonismo.
Più che essere Chiesa fedele a Pietro cerchiamo di fare aggregazione per rasserenare il nostro bisogno psicologico di socialità invece del bisogno di essere riuniti per e attorno alla presenza di Gesù.
Su questo si fonda il "sensus ecclesiae" sull'essere con e per Gesù vivo, qui e ora! Ma solo la Chiesa in Pietro e nei suoi collaboratori, ti conferma e ti dona compiutamente la presenza di Cristo Gesù vivo.

Piuttosto talvolta serpenteggia il motto "AlbertoSordiano" del "più semo più vordì che c'avemo ragione!"... una Chiesa di eletti o una Chiesa Sociale, una Chiesa laica senza Gerarchia o una Chiesa rigida e senza amore pastorale per l'uomo, una Chiesa del senso di colpa e musona è una chiesa che sfiora l'eresia e che spesso la produce... ben diversa è la coscienza di colpa dal senso di colpa! Proprio come è distante la responsabilità dall'irresponsabilità.
Pensate che le possessioni siano l'esempio della presenza di satana più inquietante? Sono un segno che richiama una realtà ben peggiore: quella di chiamare male il bene e bene il male ma, soprattutto, quella di negare l'incarnazione e tutto ciò che ne comporta.

Talvolta il "nemico dell'uomo" si nasconde comodamente e più fruttuosamente (per lui) dietro un cristiano integerrimo duro ed intransigente oppure scialbo e permessivista. E' il suo capolavoro che cerca di operare non tanto negli atei quanto nei credenti sia laici che sacerdoti.

Rimane una sola domanda seria da farmi: Gesù Cristo Risorto, figlio del Dio vivente, fonte della gioia, quanto sei vivo nella mia vita?
Nel mio lavoro, nella mia intimità e nella mia quotidianità; nel servizio gratificante o arido;
nella mia vita di coppia e familiare; nel celibato e nella consacrazione;
nella gioia e nel dolore;
nella chiarezza e nella più profonda oscurità?
Allora... chissà che Marx e Nietsche e il mondo lontano da Dio di ripensi!
Grazie fratello Agostino!

Mercoledì della I settimana di Avvento

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