L'Auto -Erotismo

girasole-desktopPiccola riflessione

Preambolo

Paradossalmente siamo passati da una visione colpevolizzante della masturbazione in cui si affermava che "si poteva restare ciechi" ad una che giustifica e si pone talvolta in maniera promozionale verso l'autoerotismo. Questo accade anche in trasmissioni televisive scientifico divulgative.
Innanzitutto occorre distinguere il piano etico da quello psicologico tenendo conto del principio della gradualità e non tanto della gradualità del principio. Nessuno essere umano cresce spostando costantemente un valore morale secondo un relativismo morale. Diverso è pensare che l'acquisizione, l'autocoscienza e l'internalizzazione di un valore avviene per passi di crescita pur rimanendo chiaro e visibile (anzi sempre più chiaro e visibile) nel cammino dell'uomo e della donna, il punto di partenza ed il punto di arrivo. Nella pedagogia evangelica il punto di arrivo è già punto di partenza come dono che attende di incarnarsi nella specifica psicologia e storia esistenziale dell'individuo.

In entrambe le visioni sia quella colpevolizzante (frutto, talvolta, di uno sbagliato atteggiamento pastorale e non tanto di un'errata visione teologica del problema) sia nella visione giustificatoria e libertina dei nostri tempi c'è un errore di carattere epistemologico.

Se alcuna psicologia pensa di essere scientifica con alcune definizioni assolute sul comportamento etico dei gesti esistenziali cade nel tranello di avere comunque dei presupposti antropologici, cosmologici e teologici e pertanto diventa inevitabilmente una fede. Anche qui un altro paradosso; la scienza che dovrebbe incontrare la teologia rispettando il suo e l'altrui piano diventa una fede religiosa e alla peggio una filosofia.

Si critica un dogmatismo religioso per cadere in un dogmatismo ancora più sottile e oscurantista proprio perché non vede la sua cecità etica e scientifica. Talvolta rimane come un surrogato della religione "ufficiale" trasformando il proprio ruolo scientifico in magia e "mass-mediale rassicurazione" di giovani e meno giovani in cerca di risposte.


Cosa ci dice la Bibbia sulla sessualità e quale riflessione può portare

  Sin dai primi capitoli del Genesi, osservando la coppia primigenia, come dono "molto buono" uscito dalle mani di Dio, si evince che nella struttura stessa della sessualità è inscritta la finalità comunicativa, è fatta per un dono gratuito di sé all'altra persona. Ma passare all'altro non è facile, è fatica ed implica uno sforzo di crescita. L'autoerotismo può portare ad un facile surrogato di questa maturazione facendo sì che la persona non maturi o, pur maturando su determinati settori della propria vita, presenta una sorta di tara affettiva che lo frena sull'aspetto donativo implicito nella sessualità.

La facile gratificazione che si può ottenere da soli fa sì che si possa evitare il passaggio ad una sessualità matura e che ci si fissi in una specie di autismo solipsistico. Questo è comprovato dal fatto che anche molti uomini sposati continuano a masturbarsi: non riescono a confrontarsi con la realtà e fuggono nella fantasia. Quella di vivere nella fantasia è una patologia molto grave e frequente, ci si abitua a vivere in un mondo proprio di morbosità e immaginazione di fronte al quale le persone concrete impallidiscono e deludono, ci si crea un'attesa irrealizzabile che viene costantemente delusa dalla realtà fornendo un ulteriore motivo per rifugiarsi nel sogno.
E' un fissarsi ad una fase infantile della sessualità. Infatti è proprio della fase infantile di vedere il mondo e gli altri solo in funzione del piacere che mi possono dare, senza alcuna considerazione della loro reale esistenza e delle loro esigenze, del loro autonomo sussistere. Così nella masturbazione l'altro/a è solo un pretesto, ne prendo alcuni aspetti e poi li altero e modifico a mio piacimento nella mia fantasia creando una persona assolutamente immaginaria che ha il solo scopo di soddisfarmi. Ogni riscontro con la realtà ha poi il potere di distruggere questa immagine: la persona reale, infatti, non è lì solo per gratificarmi sessualmente. Questo impatto fa sì che io mi rifugi maggiormente nell'immaginazione, deluso dalla realtà e questo crea un circolo vizioso. La realtà delude sempre confrontata con l'immaginazione. Se infatti si analizzano le fantasie masturbatorie, qui compaiono sempre persone che sono caricature di persone vere, come quelle dei film porno.
Nella realtà non esistono uomini e donne che si comportano così.

Le frustrazioni che ne conseguono contribuiscono poi ad un aumento di tensione che rafforza la tendenza alla masturbazione. Ci si vendica sulla realtà, che sembra rifiutarci, rituffandoci nella immaginazione e questo impedisce la sana tensione verso un reale superamento. E' come far scaricare il vapore che servirebbe a far funzionare la macchina perché non si sopporta la tensione ma questo porta a non progredire mai: la tensione è sana e non deve essere scaricata, ma usata per la crescita. Per amare meglio e di più. Alla statura di Cristo casto.

Per questo la masturbazione può portare anche una specie di "smidollamento" della persona, una generale pesantezza ed apatia, una abulia diffusa che la persona dall'interno non nota se non come un generico malessere, una insoddisfazione, ma che dall'esterno viene ben notata: le pile sono scariche, e si sono scaricate a vuoto.

Proprio a causa di questi problemi basilari non ci sarà alcuna situazione esterna che potrà risolvere il problema, se mi sposo questa sessualità malata o tutt'al più ferita la porterò appresso anche nel matrimonio ed esploderà con altri sintomi.

Non ha quindi senso vedere il matrimonio come una soluzione per la masturbazione perché non lo è: la masturbazione come gesto costante (soprattutto in età adulta) indica una fondamentale immaturità e una non integrazione della dimensione sessuale nella totalità delle componenti della persona che non mancherà di portare i suoi effetti negativi anche nel matrimonio.

Qui è utile una particolare lettura della storia di Sansone. Ha molti doni ma non riesce ad integrare le passioni e questo ne fa un fantoccio e alla fine lo rovina, è ridotto a girare la mola del grano come un asino, tutte le sue energie sono assorbite ed asservite alla soddisfazione delle sue passioni.

La masturbazione è fondamentalmente un "no" alla realtà per rifugiarsi nell'illusione.

E' chiaro che questo può succedere in vari gradi e non è una malattia, almeno fino ad una certa età non è un dramma ma è sempre sbagliato ed è un ostacolo alla gioia ed alla crescita della persona.

Non bisogna drammatizzare se succede, non bisogna avere sensi di colpa ma piuttosto la "vergogna nello Spirito Santo", Dio non ti giudica, ti vuole aiutare. Il vero dramma è quando la persona non vuole ammettere che questo sia male, e si vuole giustificare. Qui ti tagli da solo le vie di uscita, sei un veleno per te e per chi ti sta vicino.

Certo, per chi è prigioniero del vizio, non sempre un taglio netto è possibile e non si può immaginare di poter smettere dall'oggi al domani, sarebbe una presunzione, ma già i progressi nel distanziare le volte di "questa fuga dal reale" e di gestire la realtà evasiva del sogno e della fantasia, in maniera diversa e salutare, con la preghiera, con gesti di carità autentica e donativa, con la lode consapevole della propria debolezza, rimane un passo prezioso verso la libertà di sé a cui Cristo ci chiama nel Suo Amore.