La politica come forma alta di carità

Uomo 1di JORGE MARIO BERGOGLIO
Ognuno di noi deve recuperare sempre più concretamente la propria identità personale come cittadino, ma orientato al bene comune. Etimologicamente, cittadino viene dal latino citatorium. Il cittadino è il convocato, il chiamato al bene comune, convocato perché si associ in vista del bene comune.
Cittadino non è il soggetto preso individualmente, come lo presentavano i liberali classici, né un gruppo di persone indistinte, ciò che in termini filosofici si definisce «l’unità di accumulazione». Si tratta di persone convocate a creare un’unione che tende al bene comune, in certo modo ordinata; ciò che viene definito «l’unità di ordine». Il cittadino entra in un ordinamento armonico, talora disarmonico a causa delle crisi e dei conflitti, ma comunque un ordinamento, finalizzato al bene comune. Per formare comunità ciascuno ha un munus, un ufficio, un compito, un obbligo, un darsi, un impegnarsi, un dedicarsi agli altri. Queste categorie, che ci vengono dal patrimonio storico-culturale, sono cadute nell’oblio, oscurate di fronte all’impellente spinta dell’individualismo consu-mistico che unicamente chiede, esige, domanda, critica, moraleggia e, incentrato su se stesso, non aggrega, non scommette, non rischia, non “si mette in gioco” per gli altri. Non basta l’appartenenza alla società per essere pienamente cittadino; per avere la piena identità di cittadino non basta, anche se è un grande passo, appartenere a una società. Stare in una società e appartenerle in quanto cittadino, nel senso di ordine, è un grande passo di funzionalità. Ma la persona sociale acquisisce la sua piena identità di cittadino nell’appartenenza a un popolo. Questa è la chiave, perché identità è appartenenza. Non c’è identità senza appartenenza.
La sfida dell’identità di una persona come cittadino è direttamente proporzionale al modo in cui essa vive questa sua appartenenza. A chi? Al popolo dal quale nasce e nel quale vive. (...) Quando parliamo di cittadino, quindi, lo contrapponiamo alla massa di persone. Il cittadino non è il mucchio, l’ammasso amorfo. Esiste una differenza sostanziale tra massa e popolo. Popolo è la cittadinanza impegnata, riflessiva, consapevole e unita in vista di un obiettivo o un progetto comune. In questa prospettiva, la riflessione sul cittadino, la riflessione esistenziale ed etica, culmina sempre in vocazione politica, nella chiamata a costruire con altri un popolo-nazione, un’esperienza di vita in comune attorno a valori e princìpi, a una storia, a costumi, lingua, fede, cause e sogni condivisi. Se dunque il cittadino è qualcuno che è convocato e obbligato a contribuire al bene comune, per ciò stesso fa politica, che, secondo il magistero pontificio, è una forma alta della carità. La sfida di essere cittadino, oltre ad essere un dato antropologico, si inquadra nell’orizzonte del politico. Si tratta infatti della chiamata e del dinamismo della bontà, che si dispiega verso l’amicizia sociale. E non si tratta di un’idea astratta di bontà, di una riflessione teorica che fonda un vago concetto di etica, un “eticismo”, ma di un’idea che si sviluppa nel dinamismo del bene, nella natura stessa della persona, nelle sue attitudini. Sono due cose diverse. Ciò che rende la persona un cittadino è il dispiegarsi del dinamismo della bontà in vista dell’amicizia sociale. Non è la riflessione sulla bontà che crea vie etiche, le quali, in ultima istanza, possono portare ad attitudini che non concretizzano tutta la nostra capacità di bene. Una cosa è la bontà, altra cosa è l’etica astratta. Può addirittura esistere un’etica senza bontà. Sono tipici di un “esistenzialismo mediocre” l’intelligenza senza talento e un “eticismo” senza bontà.

© Osservatore Romano - 2-3 aprile 2013


Iscriviti alla Newsletter

Iscriviti alla mailing list di cristiano cattolico. Conforme al Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196, per la tutela delle persone e e il rispetto del trattamento di dati personali, in ogni momento è possibile modificare o cancellare i dati presenti nel nostro archivio. Vedi pagina per la privacy per i dettagli.
Per cancellarsi usare la stessa mail usata al momento dell'iscrizione.